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Siamo tutte delle gran bugiarde. Conversazione con Giovanni Pannacci.

Author:
Publisher: Giulio Perrone Ed.
Date of publ.:
Details: cm.13x20, pp.95, brossura con bandelle, cop.fig.bn. Collana Biòton.

Abstract: L'infanzia fiorentina in una famiglia particolarmente moderna e illuminata, con la mamma maestra montessoriana che gli permetteva di leggere libri pornografici perché consapevole dell'importanza della lettura tout court. La precocissima folgorazione per il teatro che lo fa trasferire a Roma poco più che ventenne. I primi passi nel cinema e nei fotoromanzi, che interpretava indossando le giacche rubate a Franco Zeffirelli. La gaia atmosfera della dolce vita. Le avventure mondane con Laura Betti, l'affinità elettiva con Federico Fellini, la severità di Pierpaolo Pasolini. L'ipocrisia della televisione democristiana e poi, ovviamente, il teatro. Dai primi ingaggi in compagnie importanti dove Poli impara quella che chiama "la praticaccia", alla decisione di diventare capocomico nel momento in cui quasi tutte le grandi compagnie si scioglievano per essere assorbite dai teatri stabili. Ma Poli è un artista rigoroso e libero, vuole giocare e rischiare, senza avere padroni. Una vita trascorsa a parodiare il potere, il cattivo gusto della piccola borghesia, i vizi e le virtù dell'Italietta provinciale e pavida. Il tutto senza moralismi, ma con lo sfarzo scintillante dell'ironia. Alla fine del libro si scoprirà che non c'è alcuna differenza fra l'attore e l'uomo.

EAN: 9788860041395
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Paris, Gallimard 1963, cm.12x18,5, pp.198, brossura (cop.ingiallita e piccola chiazza d'umido all'angolo inf.delle prime 5 cc.) Collection Le Manteau d'Arlequin.
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Milano, Fratelli Fabbri Ed. 1975, cm.12x18, pp.250, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Grandi della Letteratura,6.
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Note: Macchie alla copertina ed ai tagli. Testo comunque fruibile.
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#305863 Filosofia
Traduzione di Christian Kolbe. Massa, Edizioni Clandestine 2007, cm.12,5x19, pp.88, brossura con copertina figurata a colori. Collana Highlander. In tono ultimativo, questa è l'opera con la quale Nietzsche, in quello che rappresenta un attacco radicale a tutta la nostra civiltà, si prefigge di chiudere definitivamente i conti con il cristianesimo. Un testo dissacrante e provocatorio, un manifesto avverso a tutte le forze che, per mezzo della religione e della cultura, si fanno nemiche della vita. Nietzsche, in questi devastanti scritti, si scaglia contro di esse arrivando, in ultimo, persino a formulare la sua "legge contro il cristianesimo" con l'inquietante nome dell'Anticristo.

EAN: 9788889383711
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#340841 Filosofia
Heidelberg, Carl Winter Universitatsverlag 1975, cm.17,5x24, pp.70, brossura. Collana Abhandlungen Heidelberger Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-Historische Klasse. Testo in tedesco. Da Historiker nun einmal dazu neigen, das, was sie in ihrer jeweiligen Gegenwart bewegt, in ihre Erforschung der Vergangenheit einzubeziehen, ist es kein Wunder, wenn in einer Situation, in der die Diskussion über Erkenntnismöglichkeiten und Erkenntniswert der Geschichtswissenschaft erneut ein geradezu unübersehbares Ausmaß angenommen hat, der Althistoriker sich danach umsieht, welcher Rang und welche Erkenntnisfunktion seiner «Wissenschaft» in der Antike eingeräumt worden ist falls es sie damals als solche gegeben hat. Im Bereich der Altertumswissenschaft ist die Historiographie lange Zeit von den Historikern wohl vordringlich zur Klärung quellenkritischer Fragen betrieben, im übrigen aber den Klassischen Philologen und deren andersartigen Erkenntnisinteressen überlassen worden. Wenn sich nun auch in immer stärkerem Maße Althistoriker selbst diesem Thema zuwenden, so ist das sicher Ausdruck für die allgemeine «Krise des Geschichtsbewußtseins»: der Wert der Historie wird nicht mehr fraglos vorausgesetzt, sondern selbst zum Gegenstand der Forschung. Die besten Arbeiten, die in den letzten Jahrzehnten auf diesem Gebiet geleistet worden sind, beweisen, daß eine derartige Ausgangslage für die wissenschaftliche Erkenntnis sehr fruchtbar sein kann. Es wird nun höchste Zeit, von Grund auf noch einmal nachzuprüfen, ob das antike Vokabular und gewisse der Antike zugeschriebene geschichtliche Denkschemata, mit denen die allgemeine Diskussion als scheinbar feststehenden Größen operiert, überhaupt schon richtig verstanden sind. Als einen Beitrag im Rahmen dieser Fragestellung versteht sich auch die vorliegende Untersuchung. Das Interesse des Historikers steht also durchaus im Vordergrund, auch wenn hier nicht mehr ein antiker «Kollege», sondern ein Philosoph auf seine «Geschichtsvorstellung» hin befragt wird. Aristoteles bietet sich deshalb so besonders als Untersuchungsobjekt in diesem Zusammenhang an, weil er einerseits wegen seiner «Politik» und der «Athenischen Verfassung», die ihm bereits in der Antike aber vielleicht trotzdem zu Unrecht zugeschrieben wurde, heute vielfach als der «Historiker» unter den antiken Philosophen und insofern «vom Fach» betrachtet wird und weil er sich andererseits über den Wert von «Historia» im Vergleich zur Poetik geäußert hat.

EAN: 9783533024507
Usato, molto buono
EUR 12.00
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