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Kings and Queens of England: Murder, Mayhem and Scandal - 1066 to the Present Day.

Author:
Publisher: Readers Digest.
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Details: cm.22x29, pp.258, ill.bw.& col. Hardcover, dustjacket.

EAN: 9780762104062
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Readers Digest 2002, cm.22x29, pp.256, num.figg.bn.nt. hardcover, dustjacket.

EAN: 9780762103928
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Amber Books 2003, cm.22x29, pp.258, ill.bw.& col. Hardcover, dustjacket.

EAN: 9780954435608
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Reader's Digest Association 2003, cm.22x29, pp.258, ill.bw.& col. Hardcover, dustjacket.

EAN: 9780276428067
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Olbia,12-14 maggio 1994. A cura di Attilio Mastino, Paola Ruggeri. Sassari, Arti Grafiche Chiarella 1996, cm.15x21, pp.540, num.bn.nt. brossura cop.fig.a col.
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Sezione di Storia della Scienza A cura di Dario Generali. Firenze, Olschki Ed. 2011, cm 17 x 24, xviii-244 pp. con 32 figg. n.t. Edizione nazionale delle opere di Antonio Vallisneri - Biblioteca, 6. Clelia Grillo Borromeo Arese fu figura di aristocratica e di intellettuale assai controversa, animatrice, nella Milano di primo Settecento, di un salotto letterario che rappresentò un punto di riferimento fondamentale del dibattito culturale e scientifico cittadino. Il rapporto instaurato dal 1718 con Antonio Vallisneri e i successivi soggiorni nei palazzi borromaici di quest’ultimo favorirono lo svecchiamento delle scienze mediche e naturalistiche nell’ambiente milanese e una significativa estensione della rete dei corrispondenti e collaboratori del professore patavino. / Clelia Grillo Borromeo Arese, a very controversial aristocrat and intellectual, hosted a literary salon that became an important landmark for cultural and scientific debate in early 18th-century Milan. In 1718 she established a relationship with Antonio Vallisneri. Her stays at Vallisneri's Borromean palaces promoted a renewal of medical and natural sciences in the area of Milan and a significant expansion in the network of correspondents and assistants of the Paduan professor.

EAN: 9788822260512
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Pisa, Pacini Editore 2020, cm.16,5x21, pp.160, ill.a colori. brossura copertina figurata a colori.

EAN: 9788869957178
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A cura di Francesco G.b. Trolese, Chiara Ponchia, Daniela Goldin Folena, Sandro Bertelli. Roma, Salerno 2016, cm.21x27,5, pp. 172, con 56 pp. di tavole f.t. a colori. brossura sopraccoperta figurata a colori. Collana: Opere fuori collana, 5. Il manoscritto noto come l’Officiolo di Francesco da Barberino, di cui a lungo è stata rimpianta la temuta perdita, fino al fortunoso ritrovamento nella primavera-estate del 2003, non solo ha riportato di attualità un tema di eccezionale interesse – la figura e l’opera di uno straordinario intellettuale toscano vissuto tra il secondo Duecento e il primo Trecento, Francesco da Barberino, recuperate in collegamento con il suo lavoro piú celebrato e piú suggestivo –, ma ha schiuso orizzonti nuovi nel campo dell’alta cultura dell’Italia mediana, tosco-emiliano-veneta, tra la fine del XIII e gli albori del XIV secolo, focalizzata sui nomi illustri di Giotto per l’arte figurativa, di Dante sul piano linguistico e letterario (con tutto ciò che si muove intorno a loro). L’Officiolo di Francesco si distingue come il piú antico “libro d’ore” italiano conosciuto a quella altezza cronologica (1304-1309): il primo libro di preghiere, costruito « nell’uso di Roma », cui viene aggiunto in fine un originale (e finora inedito) trattato allegorico sulla Speranza (ai ff. 165r-172v), che dà una connotazione del tutto inusuale a tale tipo di compilazioni. Si aggiunga che, nella prospettiva dell’alta cultura linguistica e letteraria italiana in formazione, mentre si va plasmando la nuova lingua volgare e Dante, operando la sua ardita, geniale opzione per il toscano contro il latino, fonda la letteratura italiana con quella che resterà la piú complessa e fascinosa opera letteraria di tutti i tempi, la Commedia (poi La Divina Commedia); Francesco – già noto come il primo che ne abbia lasciato menzione (ante 1314), forse il primo che ne abbia avuto conoscenza diretta, almeno dell’Inferno, quando ancora il poema era in corso di scrittura – si scopre ora autore di quell’Officiolo che si segnala come il probabile primo documento della suggestione esercitata dagli scenari infernali di Dante sull’immaginario dei suoi lettori contemporanei e postumi. Al tempo stesso, mentre nelle aree piú avanzate dell’Italia mediana e settentrionale (ma non solo di queste) si sviluppa una vivace dialettica tra l’arte figurativa e la scrittura, mentre Giotto va elaborando nuove forme espressive che porteranno a un rivoluzionario rinnovamento della pittura italiana sullo scorcio del Medioevo, l’Officiolo di Francesco da Barberino offre la prima attestazione del fascino esercitato da Giotto, soprattutto l’affrescatore della Cappella degli Scrovegni, sull’arte pittorica contemporanea impiegata a illustrazione del discorso verbale. La riproduzione in facsimile dell’Officiolo, fedelissima all’originale, offre una preziosa documentazione, aperta alla fruizione del grande pubblico, della piú spettacolare invenzione iconografica nell’arte della miniatura italiana fra Due e Trecento: il capolavoro, imprevedibile nella sua magnificenza, di uno straordinario intellettuale dell’autunno del Medioevo. Questo Commentario, affidato alle cure di studiosi tra i piú esperti nei diversi settori di indagine, tenta di operare una prima focalizzazione storica del manoscritto, ormai definito come l’Officiolo di Francesco da Barberino, e dei suoi possibili o probabili rapporti con la piú alta cultura letteraria e figurativa contemporanea.

EAN: 9788869732195
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