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Storia d'Italia dal 1861-1958.

Autore:
Curatore: Traduz.dall'inglese di Alberto Aquarone, riveduta dall'Autore.
Editore: Editori Laterza.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.13,5x21, pp.810, numerose figg.in bn.ft., legatura ed. Collana Collezione Storica.

CondizioniUsato, accettabile
Note: Tracce di umidità alle pagine. Legatura lenta. Strappo alla cerniera interna.
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Fatti e misfatti della Monarchia dall'Unità al referendum per la Repubblica. Milano, Rizzoli Ed. 1990, cm.16x22, pp.548, 39 ill.e tavv.bn.ft. legatura ed. sopraccop.fig.a col. Collana Storica.

EAN: 9788817336017
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Note: Imperfezioni alla sovraccoperta.
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#69080 Biografie
La vita del duce raccontata dal grande storico inglese. Traduzione di G.Ferrara degli Uberti. Milano, Rizzoli Ed. 1981, cm.16x22, pp.530, numerose illustrazioni in tavole bn. fuori testo, legatura ed. Collana Biografie.
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Note: Mancante della sopracoperta.
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Traduz.dall'inglese di Alberto Aquarone. Bari, Editori Laterza 1959, cm.11x18, pp.814, legatura editoriale in mezza pelle, in custodia con piatti figurati a colori. Collezione Storica.
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Traduzione dall'inglese di Alberto Aquarone. Bari, Editori Laterza 1972, 3 volumi. cm.13,5x21, pp.840, brossura, copertine figurate a colori. Collana UL,122,123,124.
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Traduz. di Franco Fortini. Milano, Longanesi & C. su licenza Einaudi 1969, cm.11,5x18, pp.301,(13), tascabile, cop. fig. a colori. Collana I Libri Pocket, 224. "Il libro è scritto in forma di diario e racconta il lungo viaggio di Gide e del suo compagno Marc Allegret, nel Congo francese, in un arco di tempo che va dal luglio 1925 al giugno 1926. Al ritorno Gide presentò un rapporto al Ministro delle Colonie Léon Perrier, come documento della missione ufficiale che gli era stata affidata. La pubblicazione dell’opera letteraria che ne seguì fece molto scalpore e suscitò infinite polemiche perché Gide non risparmiò di narrare al pubblico le azioni violente imposte dai francesi alla popolazione locale e, soprattutto, le nefandezze che le grosse Compagnie in concessione perpetravano localmente e sistematicamente, riducendo alla fame e alla miseria interi villaggi, o decimandoli in caso di rivolta. Viaggio al Congo è un libro di denuncia, suo malgrado; e infatti Gide non volle mai schierarsi politicamente perché riteneva che la letteratura non sopporti alcuna costrizione. Eppure è un libro estremamente politico, nel senso più alto: parla di quel malgoverno che porta un paese al dissanguamento e parla di quella mancanza di lungimiranza economico-amministrativa che rende povero un potenziale effettivo altissimo; se proprio non vogliamo raccogliere sotto la voce "politica" una certa sensibilità nei confronti dei diritti umani. Strano libro perché, allo stesso tempo, può essere la delizia di un etnologo e un mondo di sorprese per un naturalista, o addirittura un libro di cacce, dal momento che Gide coltiva la passione per l’entomologia, l’erboristeria e la caccia. Neppure la letteratura viene messa da parte perché, durante il viaggio, Gide legge e racconta quello che legge; anche se, immersi in quel mondo esotico e duro, quelle considerazioni letterarie suonano false e fuori luogo, e al lettore vien la voglia di saltarle pari pari per tornare subito alla foresta del Congo. Moliere in Congo? E le Affinità Elettive? In un paese dove il vocabolario locale non contempla la parola "grazie" e le signore francesi residenti ne deducono che i negri siano animali (e va be’; lo snobismo razziale ha larghe vie), ma anche senza riconoscenza?" (Antonella Beccari)
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