CARRELLO vai al carrello
Libri
Totale
SPESE DI SPEDIZIONE GRATIS
PER IMPORTI SUPERIORI A
35 € IN ITALIA
70 € IN EUROPAlimiti e condizioni

Il mulo di Rosa. Scene siciliane in due parti.

Autore:
Curatore: A cura di Vittorio Frosini.
Editore: Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.12,5x17,5, pp.73, brossura intonso, cop.ornata. Allo stato di nuovo. Collana di Testi Teatrali Inediti o Rari di Autori Siciliani,8.

CondizioniUsato, accettabile
EUR 7.00
Ultima copia
Aggiungi al Carrello

Vedi anche...

A cura di Alberto Castelvecchi. Roma, Salerno Editrice 1991, cm.12x16,5, pp.127,(1), brossura, cop.fig. [copia allo stato di nuovo] Collana Minima,18.

EAN: 9788884020680
Usato, come nuovo
EUR 6.00
-16%
EUR 5.00
Ultima copia
A cura di Alda e Elena Croce. Torino, UTET 1970, 1973, cm.15x23,5, pp.685, 10 tavv.bn.nt. legatura ed.in tutta tela, titoli e fregi in oro al dorso. Collana Classici Italiani.

EAN: 9788802017723
Usato, molto buono
EUR 17.00
Disponibile
Carlo Collodi, Luigi Capuana, Enrico Panzacchi, Renato Fucini, Mario Pratesi, Ferdinando Martini, Giovanni Faldella, Alberto Cantoni. A cura di A.Borlenghi. Torino, Ricciardi Ed. 1962, cm.15x23, pp.1285, legatura ed.in tutta tela. Collana Letteratura Italiana. Storia e Testi.
Usato, come nuovo
EUR 82.63
-77%
EUR 19.00
Disponibile
A cura di Gianni Oliva. Roma, Salerno Ed. 2009, 2 tomi, cm.15x22, pp.XLIV,496,XX,404, legature editoriali sopracc.in custodia. Collana Edizione Nazionale delle Opere di Luigi Capuana,10. Il volume, diviso in due tomi, raccoglie tutti gli interventi sul teatro di Luigi Capuana pubblicati sul quotidiano «La Nazione». Mentre il teatro francese di Dumas figlio, Augier e Sardou dominava ancora la scena internazionale, in Italia stava nascendo un nuovo teatro nazionale e il critico siciliano, più di tutti, incoraggiava il cambiamento. Attraverso le recensioni - addentrandosi nel testo, nel contesto e nella poetica dei singoli autori - Capuana sosteneva la necessità di affrancarsi dall'enfasi declamatoria del dramma storico, a favore di una scena più vera, un teatro realista che fosse espressione della contemporaneità: senza sfondi di cartapesta e con personaggi «in carne e ossa».

EAN: 9788884026675
Nuovo
EUR 88.00
-50%
EUR 44.00
Disponibile

Visualizzati di recente...

