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#304064 Biografie

Sant'Ambrogio.

Author:
Publisher: Formiggini.
Date of publ.:
Details: cm.12x18, pp.88, brossura con copertina figurata. Collana Profili,65.

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#13686 Biografie
Milano, Dall'Oglio Ed. 1958, cm.16x22, pp.408, 28 ill.bn.nt.e 16 tavv.bn.ft. legatura editoriale in tutta tela, copertina figurata. Collana Storica.

EAN: 9788877182524
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A cura di Ambrogio Donini e Mario Niccoli.Pref.di Luigi Salvatorelli. Venezia, Neri Pozza 1957, cm.14,5x22, pp.XV,413, brossura con soprac.fig. Collana Biblioteca di Cultura,17. Intonso.
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#73355 Religioni
Genova, Fratelli Melita Editori 1987, cm.14x21, pp.288, brossura con copertina figurata a colori. Collana Le Metamorfosi del Sacro.

EAN: 9788840391113
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Bari, Laterza 1928, cm.14x21,5, pp.452, brossura. Collezione Storica
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Note: Timbri del precedente proprietario apposti sulla coperta e in antiporta. Mancanza alla parte superiore del dorso.
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Traduzione e commento di Giulio de Angelis. Consulenti di Glauco Cambon, Carlo Izzo, Giorgio Melchiori. Milano, Arnoldo Mondadori Editore 1973, cm.13x20, pp.694, brossura copertina figurata a colori. Collana Gli Oscar Classici.
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#347473 Arte Pittura
Firenze, A. Menarini- Industrie Farmaceutiche Riunite 2019, cm.25,5x35,5, pp.272, illustrazioni a colori. legatura editoriale cartonata, sopraccoperta figurata a colori. Testo in inglese. Di Antonello si fa presto a sgombrare il campo da infelici illusioni: di lui non si sa praticamente niente. Ma non niente nel senso della trovata retorica per poi stupire i lettori con giochi pirotecnici; no, niente nel senso di (quasi) niente. Non conosciamo la sua data di nascita (1430? Forse), e neppure il giorno della sua morte. Sappiamo, da una notazione quasi marginale di un umanista, che fu a Napoli, ma non conosciamo quando vi arrivò e quanto vi stette. Le chiese napoletane non ci restituiscono opere di lui sicure, e gli archivi tacciono. Non conobbe mai, in vita e negli anni immediatamente successivi, il beneficio della biografia, e il plutarchismo cinquecentesco si fermò sostanzialmente al pur nobilissimo Vasari, che però, quando parlava di non toscani, sapete tutti come andava a finire: un poco di storia, un poco d'invenzione. Del resto per tutti, o quasi, Antonello sarà colui che porterà in Italia la tecnica della pittura ad olio, imparata nelle Fiandre da Jan van Eyck, e se questi morì troppo presto per insegnare alcunché al Nostro, il particolare parve del tutto ininfluente. Nelle Fiandre probabilmente non andò mai, e forse neppure nella Francia del sud, ma il fascino dell'enigma è intrigante, e in campo storiografico si tende spesso a far di tutto per far tornare tutto. Noi ci siamo accontentati di far finta di nulla. Poco prima di morire fece anche un fruttuoso viaggio a Venezia, dove secondo qualche tardo biografo si distinse anche per le sue robuste doti amatorie, ma anche in questo caso non sappiamo quando e come. Abbiamo solo un paio di testimonianze, e ce le teniamo strette, anche perché dovrebbero dirci che fece pure in tempo, prima di tornare a Messina, ad andare a Milano, da quel bel tipo di Galeazzo Maria Sforza, grande amante delle arti, ma anche dei modi spicci, talvolta molto spicci. Ma anche dei suoi soggiorni messinesi finiamo con non sapere molto. Sì, qualche documento esiste, e ci dice qualcosa sulla famiglia, e su quello che dipingeva, ma sono pochissime cose, e poi si tratta di freddi documenti notarili, senza palpiti né indugi sugli aspetti di colore che a noi tanto servirebbero. A causa del terribile terremoto di Messina del 1908, che tutto distrusse, non c'è poi neppure la speranza di saperne di più, e questo è tutto. Non fece affreschi, o almeno non ne esistono testimonianze. Fece in compenso molti ritratti, di qualità in genere strabiliante, ma se il dibattito sull'identità della Gioconda di Leonardo vi appassiona, è perché non avete mai fatto mente locale alle identità dei ritratti di Antonello. Sono uomini, di questo siam sicuri, ma non sappiamo chi fossero, e neppure quale professione svolgessero. A volte esiste almeno il sollievo di un data scritta di suo proprio pugno, accanto alla firma in latino. Poi basta. Non possediamo una lettera scritta da Antonello, neppure di banale notazione di vita...» (Stefano Renzoni)
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