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Treviso e Venezia nel Trecento. La prima dominazione veneziana sulle podesterie minori. (1339-1381).

Autore:
Editore: Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.16x24, pp.202, brossura copertina figurata a colori. Collana Memorie Classe Scienze Morali,121. [volume nuovo]

Abstract: Con la conquista del Trevigiano Venezia estende per la prima volta il suo dominio diretto sui castelli dell'entroterra veneto. Fra il 1339 e il 1381 la dominatrice dei mari si trova a sperimentare politiche di gestione del territorio, degli uffici amministrativi e delle risorse strategiche nelle campagne fra il Livenza e il Musone. È un periodo cruciale, che segna una svolta storica: gli attacchi dei Carraresi, degli Asburgo e degli Ungheresi fin sul margine della laguna rendono evidente l?importanza vitale della Terraferma per la sopravvivenza di Venezia stessa. Dall'esperienza trecentesca i patrizi veneziani matureranno una nuova consapevolezza, che sarà alla base della grande espansione del Quattrocento.

EAN: 9788888143774
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Roma, Ist.Poligrafico e Zecca dello Stato- Archivi di Stato 1996, cm.20x28, pp.XXIX,1073), legatura ed.in relutan, titoli in oro al piatto ant.e dorso. Collana Cento Libri per Mille Anni. Collana diretta da W.Pedullà.

EAN: 9788824019187
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Milano, Amilcare Pizzi per Carimonte Banca 1993, cm.25x31, pp.356, numerose ill.a col.nt.e ft., legatura ed. sovraccop.fig.a col. Nella sua articolazione tematica la collana, rivolgendosi a un pubblico di non specialisti, si pone lo scopo di far conoscere nelle loro forme peculiari i beni culturali dell'Emilia Romagna. Testi di carattere divulgativo, fotografie, grafici, cartine, glossari, bibliografie e didascalie corredate da commenti esplicativi sono gli strumenti con i quali si affrontano tutti gli aspetti della cultura e della civiltà materiale emiliano-romagnola. Nel primo volume, dedicato ai beni culturali, vengono analizzate le testimonianze artistiche nella loro varietà tipologica e tecnica e le forme dell'artigianato storico nelle sue più diverse espressioni. Nel secondo volume vengono invece sottolineate le testimonianze paletnologiche, archeologiche e altomedievali. Nel terzo volume vengono analizzati due fattori concomitanti e basilari dei Beni Culturali: il territorio, come si è rapportato all'uomo in una persistenza ultramillenaria, e l'architettura, in quanto aspetto il più alto della simbiosi storica tra la natura e l'umanità. Nel quarto volume, diviso in tre ampie e esaustive sezioni, vengono affrontati degli argomenti fondamentali dei Beni Culturali. La prima parte analizza i beni bibliografici, con un excursus dell'oggetto libro dal manoscritto alla produzione a stampa dell'Ottocento. Nella seconda parte si affrontano i beni musicali, con un'equa attenzione sia al repertorio cartaceo che al patrimonio storico degli strumenti. Infine, i beni teatrali, ove partendo dall'architettura, elemento portante, si analizzano l'arte e gli arredi, le scenografie e i costumi.

EAN: 9788836604296
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#267324 Storia Medioevo
Bearbeitet von Heinz Löwe. Weimar, Hermann Böhlaus Nachfolger 1963, cm.17x25,5, pp.383-490 (numeraz. consecutiva), brossura ; quasi interamente intonso.
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Note: Segno di piega verticale alla copertina posteriore.
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Bari, Dedalo Ed. 2009, cm.12,5x21, pp.236, brossura cop.fig.a col. Collana Libelli vecchi e nuovi. La dimensione europea determina ormai la nostra vita civile non meno di quella nazionale. Solo attraverso una vera unione federale noi europei potremo ancora contare qualcosa nel mondo globale e non essere interamente oggetto di decisioni altrui. Solo così anche l'Italia, per quanto pessimamente governata, potrà forse sfuggire alla bancarotta civile ed economica. Come europei cominciamo a essere riconosciuti dagli altri abitanti del mondo, eppure l'Europa non è divenuta un elemento decisivo della nostra identità civile. Il "deficit democratico" dell'Europa intergovernativa, le sue ricorrenti paralisi decisionali, il carattere astruso e privo di un comprensibile filo logico dei suoi trattati ne fanno il capro espiatorio di un populismo demagogico e autolesionista. Il senso comune riconosce all'integrazione europea la sola virtù, ritenuta ormai quasi una banalità, di aver fatto convivere e collaborare in pace e prosperità paesi e popoli che non avrebbero assolutamente nulla in comune. Ma la costruzione europea non può essere una confederazione fra alieni o una piccola Onu. Costringe invece a ripensare che cosa costituisca nel mondo globale la soggettività politica, fino a ieri impersonata dagli Stati-nazione.

EAN: 9788822055125
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