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#330977 Biografie

Lucrezia Borgia.

Author:
Curator: Traduzione di Tania Gargiulo.
Publisher: CDE su Licenza Mondadori Ed.
Date of publ.:
Details: cm.14,5x22,5, pp.376, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori.

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#131831 Biografie
Traduzione di Tania Gargiulo. Milano, Mondadori Ed. 2004, cm.13x19,5, pp.376, brossura copertina figurata a colori. Collana Oscar storia.

EAN: 9788804421078
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#240412 Biografie
Traduzione di Tania Gargiulo. Milano, CDE su Licenza Mondadori Ed. 2004, cm.14,5x22,5, pp.376, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori.
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#339903 Biografie
Traduzione di Tania Gargiulo. Milano, Mondadori Editore 2004, cm.13,5x20 pagine, 376, brossura copertina figurata a colori. Collana Oscar Storia.,115.

EAN: 9788804421078
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Con appendice di notevoli notizie dal 1888 al 1901 di G.Vicini. Ferrara, Banca di Credito Agrario 1966, cm.14,5x22,5, pp.VI-336, legatura ed.
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Firenze, Edizioni di Solaria 1928, cm.15x20, pp.263,(5), brossura Ediz.di 728 esempl.num. + 50 n.n. riservati al servizio stampa Ediz.di 728 copie num.+50 n.n. per serv.stampa la ns. reca il n.621.
Da collezione, buono
Note: Lacune al dorso; strappetto orizzontale di 3 cm. al margine sup. della cop. posteriore e delle ultime 2 carte.
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A cura di Marino Biondi. Pistoia, Via del Vento Edizioni 1996, cm.12x16, pp.31,(1), una foto dell'A. fasc. con 2 punti metallici, copertina figurata con bandelle. Collana I Quaderni di Via del Vento, 18. Prima edizione.
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#346486 Arte Pittura
A cura di Elisabetta Matteucci. Viareggio, Fondazione Matteucci per L'Arte Moderna 2018, cm.17x24, pp.170, illustrazioni in bianco e nero e a colori, tavole a colori. brossura copertina figurata a colori. L'appuntamento estivo del Centro Matteucci per l'Arte Moderna è, quest'anno, riservato ad Oscar Ghiglia, il più italiano ed insieme il più europeo degli artisti italiani d'inizio Novecento Con una monografica selezionatissima che, accanto ai capolavori più noti di colui che, in modo del tutto personale, ha saputo aggiornare la lezione di Fattori, propone, per la prima volta, una ventina di opere fondamentali, che sino ad ora, mai erano uscite dai raffinati salotti di un collezionista d'eccezione."Oscar Ghiglia. Classico e moderno", la mostra curata da Elisabetta Matteucci, sarà visibile al Centro Matteucci dal 7 luglio al 4 novembre."In Italia non c'è nulla, sono stato dappertutto. Non c'è pittura che valga. Sono stato a Venezia, negli studi. In Italia, c'è Ghiglia. C'è Oscar Ghiglia e basta". La nota affermazione di Modigliani, riferita da Anselmo Bucci nei "Ricordi parigini" (1931), contrasta con il silenzio venutosi a creare attorno a Ghiglia dopo la morte. Condizione riservata, come osservava Carlo Ludovico Ragghianti nel 1967 in occasione della mostra "Arte Moderna in Italia. 1915-1935", a quell'intera generazione d'artisti penalizzata dal "giudizio negativo sul fascismo".È con gli studi di Raffaele Monti e Renato Barilli della metà degli anni settanta, confluiti in una serie di mostre monografiche rivelatrici di un grande talento, che il livornese comincia ad essere preso in considerazione, rappresentando un "caso" che incarna, in termini esemplari, la cultura figurativa dei primi decenni del Novecento. Una pittura, la sua, priva di contaminazioni anche per il tratto umbratile e scontroso del personaggio, non molto aperto alle relazioni, spesso in contrasto anche con amici vicini, come Giovanni Papini e Amedeo Modigliani.Se del primo, dopo la condivisione delle idee attraverso la collaborazione con Spadini, Borgese e Prezzolini al "Leonardo", mal digerì la svolta futurista, della frattura con il secondo sfuggono le ragioni. A testimonianza di un sodalizio, che per i riflessi sull'opera appare tra i più fertili e intensi dell'arte moderna, restano le famose cinque lettere inviate, nel 1901, durante il soggiorno a Venezia e Capri, da Modigliani a Ghiglia; il tono è di un giovane che, aprendosi al mondo, intravede nell'artista più maturo il proprio alter ego.Formatosi nella Firenze "modernista" delle mostre rivoluzionarie della Promotrice e di Palazzo Corsini, da autodidatta di grande talento Ghiglia si rivela tra i più ricettivi alle nuove istanze cosmopolite, declinanti in una pittura di pura invenzione, dove classico e moderno idealmente si fondono. A cogliere in anticipo l'essenza di questo doppio registro è Llewelyn Lloyd che definisce l'arte dell'amico "originalissima non somigliante a nessun'altra, che non ha punti di riferimento né coi macchiaioli toscani né con l'impressionismo francese". Nell'estrema generosità, il giudizio tralascia, però, i poli essenziali di riferimento: Fattori e Cézanne, dei quali Ghiglia ha percepito l'elevata caratura, rapportandovisi come ad un magistero più che come ad un modello .Negli oltre quaranta capolavori in mostra tali radici emergono inequivocabilmente, sebbene il livornese non abbia mai smesso di guardare al di là delle Alpi.In una lettera a Natali allora a Parigi scrive: "Perché non vai a trovare Rosso? Come italiano e giovine artista tu dovresti farlo (...) Digli che io lo saluto considerandolo una delle più grandi glorie di questo secolo e che spero di poterlo presto abbracciare. Sono contento che ti piaccia Van Gogh, ma cerca ancora di vedere Cézanne, ti convincerai che il passato, così, è l'avvenire".

EAN: 9788894188080
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