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«Editiones principes» delle opere dei padri greci e latini.

Author:
Curator: Firenze, 24-25 ottobre 2003. A cura di Mariarosa Cortesi.
Publisher: Sismel Edizioni del Galluzzo.
Date of publ.:
Details: cm.17x24, pp.VIII,426, legatura editoriale in tutta tela, con sopraccoperta figurata a colori. Collana Millennio Medievale, 62. Atti di Convegni, 19.

Abstract: M. Cortesi, Premessa. P. Petitmengin, Le match Bâle-Paris au XVIe siècle: éditions princeps, éditions revues des Pères latins - M. Marin, L'edizione Moreliana (1564) dello scritto pseudociprianeo Adversus aleatores - B. Clausi - V. Milazzo, Una storia (non) tutta romana: l'editio princeps delle Epistolae di Gerolamo - H. Müller, Zur frühen Druckgeschichte von Augustins Psalmenkommentar (Enarrationes in Psalmos) - J.-L. Quantin, L'orthodoxie, la censure et la gloire. La difficile édition princeps de l'épître de Barnabé, de Rome à Amsterdam (1549-1646) - C. Moreschini, L'edizione inedita degli Ambigua ad Iohannem di Massimo il Confessore ad opera di Francesco Combefis - C. Micaelli, Il De Trinitate di Novaziano da Mesnart a Pamelius: problemi testuali ed esegetici - S. Fiaschi, Un codice del Bessarione alla base della princeps di Atanasio nella versione di Ognibene da Lonigo - L. Bossina, Preistoria di un'editio princeps. Teodoreto dal Concilio di Trento alla Guerra dei Trent'anni - A. Mecca, Per una Clavis editionum principum scriptorum Christianorum: questioni di metodo e problemi - C. Crimi, Editiones principes dell'epistolario di Basilio di Cesarea - R. Palla, Editiones principes delle Lettere di Gregorio Nazianzeno: dal 1528 al 1583 - A. Baldoncini, Le Epistole di Gregorio Nazianzeno: dopo il 1583. Indici.

EAN: 9788884501820
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#307515 Arte Saggi
Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 8. Pisa, ETS 2012, cm.17x24, pp.96 ill.a colori. brossura con copertina figurata a colori. Antonio Antony de Witt, coltissimo portavoce del dibattito europeo relativo agli scambi tra Oriente e Occidente, in un articolo del 1936, dal titolo Italia e Cina nell’arte, si soffermava sulle note indagini berensoniane riguardo all'orientalismo di certi trecenteschi e quattrocenteschi toscani, in particolare senesi, concludendo: «Quel che conta (...) è il poter riconoscere un'affinità d'elevata natura spirituale tra certe posizioni dell'intendimento artistico senese e l'altro di alcuni popoli d'Oriente, una spiccata raffinatezza in entrambi di facoltà diciamo trascendentali e una congrua dotazione di mezzi acconci a tradurle nella rappresentazione artistica». Ed è proprio de Witt che elencava le prerogative comuni tanto ai Senesi quanto agli artisti dell'Estremo Oriente, quali «il disegno immaginativo» e «una coloritura tutt'altro che grassa e corposa, sibbene piatta», fino a citare certe dichiarazioni di Emilio Cecchi riguardo all’affinità del cromatismo di Pietro Lorenzetti con le lacche cinesi. Il tema dell'oriente, scelto come tema monografico di questo numero della rivista, trova quindi un suo fondamento in un programma di rivisitazione critica di un fenomeno figurativo nelle sue tangenze con la cultura artistica del Novecento italiano e segnatamente toscano. Un collezionista di libri aveva ingaggiato lo scrittore americano Henry Miller affinchè scrivesse in cambio di cento dollari al mese racconti erotici; l'autore del Tropico del Capricorno aveva accettato, ma poi aveva passato la commissione alla sua amica Anaïs. "Così - racconta la Nin - incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta". Il ricco collezionista, ricevuti i primi testi, raccomandò meno poesia e più dettagli specifici sul sesso. La Nin rispose a tale invito con una lettera che illumina ancora oggi sulle modalità con cui affrontare i temi dell'erotismo: "Il sesso - scrive Anaïs - perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità (...). Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni". E ancora: "Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute!". E come la giovane modista di Parigi, quella Matilde descritta in un racconto della Nin, anche la modella della copertina di questo numero si guarda allo specchio in un sottile gioco erotico dove compiacimento e provocazione si mescolano indissolubilmente. Tra l'altro la nostra scrittrice affermava giustamente che scrivere di sesso era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza e, se vogliamo, la pittura di Vittorio Corcos, mirabilmente analizzata nel saggio di Francesca Cagianelli, non indica proprio questo cammino?

EAN: 9788846732477
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