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Patrimonio industriale del ventesimo secolo fragilità.

Curator: A cura di Edoardo Currà, Cristina Natoli e Manuel Ramello.
Publisher: Edifir.
Date of publ.:
Series: Coll.Patrimonio industriale, Conoscenza & Progetto,3.
Details: cm.24,5x22,5, pp.212, ill.bn. brossura copertina figurata. Coll.Patrimonio industriale, Conoscenza & Progetto,3.

Abstract: L’industria è stata il motore primo e il privilegiato luogo di sperimentazione del Moderno sulla spinta delle innovazioni che venivano dal nuovo mondo dell’ingegneria. Il riflesso di tre secoli di conquiste scientifiche, innovazioni tecnologiche, introduzione di materiali sperimentali è ben presente nei luoghi della produzione che spesso per primi videro adottare, con schiettezza e audacia, nuovi modelli tipologici (funzionali ai processi produttivi), nuove discipline per la comprensione delle strutture (la scienza delle costruzioni) e i nuovi materiali (innanzitutto la ghisa, l’acciaio, il vetro e il cemento armato). Oggi, tra dismissioni e aggiornamenti, il patrimonio industriale urbano e territoriale, è uno degli asset principali al centro della auspicata ripresa. Proprio dalla pratica con la visione olistica della conoscenza e del progetto viene la proposta AIPAI per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: affrontare la rigenerazione sulle solide basi della confidenza con i valori sottesi al patrimonio, con l’ascolto e il dialogo verso le comunità coinvolte. Alla luce dei continui avanzamenti e delle istanze poste PNRR si propone un aggiornamento della riflessione secondo lo schema sperimentato nel primo volume, ben funzionale alle riflessioni corali. Quattro nuove parole chiave sono alla base della riflessione: «fragilità», «risorsa», «progetto» e «messa in valore». Il libro contiene i contributi di: Angela Baila, Sergio Barile, Andrea Billi, Luisa Bocchietto, Antonio Calabrò, Annalisa Capuano, Ugo Carughi, Carlo Cellamare, Alessandra Cozzolino, Edoardo Currà, Alessandro Depaoli, Nicola Farronato, Giovanni Luigi Fontana, Simone Gibellato, Luca Molinari, Cristina Natoli, Marco Pironti, Massimo Preite, Manuel Ramello, Elisabetta Reale, Andrea Rolando, Veronica Scuotto, Luca Tricarico, Marco Trisciuoglio, Pietro Vito.

EAN: 9788892801059
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Contiene: Costruzioni future. Gruppi di padiglioni: 1. Gruppo Pietralata; 2. Gruppo Gordiani; 3. Gruppo Primavalle; 4. Gruppo Valle dell'Inferno. Case ultra popolari: (5.) Gruppo Val Melaina. Borgate orticole: 6. Borgata rurale S.Basilio; 7. Borgata suburbana Torre Spaccata; Borgata suburbana Acquatraversa. Roma, Istituto per le Case Popolari in Roma 1935, cm.60x36, 28 tavv. di prospetti e piante, di cui 24 a colori, rilegatura originale in tutta tela, titoli al piatto anteriore. Trattasi del progetto originale con disegni e prospetti , piante fatti a china e a colori. Le tavole sono in scala 1 a 50, 1 a 100, 1 a 500, 1 a 2000. Piu particolari senza scala.
Usato, molto buono
Note: qualche macchietta ai piatti; prime 8 tavv. distaccate.
EUR 420.00
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Traduzione di Luana Salvarani. Introduzione di Maurizio Cecchetti. Milano, Medusa Edizioni 2021, cm.12x15, pp.144, brossura con bandelle. Collana Le Api,68. Parlando agli studenti di architettura, Frank Lloyd Wright insiste sul fatto che manca un'educazione per gli architetti, che gli ingegneri fanno molti danni perché sono privi di quel senso poetico e artistico che è proprio del vero architetto; e rovescia la vecchia querelle ottocentesca che all'ingegnere riconosceva il primato di chi progetta la struttura e fa stare in piedi l'edificio, relegando l'architetto quasi nel ruolo di decoratore: ma un architetto che non sappia costruire un grattacielo anche sotto il profilo tecnico, per Wright non è un architetto. La sbornia e la mondanità dello star system architettonico all'inizio del XXI secolo ha prodotto una spettacolarità avulsa da ogni legame urbanistico: vige l'eccezione creativa, lo sballo immaginifico dell'architetto. Il koolhaassiano Junk Space procede così di pari passo con la Bigness e oggi ci si può chiedere se il decostruttivismo non sia stato, in fondo, un frutto abortivo di quella libertà dell'artista che per Wright era a monte dell'"architettura organica". È chiaro però - per citare ancora Koolhaas - che oggi «la sovversione è un nuovo tipo di stile», la cui bulimia espressiva ha smantellato in fretta un secolo di dibattiti sull'etica del progetto moderno. Perciò l'urgenza di una nuova educazione dell'architetto, invocata da Wright, è un fatto che riguarda anche noi.

EAN: 9788876983306
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