#127165 Arte Saggi
A cura di Stefano Gasparri e Paolo Cammarosano. Udine, Casamassima Ed. 1990, cm.25x32, pp.403, num.tavv.a col.nt. legatura ed.in tutta tela,soprac.fig.a col. Il volume Langobardia, nonostante la veste grafica monumentale, è fonte di sorpresa, sollievo e grande interesse. Sorpresa per l’impostazione del volume, anzitutto. Pur seguendo una struttura canonica, secondo lo schema inaugurato dal convegno di Roma del 1974 (i Longobardi nel bacino dell’Elba, in Pannonia, in Italia), la “questione” longobarda finalmente non è più analizzata nella prospettiva dei suoi riflessi politici e culturali da un punto di vista “patriottico”, considerando cioè soltanto gli effetti della migrazione sulla società in Italia. Obiettivo del volume è invece di esaminare il processo attraverso il quale si venne aformare l’identità culturale del popolo longobardo: sulla base del presupposto che “la conquista di Alboino rappresentò certo una cesura nella storia d’Italia - con la rottura dell’unità territoriale, l’insediamento di una dominazione politica antagonistica verso l’autorità imperiale di Bisanzio, il rivolgimento del sistema giuridico, amministrativo e fiscale - ma rappresentò anzitutto una cesura nella storia dei Longobardi” (dal “Cenno Introduttivo” di Paolo Cammarosano). Per la prima volta i Longobardi ricevono la dignità di soggetti della storia in quanto popolo con caratteristiche specifiche e mutabili nel tempo, e non come semplice fattore di disordine in un sistema precostituito. All’originalità dei presupposti fa riscontro la nuova rilevanza attribuita ai materiali archeologici, a cui viene concessa la dignità di autentica fonte di informazione. La netta scissione tra le competenze degli storici e quelle degli archeologi trova in questo volume un coraggioso tentativo di superamento. I reperti funerari - di cui si presenta una ricchissima campionatura e una esauriente bibliografia anche per le fasi preitaliane - sono esaminati nella loro distribuzione geografica e nella loro caratterizzazione morfologica come strumenti per risolvere problemi storiografici. Gli autori dei singoli saggi sono infatti altomedievalisti che, con grande sollievo per tutti, non hanno alle spalle un condizionante approccio classificatorio degli oggetti, con le conseguenti immaginarie ricostruzioni sociali. Gli insediamenti nel bacino dell’Elba e in Pannonia, che in genere compaiono come breve introduzione alla fase preitaliana, sono esaminati come periodi fondamentali nella costituzione dell’identità dei Longobardi. I periodi in cui maturò la strutturazione sociale dell’exercitus e si formò l’identità della figura regia, in rapporto ai contatti sia con gli altri popoli sia con le popolazioni di tradizione latina. La migrazione, usualmente interpretata come esodo di massa, viene qui scandita minuziosamente come processo di lunga durata che portò innanzitutto al confronto interno di gruppi di Longobardi stanziati in sedi diverse. Le necropoli non sono più lo specchio fedele di presunte strutturazioni sociali, ipotizzate attraverso le percentuali delle tombe con sax, spade, archi e frecce a cui siamo abituati, ma tappe di un viaggio condotto sulla scorta dell’Origo gens Longobardorum, che segue di passo in passo le modificazioni culturali che segnarono la lenta trasformazione dalla gens dei Winnili al popolo dei Longobardi. Jorg Jarnut e Manfred Menke, sulla scorta della fonte letteraria opportunamente analizzata e confrontata, permettono al lettore di considerare i Longobardi in Italia non più come i violenti invasori di ingenua e primordiale rozzezza, ma come popolo con una propria complessa tradizione che si confrontò con la cultura latina in modo non caotico, né passivo, né casuale, che strutturarono il loro rapporto con i latini secondo modalità già ampiamente sperimentate nei loro precedenti stanziamenti. Anche i contributi di Paolo Delogu, Lidia Capo e Stefano Gasparri, dedicati a delineare il ventaglio dei problemi del periodo longobardo in Italia, sono strutturati come revisioni integrali del materiale archeologico e documentario, sulla scorta di un’interpretazione dell’Historia Longobardorum come fonte stratificata in cui alla narrazione dei fatti si sovrappongono elementi tradizionali ed anacronistici. Sono così riesaminati alcuni nodi fondamentali della tradizione storiografica: la condizione di subalternità dei “vinti” e quindi la sorte dei possessori romani nel rinnovato contesto politico, il ruolo delle città nell’evoluzione del regno longobardo, il rapporto con la cultura classica e l’impero bizantino.

EAN: 9788890279621
Usato, molto buono
Note: lieve strappo alla sopracoperta.
EUR 95.00
-32%
EUR 64.00
Ultima copia
Traduz.di Natalie Banas. Milano, Bompiani Ed. 1981, cm.12x20,5, pp.289, brossura cop.fig. Collana Tascabili Bokmpiani,233.
Usato, buono
EUR 6.00
Ultima copia