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Errare e perseverare. Ambiguità di un Giubileo.

Author:
Publisher: Donzelli Ed.
Date of publ.:
Series: Coll.Saggine,46.
Details: cm.11,5x16,5, pp.VIII,151, brossura con bandelle,cop.fig.a col. Coll.Saggine,46.

Abstract: (Dalle parole e dagli atti della Chiesa cattolica nell'anno giubilare emergono contraddizioni teologiche e politiche: da un lato la Chiesa confessa gli errori del passato, dall'altro, beatificando Pio IX o il cardinale Stepinac', propone a modello dei fedeli chi da quegli errori non era affatto immune; da un lato promette di correggersi, dall'altro riconferma la propria infallibilità e continuità, e pretende supremazia. Ambiguità e pretese che, mentre manifestano contrasti interni irrisolti, compromettono il dialogo ecumenico e interreligioso promosso dallo stesso Papa Giovanni Paolo II, e incidono sui rapporti tra Chiesa e Stato, tra credenti e non credenti, tra maggioranza e minoranze.Il punto di vista da cui Stefano Levi Della Torre osserva i fatti e i documenti è quello di un cittadino italiano, laico, appartenente alla minoranza ebraica; e da anni impegnato attivamente nei colloqui ebraico-cristiani. Se pure critica e senza reticenze, la sua riflessione intende proporsi a laici e credenti in modo interlocutorio).

EAN: 9788879895989
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#117469 Ebraica
Roma, Donzelli Editore 1995, cm.11,5x16,5, pp.XII,124, brossura con bandelle. Coll.Saggine,11.

EAN: 9788879891127
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#341525 Dantesca
Brescia, Morcelliana 2014, cm.12,5x19,5, pp.208, illustrazioni. brossura con copertina figurata a colori. Coll. Il Pellicano Rosso. Nuova Serie, 214. È con la sensibilità dell'artista - e del lettore appassionato - che Stefano Levi Della Torre si accosta alla Divina Commedia, sondandola con brevi scritti e rapidi tratti di penna e matita che catturano l'esattezza fisica ed emotiva dei versi danteschi. Il realismo di Dante è paradossale: se da un lato il poeta traduce i suoi argomenti in fatti riconducibili all'esperienza che l'uomo ha delle cose, dall'altro accompagna il lettore in un mondo altro dove, per esempio, Virgilio, Beatrice e il Minotauro sono resi con la medesima plasticità, in un reciproco potenziamento di fantasia e verosimile. È il parlare figurato proprio dell'arte in cui la finzione è rappresentazione della verità, in un rapporto che si ritrova rovesciato nella frode - il falso che si presenta come vero - raffigurata da Dante in Gerione, serpente con "faccia d'uom giusto". Questo libro vuole essere un invito a gustare la Divina Commedia, in una sorta di lettura originaria che metta tra parentesi gli apparati di note per godere delle pure modalità narrative, in grado di evocare effetti figurativi e percettivi, ricostruendo con la parola le atmosfere e gli spazi fisici del viaggio nell'oltretomba, facendo vedere, udire, odorare e toccare le cose raccontate.

EAN: 9788837228156
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Traduzioni di Ornella Civardi e Roberto Rossi Testa. Milano, SE Edit. 2009, cm.13x22, pp.134, num.figg.bn.ft. brossura con bandelle, copertina figurata a colori. Coll.Testi e Documenti,187. Una morte sconvolgente, ossessivamente annunciata, preparata con implacabile meticolosità e infine celebrata dinanzi al mondo come un rituale spettacolare e tragico. L'uscita di scena di Mishima ha rappresentato al tempo stesso l'apoteosi del personaggio, condannato da un demone inquieto a una vita perennemente sopra le righe, e la parola conclusiva dello scrittore, la sigla di un'opera in cui gioventù, bellezza e morte appaiono intrecciate in un destino ineluttabile. Di questo invocato martirio, in cui un'etica eroica da antico samurai convive singolarmente con un estetismo quasi dandy, ancora oggi non è facile formulare una lettura. Questo volume ci si è provato ponendo a confronto testi di origine e natura differente, dallo scritto di Henry Miller del 1972 all'analitica cronaca degli ultimi istanti di Marguerite Yourcenar, fino alla testimonianza del traduttore e amico Donald Keene. Per lasciare l'ultima parola a Mishima stesso, di cui sono qui proposti il "Proclama", manifesto ufficiale che lo scrittore volle lasciare a giustificazione del suo gesto, e soprattutto "La spada", autentico testamento spirituale in forma narrativa. In questo lungo racconto del 1963, ambientato nel contesto di quella che è forse la più giapponese delle arti marziali, il kendo, l'adesione ai valori tradizionali di lealtà, rigore morale, dedizione alla causa prende corpo con un'assolutezza che esclude ogni umano compromesso, fino all'inevitabile immolazione finale.

EAN: 9788877107619
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