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I confini della lirica. Tempi, luoghi, tradizione della poesia romanza.

Curator: A cura di Alessio Decaria e Claudio Lagomarsini.
Publisher: Sismel Edizioni del Galluzzo.
Date of publ.:
Details: cm.14,5x23, pp.X,312, brossura copertina figurata a colori. Collana MediEvi,15.

Abstract: A. Decaria, Premessa. «I CONFINI DELLA LIRICA». TEMPI, LUOGHI, TRADIZIONE DELLA POESIA ROMANZA. L. Leonardi, «Quicquid poetantur Ytali sicilianum vocatur»: i confini della lirica italiana del Duecento – N. Tonelli, «In limine»: limitare del testo e sequenze liriche. Il caso di Dante – G. Marrani, «Tutto corro in amoroso affanno»: periplo dell’esperienza lirica di Cino da Pistoia – A. Decaria, I confini della lirica italiana del Trecento – F. Costantini, La tradizione e l’edizione dei testi della lirica trobadorica: riflessioni dalla prassi repertoriale – R. Viel, Sulle tracce di una fonte antica: la diffusione dei primi trovatori – G. Barachini, Nota su alcune sequenze di testi nei canzonieri trobadorici – C. Lagomarsini, «Lai u chant u rotruenge»: Percezione del genere lirico nei romanzi arturiani in prosa (lessico, contesti, tòpoi) – S. Resconi, Canoni, gerarchie, luoghi, tradizioni: le strategie compilative del canzoniere francese M (BNF, fr. 844) – M. Albor Aldea, Variae Lectiones en la tradición manuscrit gallegoportuguesa: ¿divergencias solo textuales? – S. Marcenaro, Dalla tradizione alla storia e viceversa. Nuove ipotesi sull’ultimo periodo della lirica galego-portoghese – I. Proia, Dai trovatori galeghi alla lirica cortese castigliana: percorsi e modalità di una transizione – I. Tomassetti, La scuola poetica castigliana al crocevia fra due epoche: alcuni dati sulle prime generazioni (1360-1450). Indici.

EAN: 9788884505965
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A cura di Irene Maffia Scariati. Firenze, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Franceschini- Sismel 2008, cm.16x24, pp.XXXVI,634, legatura editoriale copertina cartonata, sopraccoperta figurata. Collana Archivio Romanzo, 14. INTRODUZIONE. S. Mignano, M. A. Terzoli, I. M. Scariati. LA TRADIZIONE ILLUSTRATIVA DEI MANOSCRITTI BRUNETTIANI. M. Ciccuto, Tradizioni illustrative attorno a "Tresor" e "Tesoretto" - B. Roux, Les auteurs du "Trésor" - F. Zinelli, Tradizione 'mediterranea' e tradizione italiana del "Livre dou Tresor". LEGGERE, TRADURRE E RISCRIVERE IL "TRESOR" IN FRANCIA, IN ITALIA E IN SPAGNA. M.-R. Jung, La morale d'Aristote: l'utilisation du "Livre du Tresor" dans le "Tresor de sapience" - L. Rossi, Messer Burnetto e la "Rose" - P. Gauthier d'Alché, Pseudo-Asaph, "De natura quatuor - elementorum": une traduction latine de la philosophie naturelle du Tresor" (Paris, B.N.[F.], lat. 6556) - C. Wittlin, Les traduccions catalanes medievals del "Trésor" de Brunetto Latini - M. N. Sánchez González de Herrero, Testimonios medievales de la versión castellana del "Libro del Tesoro" de Brunetto Latini. LA RICEZIONE DELLE OPERE DI BRUNETTO LATINI NELLE MISCELLANEE TRA DUE E QUATTROCENTO E NELLA CULTURA ERUDITA DEI SECOLI SUCCESSIVI. R. Cella, L'epistola sulla morte di Tesauro Beccaria attribuita a Brunetto Latini e il suo volgarizzamento - S. Bertelli, Tipologie librarie e scritture nei più antichi codici fiorentini di ser Brunetto - M. Bianco, Fortuna del volgarizzamento delle tre orazioni ciceroniane nelle miscellanee manoscritte del Quattrocento - I. Ventura, Il ritratto di Brunetto Latini nella cultura erudita dal XV al XVIII secolo. BRUNETTO LATINI, TEORICO DELLA SOCIETÀ COMUNALE. E. Fenzi, Brunetto Latini, ovvero il fondamento politico dell'arte della parola e il potere dell'intellettuale. LA RICEZIONE DI BRUNETTO LATINI NELLA LETTERATURA ITALIANA DAL DUE AL QUATTROCENTO. F. Sanguineti, "Quello che mai non fue detto" - G. Desideri, "Quelli che vince, non colui che perde". Brunetto nell'immaginario dantesco: la "forza di fortuna" a chiarimento di un ambiguo luogo testuale - M. Picone, Brunetto fra Dante e Petrarca - J. Bartuschat, La forma allegorica del "Tesoretto" e il "Dittamondo" di Fazio degli Uberti - I. Maffia Scariati, La "descriptio puellae" dalla tradizione mediolatina a quella umanistica: Elena, Isotta e le altre. COME TRAMANDARE I TESTI DI BRUNETTO LATINI: QUESTIONI DI CRITICA TESTUALE. M. Perugi, "La parleüre plus delitable": osservazioni sulla - lingua del "Tresor" - S. Lubello, Brunetto Latini, "S'eo son distretto inamoratamente" (V 181): tra lettori antichi e moderni - J. Bolton Holloway, Biblioteche e archivi: manoscritti e documenti di Brunetto Latino. Una proposta per la loro digitalizzazione come edizione internazionale - P. Squillacioti, La pecora smarrita. Ricerche sulla tradizione del "Tesoro" toscano - P. G. Beltrami, Una nuova edizione del "Tresor". INDICI.

