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Gli astri morti. N. 178 del 25 maggio 1958.

Author:
Publisher: Arnoldo Mondadori Ed.
Date of publ.:
Details: cm.14x20,3, pp.127, tascabile, cop.ill.a col. Collana Urania,178.

Abstract: In questo suo nuovo romanzo, Jean-Gaston Vandel ci presenta una umanità assillata dalla mancanza di minerali radioattivi ormai indispensabili alla civiltà terrestre. Dove andranno gli uomini a cercare ciò che la Terra e gli altri mondi già conosciuti non sono più in grado di offrire? I governi si accordano per mandare una spedizione esplorativa sugli asteroidi che cingono come una fascia lo spazio fra Giove e Marte. Ma un'altra minaccia incombe sull'umanità. Una cometa si sta dirigendo verso la Terra, e i calcoli degli astronomi prevedono che il corpo celeste intersecherà l'orbita della Luna proprio nel punto in cui si troverà il nostro satellite al momento esatto del passaggio della cometa. La Luna potrebbe esplodere sotto l'urto, e la Terra verrebbe travolta dal ciclopico scontro. Le probabilità che un simile disastro si verifichi naturalmente sono infinitesimali. Bisogna dunque pensare che la meteora sia guidata da una volontà e una intelligenza ostili alla Terra? E se questa supposizione è esatta, chi può avere tanta potenza da usare un mezzo così fantastico per distruggere il nostro pianeta? L'autore di Gli astri morti ci racconta questa bella avventura con tale abilità da farci partecipare alle preoccupazioni dei suoi protagonisti, da farci palpitare per loro, e sperare che il professor Hifelmans non perda la "sua Luna", che Ted conduca a buon fine la sua missione nello spazio, che John, Fred, Diana e tutti gli altri, possano finalmente trarre un sospiro di sollievo dopo tanto penare.

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#278448 Biografie
Traduz.e adattamento per l'ediz.italiana di Paolo Spriano. Bari, Edit.Laterza 1983, cm.11x18, pp.365, brossura con cop.fig. Collana I Robinson.
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N. 242, 6 novembre 1960. Milano, Arnoldo Mondadori Ed. 1960, cm.14x19, pp.124, brossura con cop.ill.a col. Collana Urania,242. Siamo nel ventunesimo secolo, e gli uomini hanno raggiunto Marte. In linea di massima il pianeta rosso è quale essi si aspettavano: atmosfera rarefatta, bassa gravità, due calotte polari, zone temperate in entrambi gli emisferi, vegetazione anche se scarsa, e un vastissimo deserto che ricopre la maggior parte del mondo. E anche i canali, che restano, anche ad esplorazione avvenuta, il più grande mistero marziano insieme alle ampie cupole che sorgono nei loro punti di intersezione. La base terrestre su Marte è composta da poche centinaia di uomini, fra i quali Walter Malone. Il capitano Malone, un rosso irlandese, spicca per le sue caratteristiche doti che ne fanno tanto un uomo di valore quanto un ribelle, come tutti i suoi compatrioti. Insofferente alla disciplina, portato all'avventura, sensibile al fascino femminile, il capitano Malone rischia un giorno di combinare grossi guai andandosene tutto solo a esplorare una di quelle cupole misteriose, e scomparendo senza più dare sue notizie. Eppure è proprio per questo suo istintivo bisogno di ignorare gli ordini, che gli uomini della base terrestre su Marte potranno scoprire il segreto che per incalcolabili secoli è rimasto gelosamente nascosto nel sottosuolo del pianeta gemello.
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N. 246, 1 gennaio 1961. Milano, Arnoldo Mondadori Ed. 1961, cm.13x19, pp.125, brossura con cop.ill.a col. Collana Urania,246. Dick MacCaishe è uno spaziale, uno di quegli uomini cioè destinati a vivere soli perchè dovunque vadano, su ogni pianeta, incontrano diffidenza, suscitano antipatia, urtano contro una sorda prevenzione. Gli spaziali non sono uomini come gli altri. Il Servizio ha preso loro tutto; sentimenti, passioni, cervello. Li ha ridotti a Regolamenti ambulanti che agiscono e pensano esclusivamente in funzione del Servizio. La gente non li capisce, non ne viene capita, e li teme. E lo spaziale Dick MacCaishe non sfugge alla regola. Ma non gli importa di essere odiato finchè un incidente, che avrebbe potuto ucciderlo, non lo inchioda su di una poltrona a rotelle e lo mette, lui, l'autosufficiente Dick MacCaishe, lo spaziale per eccellenza, alla mercè degli altri, di uomini e donne che non fanno parte del Servizio. Così impara giorno per giorno qualcosa, ribellandosi prima, rinchiudendosi più ancora in se stesso, applicando più che mai il Regolamento, fin quando non trova negli altri un punto di contatto: l'odio comune contro la sezione scientifica del Servizio, l'inumano Dipartimento Scienze Spaziali che nel malinteso nome della Scienza non rispetta niente e nessuno.
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Traduzione di Orazio Viani. Milano, Arnoldo Mondadori 1971, cm.13x20, pp.424, brossura con copertina figurata a colori. Collana Oscar.
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