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Angolo Antico

#344998 Angolo Antico
In Pavia, Nella stamperia di Baldassare Comini 1793, cm.10,5x18, pp.71 (1), brossura copertina in carta decorata. Edizione originale della traduzione italiana. Stampato du carta forte. Esemplare molto chiaro e nitido.
Usato, molto buono
Note: Iniziali a penna al frontespizio.mancanza di lembo cartaceo al frontespizio in porzione marginale non stampata.
EUR 130.00
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#344997 Angolo Antico
continet capita libelli Alciati de singulari certamine. Alter copiosissimus in fine eorum omnium, quae passim habentur tam in dicto libello, quam in tribus praedictis consiliis. (Venetiis : excudebat Vincentius Vaugris, 1544) Venetiis : ex officina Erasmiana apud Vicentium Vaugris prope horologium Diui Marci, 1544, in 8, cm.10,5x16, pp. (8), 156, (20), capilettera xilografici, ampie note stampate a margine. legatura in cartoncino.
Usato, molto buono
Note: macchia all'angolo inferiore dlla legatura non passate nel testo, testo chiaro e senza difetti evidenti. Leggere bruniture.
EUR 990.00
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#344966 Angolo Antico
In Venetia, per Francesco Brucioli & i frategli DMXLIII [i.e. 1543], cm.13,5x21, in 4, (1), 24 carte, frontespizio in cornice xilografica, ultima carta con marca editoriale "Un albero sostiene una vite con grappoli d'uva e pampini e su di esso si arrampica una volpe. Motto:'Dal Signore fu questo è mirabile negli occhi nostri'. Legatura novecentesca in tutta pelle. Capilettera e numerose incisioni, sono presenti due piccoli disegni antichi tecnici a china fatti da un precedente proprietario. Edizione volgare. Il Tractatus de sphaera, essenzialmente basato sull'Almagesto di Tolomeo, è diviso in quattro capitoli: il primo tratta la struttura generale dell'universo; il secondo le sfere celesti; il terzo la rotazione giornaliera del cielo e le zone climatiche terrestri; il quarto i movimenti dei pianeti e le eclissi.
Da collezione, buono
Note: Frontespizio riparato, nella porzione superiore quasi tutte le carte presentano una macchia di vari centimetri. Ultima carta con piccolo foro, non vi sono altre mancanze rilevanti.
EUR 1,950.00
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#344953 Angolo Antico
In Bologna, Nella Stamperia di Lelio dalla Volpe 1752, cm.12x19, pp.88, Marca calcografica (volpe) sul frontespizio. 6 belle vignette calcografiche oltre al frontespizio legatura coeva in cartoncino. Edizione seconda. Rara edizione di questo poemetto in due canti del bassanese Roberti, apparso anonimo nel 1752 per le nozze Mocenigo-Loredan. Al frontespizio infatti dedica a Giovanni Mocenigo.
Usato, molto buono
Note: dorso lesionato. Internamente il volume è su carta bianchissima, nessuna brunitura, eccellente.
EUR 230.00
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#344941 Angolo Antico
In Roma, per il Kracas all'insegna del Silenzio s.d. 1775, circa cm.15x22, pp.69, legatura coeva in cartoncino. Ex libris calcografico "Ex Bibliotheca Tidoniana" con iscrizione Curae Sed Deliciae. Edizione originale. Esemplare completo.
Usato, buono
Note: Dorso con mende. frontespizio con mende e macchie alle ultime pagine macchie all'angolo superiore esterno.
EUR 170.00
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#344937 Angolo Antico
Parma, Co tipi Bodoniani 1804, cm.10x15,5, pp.145, (6), rilegatura probabilmente di inizio '900 in tutta pergamena con tassello in pelle applicato al piatto anteriore con titoli e dati bibliografici in oro. Antologia di liriche del letterato, viaggiatore e archeologo veneto Giovanni Girolamo Orti Manara (Verona, 1769-1845).
Da collezione, molto buono
Note: Firma di precedente possessore al frontespizio con data 1882. Testo molto chiaro, solo pagine 58-59 risultano un po' macchiate e le ultime 10 con una gora ll'angolo superiore interno.