EAN: 9788884502810
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#341214 Storia Antica
Kohlhammer Verlag 2001, cm.15,5x23,5, pp.232, brossura con copertina figurata a colori. Seit der grossen Auseinandersetzung Roms mit Karthago im spaten 3. Jahrhundert v.Chr., dem 2. Punischen Krieg, gibt es von Romern verfasste Geschichtsschreibung mit Rom als Hauptgegenstand. Sie speist sich vor allem aus zwei Quellen, dem Traditionsbewusstsein und -bemuhen in den Familien der Fuhrungsschicht Roms, also der Senatorenschaft, und aus der kulturellen, insbesondere literarischen Hellenisierung der Romer. Im vorliegenden Buch werden Entwicklungen der romischen Geschichtsschreibung bis in die christliche Spatantike dargelegt. Dabei werden aus der Uberzeugung heraus, dass romische Historiographie vor allem durch den gemeinsamen Gegenstand "Rom" zu definieren ist, fur die romische Kaiserzeit griechischsprachige Autoren aus dem Osten des Mittelmeerraums einbezogen, vor allem soweit in ihren Werken Rom bzw. das Romische Reich thematisiert ist. Dieses Vorgehen lasst erkennen, dass das Geschichtsdenken im Romischen Reich weniger von der sprachlichen Heimat eines Autors als von seiner Zugehorigkeit zur Fuhrungsschicht des Reiches bestimmt worden ist.

EAN: 9783170152533
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#341392 Storia Antica
Traduzione di Serenza Lauzi. Milano, Garzanti 2010, cm.15x22,5, pp.915, illustrazioni. legatura editoriale in tutta tela, con sopraccoperta figurata a colori. Collezione Storica. Al tempo della nascita di Cristo, l'Europa era contrassegnata da uno straordinario contrasto. Da poco unificato sotto la dominazione imperiale di Roma, il Mediterraneo era sede di una civiltà politicamente evoluta, economicamente avanzata e culturalmente raffinata. Il resto dell'Europa era popolato da agricoltori con un'economia a livello di sussistenza, organizzati in entità politiche di piccole dimensioni. Più si procedeva verso est, più rarefatto si faceva il paesaggio: meno utensili di ferro, meno produttività nell'agricoltura e minore densità della popolazione. Mille anni più tardi troviamo un mondo completamente cambiato. Non solo i gruppi di lingua slava si sono sostituiti a quelli di lingua germanica, ma, cosa ancora più importante, il Mediterraneo ha perduto la sua centralità. A livello politico la causa va ricercata nel progressivo affermarsi nel Nord di entità statuali più grandi e solide. Tuttavia verso il Mille erano anche molti tratti culturali caratteristici del Mediterraneo a diffondersi al Nord e all'Est. In sostanza le diverse forme di organizzazione umana si sviluppavano verso un maggiore grado di omogeneità lungo una direttrice che interessava l'intera fascia continentale dell'Europa. Furono queste nuove strutture, politiche e culturali, a rompere definitivamente l'antico ordine mondiale fondato sul dominio del Mediterraneo.

EAN: 9788811740896
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