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Le metamorfosi o l'Asino d'oro.

Autore:
Editore: Bianchi Giovini Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x22, pp.XXVII-394, legatura ed.soprac.fig.a col. Collana Aretusa. Narrativa Classica Italiana e Straniera.

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Note: Mende alla sovraccoperta. Interno Ottimo
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A cura di Giuseppe Augello. Edizione con testo a fronte. Torino, UTET 2004, cm.15,5x24, pp.677, 8 tavv.bn.ft. legatura editoriale in tutta tela, titoli e fregi in oro al dorso. Collana Classici Latini. Lucio, protagonista e narratore, in Tessaglia per affari, abita a casa di Milone e di sua moglie Panfile, ritenuta una maga. Procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato Panfile in uccello, Lucio si trasforma però in asino. Dei ladri saccheggiano la casa di Milone e caricano l'asino Lucio del bottino. Giunto poi alla caverna dei briganti, Lucio ascolta la favola di Amore e Psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. Sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, Lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, Finché non si addormenta sulla spiaggia di Cencree. In sogno gli appare la dea Iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana. Lucio esegue le indicazioni della dea e si fa iniziare al suo culto.

EAN: 9788802035178
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A cura di Giuseppe Metri. Novara, Ist.Geografico De Agostini Ristampa,s.d. cm.14x22, pp.432, legatura editoriale scritte e fregi al dorso.

EAN: 9788840239828
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A cura di Giacomo Annibaldis, traduzione di Onofrio Vox, Renata Roncali. Bari, Dedalo 1987, cm.15x21,5, pp.674, 35 tra ill.e tavv.bn.e a col. legatura in tutta tela, sovracopertina figurata a colori. Collana Storia e Civiltà.

EAN: 9788822005212
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Introduzione e traduzione di Bruno Mosca. Firenze, Le Monnier 1974, cm.12x18, pp.L,305, legatura editoriale cartonata. Bibl.Nazionale. Serie Classici Greci e Latini Tradotti.
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Commento storico e archeologico di Alessandra Lazzeretti. Pisa, Ediz.ETS 2006, cm.17x24, pp.556, brossura con copertina figurata a colori. La lotta tra chi rapina o distrugge il patrimonio culturale e chi, invece, lo tutela e lo valorizza è argomento quanto mai attuale. Il quarto libro dell'actio secunda delle orazioni Verrine di Cicerone, noto come De signis, riguarda le sottrazioni di opere d'arte e oggetti preziosi compiute da Verre in Sicilia nel triennio 73-71 a. C. in cui fu governatore della provincia. Tali appropriazioni costituivano uno degli aspetti del suo malgoverno provinciale, per i quali Verre era imputato, nel 70 a. C., a Roma, in una causa de pecuniis repetundis nella quale Cicerone sosteneva l’accusa. Questo lavoro - cui la Scuola Normale Superiore di Pisa ha conferito il "Premio Giuseppe Nenci" - colma una lacuna evidente negli studi, esaminando, per la prima volta, dal punto di vista storico-archeologico, il De signis nel suo complesso. Storia antica e archeologia si muovono tra due sistemi di fonti - scritte da un lato e materiali dall’altro - che devono concorrere, in ugual misura e senza forzature dall'una o dall'altra parte, ad una ricostruzione metodologicamente valida. Una sistematica analisi del testo, che si è avvalsa di fonti letterarie, archeologiche, epigrafiche, numismatiche, ha mostrato il contributo fondamentale che le opere d'arte e gli oggetti preziosi oggetto del De signis forniscono, proprio nella loro qualità di documenti storici, alla conoscenza della storia non solo culturale, ma anche politica, amministrativa, economica e sociale, della Sicilia agli inizi del I secolo a. C., e, in taluni casi, in epoca più antica. Il volume è corredato, oltre che da una serie di indici, da un apparato figurativo che ne illustra e ne riepiloga i risultati salienti. Nell'evidente caratterizzazione negativa dell'acquisizione di capolavori ad uso privato e, al contrario, nell'esaltazione della loro pubblica collocazione, appare chiaramente la funzione che Cicerone affida nell'orazione alla tematica artistica: i sentimenti e le emozioni nei confronti dell'arte, che accomunano le popolazioni del mondo di cultura greca e il popolo romano, devono costituire la base per la condanna dell'imputato. Senza cadere in troppo facili operazioni di attualizzazione, è anche in questa chiave che possiamo leggere il messaggio che il De signis fa giungere fino a noi, nella consapevolezza del legame profondo intercorrente fra la propria storia culturale e il proprio futuro.

EAN: 9788846715272
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Edizione italiana a cura di L. Cicambelli. Viterbo, Tipografia dell'Urcionio 1914, cm.16x22, pp.134, una tav. in bn. ft., brossura. cop. muta con bandelle non originale.
Da collezione, accettabile
Note: Abrasioni da umidità all'angolo inf. delle ultime carte e foro di un cm. di diametro in margine a una di queste.
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Torino, UTET 2006, cm.20x30, pp.XXI,658, legatura ed.in tutta tela blu. Collana Grande Dizionario della Lingua Italiana.
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#342641 Storia Antica
Firenze, Felice Le Monnier 1973, cm.12x16,7, pp.124, brossura, copertina figurata. Collana Manualetti.
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