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«From our Italian Correspondent». Luigi Einaudi’s articles in «The economist» (1908-1946). Vol.II:1925-1946. In questi articoli Luigi Einaudi da notizia degli eventi italiani in campo economico, finanziario e politico, dal governo Giolitti al regime fascista, e analizza criticamente, con ottica liberale, le azioni dei protagonisti della scena economica e politica italiana.

Author:
Curator: A cura di R. Marchionatti.
Publisher: Olschki.
Date of publ.:
Details: cm.17x24, pp.500, brossura Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi, vol. 36.

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Torino, Giulio Einaudi Ed. 1956, cm.15,5x22,5, pp.XVI,677, legatura editoriale in tela tela, sopraccoperta figurata. Collana Opere di L.E. Prima edizione.
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Note: sopraccoperta macchiata.
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A cura di Luigi Firpo. Torino, Fondaz.Einaudi-Banca D'Italia 1971, cm.17x25, pp.909, alcune tavv.bn.ft., 1 tav.a col.in antip. legatura ed.in tutta tela.
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#60905 Economia
Quinta edizione. Torino, Einaudi Ed. 1954, cm.15,5x24, pp.XIX,536, legatura ed.titoli in oro al dorso. Collana Manuali Einaudi.
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#99717 Storia
A cura di P. Soddu. Firenze, Olschki Ed. 2001, cm.17x24, xxx-302 pp., Collana Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi, 40. "Il volume raccoglie scritti editi e inediti di Luigi Einaudi nel periodo compreso tra l’inizio dell’esilio in Svizzera e la conclusione dei lavori dell’Assemblea Costituente. I caratteri propri del liberalismo e della democrazia liberale; la forma dello S" "A collection of Einaudi’s writings covering the period from the beginning of his Swiss exile to the conclusion of the work of the Constituent Assembly. The characteristics of liberalism and liberal democracy; the type of state, that is the choice between "

EAN: 9788822250377
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Introduz.di Luca Toschi. Firenze, Vallecchi Ed. 2007, cm.15x21, pp.110, brossura copertina figurata a colori. Immaginare è oggi un'azione obsoleta. Vogliamo vedere subito, toccare tutto, concretizzare sempre. Ed è nel campo abbandonato dalla fantasia che trova spazio (o se lo crea) questa provocazione di Francesco Butturini: contemplare l'opera d'arte senza interposizione visiva. Senza dipinti sott'occhio, soltanto immaginando di vedere, l'autore getta il suo sguardo critico sul fenomeno della ricerca pittorica in Italia dal 1950 al 1980. A fare da spartiacque al periodo c'è da un lato il 1948 - anno della prima Biennale di Venezia dal respiro mondiale dopo i provincialismi delle esposizioni di regime - dall'altro il 1980, che confermò l'irrompere della Transavanguardia nel nostro paese. Cinquecento opere parlate e raccontante, cinquecento passi sul cammino della presunta evoluzione artistica di un trentennio importante, che ancora oggi fa discutere. Nella bibliografia ragionata gli interlocutori preferiti dell'autore per questo acceso dibattito.

EAN: 9788884271143
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#302815 Biografie
Roma, Salerno Editrice 2019, cm.15,5x23, pp.376, brossura copertina figurata a colori. Legatura olandese. Collana Profili. Succeduto nel 1416, all'età di 20 anni, al padre Ferdinando I al vertice della Corona d'Aragona, Alfonso V nel 1420 si recò a Napoli su richiesta della regina Giovanna II, che, priva di prole, lo adottò e gli assicurò la successione al suo regno, a condizione che le prestasse aiuto contro il rivale Luigi III d'Angiò. Dopo tre anni, tuttavia, la volubile sovrana revocò l'adozione e il re d'Aragona ritornò in Spagna per risolvere i contrasti che nel frattempo erano insorti tra i suoi fratelli e il re di Castiglia, Giovanni II. Nel 1435, dopo la morte della regina Giovanna, partecipò contro Renato d'Angiò alla guerra di successione al trono di Napoli, che riuscì a conquistare nel 1442. Per consolidare quel trono Alfonso prese parte alle guerre che fino alla pace di Lodi del 1454 impegnarono i diversi potentati italiani, proseguendo tuttavia poi a combattere con la repubblica di Genova, i cui mercanti erano i principali concorrenti dei suoi sudditi catalani nel Mediterraneo. Napoli divenne di fatto la capitale dei domini di Alfonso che, grazie al mecenatismo con cui accolse gli uomini di cultura, fece della sua corte un importante centro del Rinascimento italiano. Per la sua liberalità gli umanisti gli attribuirono l'appellativo di Magnanimo. Controversi furono i rapporti con il papato, che gli contendeva l'alta sovranità sul Mezzogiorno d'Italia. Esortato ripetutamente a rientrare in patria, il sovrano, fino alla morte avvenuta nel 1458, malgrado l'impegno assunto non si allontanò più dal regno di Napoli, in cui vi erano i principali affetti familiari - i figli naturali e i nipoti - e soprattutto una giovane nobildonna, Lucrezia d'Alagno, della quale si era innamorato.

EAN: 9788869733406
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