EUR 98.00
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#344934 Angolo Antico
Venetiis, Dominici Lovisae 1704, cm.7,5x13,5, pp.140, marca tipografica al frontespizio (anello con diamante sormontato da cartiglio vuoto, entro cornice) e testatine, finali ed iniziali xilografici. Rilegatura probabilmente di inizio '900 in mezza tela e piatti cartonati. Bella edizione delle poesie di Orsini, il maggior maccaronico dopo il Folengo.
Da collezione, molto buono
Note: Esemplare completo e in buono stato, senza evidenti danni nel testo, chiaro e pulito.
EUR 140.00
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#344918 Angolo Antico
In Italia, 1808, 2 tomi. cm.10,5x16,5, pp.123, 139, legature cartonate coeve. Il nome del probabile Autore . si ricava da OPAC Grammatico e lessicografo, storico, giornalista e politico. Fu anche tipografo e libraio e lavorò in associazione con Nicolas Moutardier. Nato il 17.11 .1749; morto il 15.03.1827. Si tratta di una raccolta di pensieri e considerazioni sui temi fondamentali della vita: Dio, l uomo, la scienza, la felicità, l amore, l amicizia.
Usato, buono
EUR 70.00
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#344915 Angolo Antico
Parma, co' tipi Bodoniani 1801, cm.10,5x16, pp.132, 100, brossura editoriale copertina muta. L'opera è rilegata insieme a : Elogio del signor marchese Prospero Manara pp.100, 1801. 2 edizioni bodoniane. Frontespizio macchiato.
Usato, accettabile
Note: i margini del taglio concavo sono compromessi per quasi tutto il libro per qualche millimentro fino ad oltre un centimentro relativo esclusivamente a porzioni non stampate.
EUR 60.00
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#282482 Angolo Antico
Marca xilografica sul frontespizio (Minerva in piedi che regge uno scudo e un libro. Motto: La felicità delle lettere) In Venezia, Presso Giambattista Pasquali 1745, cm.11,5x18,5, pp.XVI, 256, frontespizio inciso con marca editoriale xilografica (Minerva in piedi che regge uno scudo e un libro. Motto: La felicità delle lettere). Legatura cartonata settecentesca. Non è presente il ritratto dell'Autore. Prima edizione.
Usato, buono
Note: dorso assente.
EUR 68.00
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#344759 Angolo Antico
In Venetia, Appresso Giacomo Sarzina 1635-1636, cm.15,5x21, (16) carte non numerate, pp.326,(2), Frontespizio in cornice a doppio filetto, marca editoriale incisa al frontespizio. Marca "donna coronata seduta su leone su lembo terra in mezzo mare tiene scettro e con sinistra getta in mare anello. Cornice. Motto: Potens ubique merito. Segue dedica a Dominico Da Molino; Lo stampatore a chi legge; La verità, sonetto di Francesco Paolo Speranza; dopo queste carte preliminari segue: Epistola di Hidraspe a Diana di Pietro Michiele gentilhuomo venetiano (1635). legatura coeva cartonata, titoli al dorso. Capileteera, finalini e testatine incise.
Usato, buono
Note: Testo in buono stato, chiaro, una macchietta passante molto maginale agli ultimi 4 fogli. Al frontespizio sigla manoscritta P.SSM
EUR 850.00
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#344585 Angolo Antico
In Firenze, Appresso Amadore Massi 1649, In-4, cm.16,5x24, pp.(8), 268 frontespizio con lo stemma mediceo inciso su rame. rilegatura in mezza pelle, piatti fasciati in carta marmorizzata. Sguardie decorate. Prima edizione. Edizione postuma di questi poemi spirituali composti dopo i Salmi, da Scipione Ammirato (1531-1601), pubblicata dal figlio, è dedicata a Ferdinando II de' Medici, Granduca di Toscana.
Usato, molto buono
Note: Lievi spellature al dorso. Testo con macchiette di ossidazione.
