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Letteratura e mito.

Autore:
Editore: Einaudi Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.10,5x18, pp.241, brossura Collana La Ricerca Letteraria. Serie Critica,4.

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#281566 Filosofia
Milano, Mondadori 1989, cm.13,5x20, pp.130, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Grandi Saggi Oscar Mondadori.

EAN: 9788804326847
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EUR 13.00
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A cura di Andrea Cavalletti. Torino, Bollati Boringhieri 2000, cm.14,5x22, pp.110, brossura con copertina figurata. Collana Storia, Filosofia e Scienze Sociali. Scoperto di recente tra le carte lasciate da Jesi, dopo che una intricata vicenda editoriale lo aveva nascosto per trent'anni, "Spartakus" occupa un posto di indubbio rilievo nell'opera del grande mitologo e germanista, offrendo una delle sue più originali e riuscite prove di scrittura. Non si tratta infatti di una "storia del movimento spartachista", ma di un'appassionata fenomenologia della rivolta intesa quale immediata "sospensione del tempo storico" e distinta pertanto dalla rivoluzione, che comporta una strategia a lungo termine, tutta calata nei processi della storia. Certo, "rivolta" è in primo luogo l'insurrezione del gennaio 1919, che Jesi ricostruisce quasi miniandola nel ritmo serrato della prosa: in quei giorni, lungo le vie di Berlino, "ogni gesto valeva di per se stesso", gli uomini combattevano negli altri uomini il volto disumano, mitico-demoniaco del potere e l'atto "meno deliberato e più conchiuso in se stesso", la scrittura, si rivela paradossalmente esperienza collettiva. Per questo, Spartakus tratta sì di Rosa Luxemburg, ma anche molto di Dostoevskij, di Storm, di Fromentin, di Brecht, nonché di Eliade e di Thomas Mann.

EAN: 9788833912530
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#281566 Filosofia
Milano, Mondadori 1989, cm.13,5x20, pp.130, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Grandi Saggi Oscar Mondadori.

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Note: Alcune sottolineature al testo.
EUR 13.00
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#306853 Storia Moderna
El Rey Planeta imperatore malinconico di due mondi ta sfarzo e declino. Roma, Salerno 2021, cm.15x23, pp.312, legatura editoriale all'olandese, copertina figurata a colori. Collana Profili,94. Filippo IV fu l’interprete della malinconia di un impero, quello spagnolo, che, nel giro di qualche decennio, oscillò tra apogeo e declino, tra delirio imperialistico e speranza di restare il centro del mondo, tra sfarzo e decadenza. Regnò dal 1621 al 1665, un periodo sconvolto dalla guerra dei Trent’anni (1618-1648), da rivoluzioni e trasformazioni socio-economiche che colpirono tutta l’Europa. Nei primi vent’anni del suo regno fu il sovrano della prima e unica grande potenza mondiale della storia. Ma a metà secolo quella potenza era già in declino, il mondo stava cambiando: nuovi protagonisti si affacciavano sulla scena. Tuttavia Filippo si dimostrò uno statista di primo piano, capace di gestire uno dei periodi più travagliati della storia dell’impero su cui “non tramontava mai il sole”. La sua epoca fu l’apoteosi del barocco e Madrid ne fu la capitale: nella vita e nella società di Corte, nel suo cerimoniale, esempio e modello per Versailles; nel mecenatismo del re e del suo favorito Olivares; nelle vite parallele di Filippo, Rubens, Velazquez e Calderon. Gli eccessi del tempo si riflettevano nelle stanze dei suoi palazzi: la sessualità di Filippo fu sfrenata, tanto che qualcuno lo definì “sultano poligamo”. Fu attratto da donne nobili e popolane, prostitute, attrici, cantanti. Ebbe molti figli, legittimi e non: alcuni morirono appena nati o bambini. Ebbe una vita familiare sfortunata, colpita da lutti che lasciarono un segno indelebile su di lui, malinconico come il suo impero.

EAN: 9788869735721
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