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#234880 Arte Disegno

Taccuino de disegni di Giovannino de Grassi. Il testamento grafico del maestro del Gotico internazionale.

Curator: Civica Biblioteca "Angelo Mai" di Bergamo - Cassaf. 1.21. Con commentario, pp.64, 6 illustrazio a colori, brossura cm.21x30x0,7.
Publisher: Il Bulino.
Date of publ.:
Details: cm.19x26, 31 carte pergamenacee legatura d'archivio in busta di velluto, cofanetto di custodia. Collana Ars illuminandi. Edizione limitata e numerata.

Abstract: Il Taccuino dei disegni di Giovannino de Grassi è considerato uno dei massimi esempi dell'arte tardo-gotica italiana. Il codice, realizzato alla corte viscontea sul finire del Trecento, presenta 77 soggetti disegnati e le 24 lettere di un sorprendente "alfabeto figurato". Giovannino de Grassi, cui è da attribuire la maggior parte dei disegni (il rimanente è, comunque, paternita' della sua bottega), fu ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano, ma anche il maggior artista lombardo dell'epoca, capostipite di una scuola che sarà poi esaltata da Michelino da Besozzo, Belbello da Pavia, Pisanello e Cristoforo de Predis. Altri importanti codici miniati (Offiziolo Visconteo di Firenze, Beroldo della Trivulziana di Milano, Historia Plantarum della Casanatense di Roma) sono annoverati tra le opere di Giovannino, artista polivalente in grado di esprimersi con eguale maestria come progettista, scultore, ideatore di vetrate, e che in questo Taccuino mette alla prova la sua arte di disegnatore. La realizzazione del facsimile ha immediatamente seguito il restauro dell'originale, ad opera dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Commentario con.

EAN: 9788886251303
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Atti del Convegno Internazionale di Studio: Venezia, 11-13 Ott. 2001, A cura di Boghos Levon Zekiyan e Aldo Ferrari. Venezia, Ist.Veneto di Scienze, Lettere ed Arti 2004, cm.16x24, pp.294, 44 figg.bn.nt. brossura con bandelle, cop.fig.a col. [volume nuovo] INDICE DEL VOLUME:Gherardo ORTALLI, Tra Venezia e l'Armenia. Ale radici di un lungo rapporto; Gino BENZONI, Venezia: la città della mescidanza; Giorgio Nubar GIANIGHIAN, Segni di una presenza; Giampiero BELLINGERI, Sugli Sceriman rimasti a Giulfa: devozione agli ultimi Safavidi? Gilberto PIZZAMIGLIO, Zaccaria Seriman nella cultura veneziana del Settecento; Edmund HERZIG, Venice and the Julfa Armenian merchants; Claudio GUGEROTTI, La figura e l'opera di Mechitar nella cultura armena e nel contesto della cultura europea e cristiana; Boghos Levon ZEKIYAN, La visione di Mechitar del mondo e della chiesa: una "Weltanschauung" tra teologia e umanesimo; Raymond H. KEVORKIAN, Mekhitar Sebastac'i et l'imprimerie arménienne à Venise; Gevorg TER-VARDANIAN, Le opere dell'abate Mechitar e la cultura letteraria armena del suo tempo; Gabriella ULUHOGIAN, Tra documentazione e filologia: le scuole mechitaristi di Venezia e Vienna; Paola MILDONIAN, Autori e traduttori e mechitaristi. Antonia ARSLAN, A scuola dai mechitaristi: le scuole mechitariste nel Veneto protagoniste del risveglio armeno dell'Ottocento.

EAN: 9788888143163
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#212808 Economia
Napoli, Tipografia degli Artigianelli 1940 cm.22,5x31, pp.XV,235, 79 tavv.bn.ft. rilegatura ed.in mz.pelle, nervi e fregi in oro al dorso. Taglio oro, in barbe. Collana Storia del Banco di Napoli, a cura della direz.generale in occasione del IV Centenario (tracce di umidità alla copertina).
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Chiarelettere 2011, cm.14x22, pp.295, brossura con cop.fig. Collana Principioattivo. Marco Cobianchi, giornalista che si occupa di economia da circa vent'anni, con il suo libro di denuncia Mani bucate, toglie il velo che nasconde gli sperperi di denaro pubblico e dice ai lettori dove finiscono i soldi dei contribuenti. Il sottotitolo, l'orgia degli aiuti pubblici alle imprese private, spiega già la direzione che prende l'inchiesta di Cobianchi. E' di fatto la prima inchiesta che sia mai stata realizzata su come le imprese private vengano mantenute dallo stato attraverso una serie di strumenti di sostegno quali finanziamenti a fondo perduto, sgravi fiscali, incentivi e contributi. L'autore spiega come funziona il capitalismo "all'italiana", dove le imprese non competono tra loro in un libero mercato, ma vivono in una situazione non ben definita in cui le aziende sono un po' pubbliche e un po' private e dove le responsabilità dei fallimenti non si capisce se dipendano dal'iniziativa del privato o dall'insufficienza dei sostegni provenienti dal pubblico. C'era un progetto di rilancio dell'economia italiana attraverso finanziamenti pubblici. L'intenzione era quella di aumentare l'occupazione al sud e industrializzare la Sardegna, invece, a causa degli sperperi, i soldi pubblici non sono serviti a nulla. E ancora, il metodo che utlizza la Fiat per ottenere soldi pubblici al fine di restare in Italia, i pagamenti alla Ryanair effettuati dalla regione Saredegna e di come le imprese della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ricevano milioni ogni anno. Tutti i settori industriali sono stati finanziati dallo Stato. Mani bucate di Marco Cobianchi racconta il sistema corrotto e inefficiente che sposta ingenti quantità di soldi pubblici verso aziende private che non sono in grado di farle fruttare, una pioggia di denaro che, invece di rilanciare l'economia, finisce spesso nelle mani della criminalità organizzata.

EAN: 9788861902022
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