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#233518 Arte Saggi

Il convitato di pietra. Apoteosi e tramonto della linea curva nel Settecento.

Author:
Publisher: Olschki.
Date of publ.:
Details: cm.17x24, pp.X,118, alcune tav. a colori nel testo, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Biblioteca dell'Archivum romanicum.

Abstract: L’autore studia un motivo ornamentale, la linea serpentinata, e un’epoca, il Settecento, che più di altri la predilesse. Tale costante figurativa si svela essere, tuttavia, in queste pagine, non un mero tema decorativo ma un principio strutturale capace di determinare l’organizzazione degli elementi formali. Questo libro mostra, perciò, l’unità profonda di un gusto, il rococò, in opere di natura diversa, osservando come in queste riaffiori, pur nella diversità dei mezzi impiegati, ora pittorici, ora letterari, ora musicali, una stessa matrice strutturale.

EAN: 9788822264367
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#291580 Architettura
Vittorio Pica: il metodo e le fonti. Firenze, Olschki Ed. 2018, cm 17 x 24, viii-140 pp., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,483. Un libro che dia conto d’ognuna delle fonti utilizzate da Vittorio Pica (1862-1930) per scrivere i suoi innumerevoli albi e profili, le sue molte cronache, i suoi vasti resoconti di mostre ed esposizioni sarebbe un libro impossibile. Ammiratore dei Goncourt, egli sembrò adattarne il metodo dei “documenti umani” alla critica sia letteraria che artistica: un numero cospicuo di libri, lettere, articoli, saggi, inchieste e manifesti doveva ingombrare giornalmente la sua scrivania a Napoli in via Ponte di Chiaia. Più ragionevole è, limitando l’analisi ai suoi scritti giovanili, osservare quale uso facesse di queste fonti, dove le cercasse, come le scegliesse e come le rielaborasse. Nelle pagine di questo saggio viene perciò descritto un metodo critico (e uno stile) che, affinato nel corso degli anni, permise a Pica di tracciare come un atlante della cultura della sua epoca; atlante composto con la più grande serietà, sine ira et studio, e sul quale si sarebbe formata, come ebbe a riconoscere Ardengo Soffici, una intera generazione di artisti. Il volume si è aggiudicato il 2° Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44° Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi"

EAN: 9788822265678
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#291525 Architettura
Arte letteratura musica. A cura di Giovanni Bárberi Squarotti, Annarita Colturato, Clara Goria. Firenze, Olschki Ed. 2018, cm 17 x 24, xiv-458 pp. con 100 figg. n.t. e 32 tavv. f.t. a colori, brossura Centro Studi delle Residenze Reali Sabaude. La civiltà delle corti,2. Testo in Ita / Altre. Diana, dea della luna e della caccia, occupa un posto importante nei mondi delle corti europee e nei processi di appropriazione e rinnovamento degli antichi apparati mitologici che li percorrono. La dea rivive nelle rappresentazioni simboliche e allegoriche di regine, prìncipi e dame, attraversa generi, iconografie e stili, solcando palcoscenici e ispirando opere e decorazioni per residenze e giardini d’Europa. Sotto il suo nume sorge nel cuore del Seicento la Venaria Reale, «palazzo di piacere e di caccia» del circuito delle residenze sabaude: la Reggia di Diana, secondo il programma iconografico interamente dedicato alla dea da Emanuele Tesauro. Il volume, attraverso un excursus interdisciplinare, affronta vari episodi degli sviluppi del mito: dall’antichità ai racconti di Boccaccio, alle rivisitazioni rinascimentali; dagli affreschi del Parmigianino a Fontanellato alla pittura di Batoni; dai travestimenti mitologici e dalle composizioni musicali per la corte di Francia alla poesia di Foscolo e Leopardi, fino a più inattese disseminazioni popolari e contemporanee. Immagini, racconti, partiture, per tracciare, alla luce di differenti sguardi critici, le metamorfosi e le ambigue identità della dea che ancora oggi interrogano e seducono.

EAN: 9788822265357
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#291681 Architettura
Firenze, Olschki Ed. 2021, cm 17 x 24, 130 pp. con 48 figg. bn n.t., brossura Biblioteca del CURAM. Centro Universitario per la Ricerca Avanzata nella Metodologia storico-artistica,5. Il presente libretto costituisce la prima presentazione integrale commentata di un taccuino superstite dello scultore fiammingo Peter Scheemakers, attivo in Inghilterra per circa mezzo secolo, dal 1720 al 1771. Esso riguarda il suo soggiorno romano del 1728-1730. Leggibile in parallelo al taccuino del collega ed amico Laurent Delvaux conservato a Bruxelles, esso dimostra un’attenzione particolare alle sculture antiche di Palazzo Giustiniani e alle statue moderne di Bernini, Algardi, loro collaboratori e di altri scultori barocchi minori, opere visibili soprattutto dentro e fuori San Pietro, a Santa Maria del Popolo, a Santa Maria degli Angeli e altrove. Rispetto ai taccuini successivi di altri artisti inglesi del Settecento, questo non presenta alcuno studio di paesaggio, urbano o rurale, e nessuno schizzo tratto da opere pittoriche o architettoniche, ma si integra perfettamente alle copie tridimensionali, in creta o in marmo, delle più famose opere antiche e moderne, riprodotte in scala da Scheemakers per essere poi riproposte alle dimensioni naturali per la decorazione delle ville e dei giardini inglesi.

EAN: 9788822267603
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