EUR 520.00
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#344576 Angolo Antico
Venezia, GiovanPietro Spinelli 1637, In 12, cm.7,5x14, pagine 538, una carta contenente l’errata corrige (le ultimissime carta con un restauro nella parte laterale alta che non danneggia il testo). Legatura (dorso staccato) coeva in mezza pergamena con punte e piatti marmorizzati, un po’ sbiadita e consunta, dorso con titolo in inchiostro nero in bella calligrafia. Prima edizione della prima opera di narrativa dell’autore, a carattere novellistico, cui segue l’anno successivo un secondo volume. Libro oltremodo interessante per le tematiche e per l’esemplarità dei virtuosismi barocchi. Raro. Quanto alle sue "favole tratte dal vero", ai suoi racconti, ai suoi melodrammi, una certa argutezza o vivacità o anche schiettezza di vena popolare emerge in alcuni passi, pregevoli anche per scorrevole limpidità o facilità di composizione. Essa è unita a trovate originalmente fantasiose, frammischiate ad una girandola di elementi buffoneschi e licenziosi e ad un lusso sfarzoso di inventiva e di orpelli retorici, in conformità al gusto corrente dell'epoca. Zeppe di episodi amorosi galanti o scollacciati, di tumultuose vicende e strabilianti avventure di viaggio, di truci fatti di sangue, le novelle si informano tutte comunque (pur se non mancano puntuali tirate di retorica moraleggiante) ad un genere di letteratura fra il picaresco e il libertino, con forse maggior propensione per quest'ultima tendenza. Inoltre il Bisaccioni fu buon conoscitore della letteratura francese secentesca e in strette relazioni con gli ambienti culturali d'oltralpe, traducendo non senza eleganza vari romanzi della de Scudéry e di altri précieux come il Desmarets, il La Calprenède, il d'Audiguier. L’albergo funge da cornice dove vari avventori raccontano le più disparate novelle, ed il libro è preziosa documentazione per l’apparecchiatura delle tavole e per i cibi, e riuscendo pertanto anche di interesse gastronomico. Il Bisaccioni inoltre, come spesso i libertini dell’epoca, sembra si interessò di cabala e di negromanzia, e fu un avventuriero dedito anche a maneggi e spionaggio.
Usato, buono
EUR 590.00
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#344509 Angolo Antico
Impressione accuratissima, come si può vedere nella seguente prefazione. In Padova, appresso Giuseppe Comino 1744, 2 volumi. In 8, cm.17x22, pp.XII, 570, [6] , [1] carta di tavola: illustrazioni ; 129, [5], 169, [7], Antiporta calcografica con ritratto dell'Autore. Inziali ornate e testate xilografiche. Stemma xilografico al colophon. Vignetta incisa al frontespizio. Pt. 2 dal titolo: Correzione d'alcune cose nel dialogo delle lingue di Benedetto. legature cartonate coeve. Raro esemplare stampato su carta grande, non rifilato. Ex Libris cartaceo applicato con stemma nobiliare.
Usato, buono
Note: copertina con lievi mende.
EUR 1,100.00
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#344504 Angolo Antico
A Turin, (in realtà Saint Julien de Tours), Benoist Fleury & Julien Le Brun 1679, In 12, cm.9,5x16, , una carta di sguardia, inserita dal legatore, all’inizio ed in fine, 4 carte non numerate, 180 pagine a numerazione continua senza salti. Legatura coeva in piena pergamena semi-rigida con piccola mancanza al dorso, esemplare marginoso in ottime condizioni a parte rarissime macchioline ed un lieve strappeto allo carta senza danno per il testo. Prima edizione di questo poema licenzioso con alcuni passaggi osceni soprattutto nell’episodio del tentativo di seduzione di Putiphar nei confronti di Giuseppe. Nella lunga ricerca di rintracciare varianti all’interno della princeps del 1679 (inesistente, a quanto sembra, una edizione del 1678 che, se esistita veramente, sarebbe solo una variazione di anno come accade di frequente nell’editoria antica per far vedere che il prodotto viene venduto) si è cercato di distinguere due tirature, che sono state considerate addirittura due edizioni differenti, in base al pregiudizio che l’autore, un monaco piuttosto autorevole, abbia ricevuto rampogne per certune oscenità del libro, ma di questo, a quanto risulta non esiste prova alcuna. Verisimilmente si è cercato di ipotizzare il solito meccanismo che i bibliofili utilizzano per garantire la rarità di un libro che poteva in qualche modo creare scandalo. In realtà le due varianti, all’interno della prima edizione, riguardano soltanto la correzione di refusi tipografici, verisimilmente da parte dell’autore, come accadeva regolarmente, dato che i passi osceni rimangono inalterati. In tale chiave è da spiegare anche lo scivolamento a pagina 93 del verso che nella prima variante sarebbe stato stampato a fine pagina 92. Anche la questione del fleuron nel frontespizio, non ho potuto in rete reperire fleuron diversi negli esemplari che ho confrontato. Purtroppo non sono riuscito a confrontare l’esemplare qui presente con uno presunto della prima variante. Libro non raro ma molto curioso. Cioranescu, 50522; Gay-Lemonnyer, II, 728; Brunet, V, 1095; Taschereau, 1527; Laporte, Bibliographie clérico-galante, 128.?
