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Pavese prison de l'imaginaire, lieu de l'écriture.

Autore:
Editore: Presses de la Sorbonne Nouvelle.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.13x21, pp.240, brossura

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Barga, Tipografia Gasperetti 1976, cm.14,5x20,5, pp.34,(2), brossura, cop. ornata. Coll. Quaderni Pascoliani, 10.
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Firenze, Mauro Pagliai Editore 2016, cm.14x21, pp.120, brossura copertina figurata a colori. Coll.Italianistica nel Mondo. Più che interpretare l'opera di Pavese o ricostruirne il percorso, il saggio si concentra sulla rievocazione leggera e accennata delle immagini più frequenti e importanti della sua poetica, immagini che acquistano un valore paradigmatico e che rappresentano l'universalità della sofferenza di tutti noi che viviamo scissi tra l'essere e il dover essere, tra il desiderio e la rinuncia, tra i ricordi e le attese. I sogni dell'adolescenza, gli amici di una vita, la figura del professore, il conforto della preghiera, l'orizzonte del mare, lo sguardo della luna, la voce della donna amata e il suono del suo nome, il sangue della guerra, la vita. Pavese è stato più coraggioso di noi e di tanti altri, ha chiarito a se stesso il nodo dell'esistenza: accadono fatti ed eventi, sussistono elementi originari che comprendono e determinano tutte le esperienze successive, ma la conoscenza e la consapevolezza del tutto è sempre successiva alla perdita e allo smarrimento dell'oggetto amato. L'inconoscibilità e l'irraggiungibilità dell'essere si traduce allora in un'eterna condanna: vivere di desideri e morire di lontananze.

EAN: 9788856403329
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Libri sacri, misteri, riscritture. Firenze, Olschki Ed. 2015, cm 17 x 24, 316 pp., brossura Polinnia,29. Per troppo tempo il caso Pavese è stato trattato come una forma di devianza rispetto ad una ‘ragionevole’ norma, umana e letteraria. Questo libro parte invece dall’ipotesi che la ferita a cui Pavese dà voce esprima in profondità un’irrisolutezza e una fatica intimamente nostre. Il mito di un ragazzo custode del desiderio più autentico, sospeso tra la perdita adulta della purezza originaria e la traduzione mitica (e dunque corporea) di un anelito antico alla totalità, attraversa i libri di Pavese come un filo rosso e forse una spada. Il nostro disagio col tempo, la nostra distanza dal corpo reale, il nostro trovarci esposti alla fragilità delle relazioni umane si specchiano nel poeta delle Langhe. Dai suoi testi egli ci parla, così lontano e così vicino, in una riscrittura dialogica e appassionata della Bibbia, dei Greci e dell’Oriente, di Platone e Petrarca, di Whitman, di Steinbeck e Hemingway, di Frazer e Mann, di Jung e Kerényi, di Dostoevskij e di Nietzsche.

EAN: 9788822263735
EUR 39.00
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Ordinabile
Firenze, Edifir 2018, cm.21x26, pp. 231, ill. col., brossura copertina figurata a colori. Coll.Disegno, Rilievo, Progettazione.

EAN: 9788879708708
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EUR 13.00
Disponibile