Da collezione, buono
EUR 330.00
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#344503 Angolo Antico
Paris, Buisson 1792, , in quattro volumi rilegati in due tomi. In 8 grande, cm.13x20,5, Opera interessante e di una notevole bellezza tipografica. due tomi. I; Alcibiade, jeune-homme; una carta bianca, 12 pagine numerate romane, 248 pagine numerate arabe, una carta non numerata. II; Alcibiade, jeune homme; 2 carte non numerate, pagine 264 numerate arabe, 2 carte non numerate. III; Alcibiade, homme fait; 3 carte non numerate, 224 pagine numerate, una carta non numerata. IV; Alcibiade, vieillard; 2 carte non numerate, pagine numerate 270. Belle legature coeve in piena pelle marrone, dorsi lisci in pelle verde con riquadri, fregi e titolo in oro, Tagli spruzzati. Ogni volume presenta una incisione a piena pagina di gusto neoclassico-romantico, in questo esemplare protette dalle veline originali. Splendida copia, legatura con solo una cerniera del primo tomo lievemente consunta. Si tratta di una traduzione fortemente rielaborata dell’omonimo romanzo di August Gottlieb Meissner(1753-1807), che è stata attribuita a Rauquil-Lieutaud, con la revisione di Pierre-Bernard Lamare, anche se l’adattamento è stato attribuito anche a Louis-Sébastien Mercier o a Jean-Baptiste-Claude Delisle de Sales. Secondo l’erudito e bibliografo Paul Lacroix, nel Catalogue de livres... provenant de la bibliothèque de M. de N***..., Paris, 1856, da lui redatto, al numero 218 si afferma che: “Delisle de Sales est l'auteur de cet ouvrage où il n'y a rien de Meissner” rivalutando quindi l’originalità del prodotto francese. Une autre adaptation, due à Perrin de Cayla, de l'ouvrage de Meissner a paru sous le titre : "Les Quatre ages d'Alcibiade...", in : "Bibliothèque universelle des romans", Paris, avril 1788. Seconda edizione, la prima è del 1789, ma dello stesso editore. Si può supporre che sia una rimessa in vendita del non venduto della tiratura del 1789. Questa sorta di romanzo che al contempo ha anche i risvolti di una biografia erudita, si inquadra nel gusto antiquario del 700, ed in particolare nella predilezione per biografie eccentriche che potevano rientrare facilmente anche nel filone del romanzo libertino, come è il caso della figura di Alcibiade, il campione della spregiudicatezza libertina dell’antica Atene.
Da collezione, buono
EUR 290.00
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#344501 Angolo Antico
Raccolti da Gio. Pietro D'Alessandro. in Napoli, Costantino Vitale 1604, In 8, una carta bianca, probabilmente foglio di sguardia aggiunto dal legatore, 8 carte non numerate, 274 pagine pagine numerate, 2 carte non numerate. Legatura secentesca in piena pergamena rigida, titolo in oro al dorso su tassello in pelle marrone, tagli colorati; vari forellini di tarlo alla legatura, specialmente al dorso che affettano anche le ultimissime e primissime pagine, in maniera però assai minimale e senza nessun danno al testo, firme al frontespizio. Copia nitida e marginosa, bella a parte i difetti descritti. Prima ed unica edizione, raro. Opera quasi enciclopedica che esamina capillarmente i testi che il Tasso ha imitato nel comporre la Gerusalemme liberata, partendo da Omero giù giù fino ai latini per arrivare ai testi rinascimentali. Una vera e propria miniera per chi vuole editare un commento erudito al poema tassiano.
Da collezione, buono
EUR 435.00
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#344494 Angolo Antico
Macerata, Pietro Salvioni 1622, cm.8,5x15, Una carta bianca (probabile aggiunta del legatore), 416 pagine numerate, una carta bianca. Collazione identica all’unico esemplare censito in OPAC, con la sola differenza che ivi si segnalano due carte bianche in fine. Legatura coeva in pergamena molle con titolo al dorso in inchiostro marrone. Bell’esemplare, fresco, nitido e non rifilato. Rara edizione. Le Neniae furono pubblicate per la prima volta nella rarissima edizione di Viterbo nel 1613. Le ultime opere, che occupano solo poche pagine, sono verisimilmente in edizione originale. La produzione latina del Murtola lo colloca comunque e sempre all’interno della corrente marinista, anche se non con la spregiudicatezza del suo rivale. In effetti Murtola imita e rivaleggia con le Neniae del Pontano, un modello che risultava estraneo alla canonizzazione classicista del Bembo e che per il suo stile appariva consentaneo ai virtuosismi stilistici del Barocco così come altri scrittori del XV secolo.
Da collezione, buono
EUR 550.00
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#344492 Angolo Antico
Venezia, Giovan Battista Ciotti 1602, In 8, cm.9,5x14,5, una carta bianca, 8 carte non numerate, pagine numerate 256 (in realtà 254 perché è saltata la numerazione delle pagine 96-7). Legatura coeva in piena pergamena molle con lacci (assenti), dorso (piccole mancanze di pergamena) con titolo in inchiostro marrone. A parte i difetti descritti, splendida copia fresca e marginosa. Seconda ed ultima edizione, vivente l’autore (una edizione ridotta comparve nel 1809 contenente le sole novelle), in gran parte originale. Infatti essa, rispetto alla prima stampata in Bergamo nel 1598, risulta notevolmente accresciuta. Composta o iniziata nel 1596 (vi si parla infatti del Tasso come morto nell'anno precedente), l'opera si sviluppa come un dialogo tra il Borgogni e un personaggio di nome Andronico, che svolge sostanzialmente il ruolo di ascoltatore ammirato (evidente anticipazione, anche a fini meramente pubblicistici, dello stupor barocco, in modo da invogliare ad acquistare il libro che sostanzialmente presenta come grande novità la rielaborazione in italiano di un prodotto d’Oltralpe, come vedremo): nella prima parte il Borgogni narra dieci novelle, che afferma essergli state narrate; nella seconda parte sono riproposti in ordine cronologico tutti i componimenti che il Borgogni aveva recitato nell'Accademia degli Inquieti. Questa opera contiene utili notizie, riguardanti la biografia di alcuni scrittori contemporanei (compreso il Tasso), nonché la storia degli Inquieti. Non si tratta dunque di una vera e propria raccolta novellistica d’autore (tranne forse la prima novella), ma una piccola antologia costruita con pezzi di altri novellieri, composta secondo un criterio di selezione consueto al Borgogni. Come per le sue numerose raccolte di lirica contemporanea, anche qui l’autore cerca di selezionare i testi offrendo un prodotto editoriale di moda, dove appare più che evidente il proposito di lanciare sul mercato italiano un prodotto novellistico inedito, l’Heptaméron di Margherita di Navarra. Rara raccolta, forse l’ultima del 500, di questo interessante e curioso esperimento editoriale.
Da collezione, buono
EUR 1,200.00
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#344490 Angolo Antico
In Firenze, Zanobi Pignoni, 1623, In 12, cm.7,5x14,5, sei carte non numerate (la prima di esse bianca), pagine 200 numerate, una carta bianca in fine. Legatura in pergamena molle coeva, dorso con titolo ormai evanescente, pagine marginose e bianche solo con lievissime macchioline alle primissime ed ultimissime carte. Seconda edizione, ma in parte originale, e con molti cambiamenti rispetto alla prima, edita sempre a Firenze, per lo stesso stampatore, nel 1621. Questo libro tratta del CERIMONIALE COME LINGUAGGIO POLITICO, finalizzato a sacralizzare le istituzioni politiche o, nel caso della Corte pontificia, a strutturare la sua sacralità con valenze legate al significato politico che lo Stato vaticano esercitava da tempo emerga durante il Medio Evo. I rituali pubblici rappresentavano, nella prima età moderna, le specifiche configurazioni dell'intersezione della sfera del sacro con la sfera del politico, ma ogni configurazione non visualizzava un «ordine» acquisito una volta per tutte e passivamente tramandato e ripetuto. Essa era piuttosto l'esito di un processo, un equilibrio tra tensioni che poteva in ogni momento essere messo in discussione, riformulando il rituale in nuove forme. La dialettica sacro-politico appare, come nota P. Burke in Sacred rulers, royals priests: ritual of the early modern popes, straordinariamente complessa nel caso del cerimoniale dei papi a causa ovviamente dell'intreccio nella sovranità papale di due declinazioni del potere, quella spirituale e quella temporale, ma anche dell'ambiguità della figura papale all'interno di ciascuna delle due declinazioni (da un lato vescovo di Roma e pontefice universale, dall'altro monarca assoluto, ma elettivo dello Stato papale). Il cerimoniale rappresentava costantemente la complessità del potere papale, ma sottolineava anche maggiormente l'una ? l'altra delle molteplici dimensioni della sovranità pontificia. Soprattutto nel 600 si sentì l’esigenza di aggiornare questi protocolli, e tra la pletora dei trattati emersero per importanza quelli del Lunadoro, del Sestini e dell’Amati, che si pose in atteggiamento dialettico con quello del Sestini, che conobbe, vista la sua autorevolezza, numerose ristampe tra 600 e 700. Raro in questa prima edizione definitiva, che fu più volte ristampata.
Da collezione, buono
EUR 520.00
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#344485 Angolo Antico
In Vinegia, Giovanbattista Bertacagno 1553, In 8, cm.10,5x15, 104 pagine numerate. Segue: Andrea Calmo, Le giocose moderne et facetissime. Egloghe pastorali, sotto bellissimi concetti, in nuouo sducciolo, in lingua materna, Venezia, Giovanbattista Bertacagno, 1553. In 8, pagine numerate 120. Segue: La Fiorina, comedia facetissima, giocosa, et piena di piaceuole allegrezza. Venezia, Giovanbattista Bertacagno, 1553. In 8, pagine numerate 30, 2 carte non numerate. Legatura strettamente coeva, probabilmente officinale, in piena pergamena molle con risvolto protettivo del lato esterno (qualche macchia). Esemplare molto bello, bianco, marginoso e con la stampa ben inchiostrata. Prima opera: Le bizzarre, faconde et ingegnose rime pescatorie. Andrea Calmo fece riunire le "Bizzarre rime", le "Egloghe" e la Fiorina in separati volumetti che apparvero dal Bertacagno nel 1553. Le Bizzarre rime sono il primo canzoniere in dialetto veneziano a stampa, e perciò hanno goduto di moltissime ristampe e assunto il ruolo di un vero e proprio "manifesto" della letteratura dialettale veneziana. Esse descrivono il mondo dei pescatori lagunari, la classe più bassa della società veneziana, ed il Calmo sembra a tal punto identificarsi in esso che ne nacque autoschediasticamente la notizia che egli fosse un pescatore. Si tratta di un testo che sta fra la pedissequa imitazione del Petrarca e la parodia e lo sberleffo nei confronti dello stesso Petrarca e della tradizione "alta"della letteratura italiana. Il Calmo non imitò il modello umanistico, se non per deformarlo con la sua accesa fantasia linguistica che gioca col linguaggio fino a dei veri e propri straniamenti semantici e fino ad usi talmente metaforici da ricordare l’approccio al linguaggio di un Burchiello. I suoi versi esprimono un gustoso senso del bizzarro, per la genialità e per la sonorità delle parole che li avvicinano alle chansons dell'epoca e alla pratica concertativa dei madrigali. Quasi sicuramente egli fu soltanto un attore e un commediografo, benché appartenesse probabilmente alla piccola borghesia. Ciò spiega, al di là degli occasionali accenni di alcune lettere, la sua mancanza di rapporti continuativi con personaggi noti e influenti, e la conseguente penuria di documenti che anche indirettamente lo riguardino: segno di un'esistenza che, malgrado i clamorosi successi colti sulle scene e la fama assicuratagli dalla fitta serie di opere a stampa, dové trascorrere nel cerchio di una notorietà estranea a un reale interesse da parte della società dei potenti. Un barbiere e un sanser (un mediatore) sono tra i testimoni dell'autografia del testamento, ed entrambi si dichiarano intrinseci da lunga data dell'amico defunto. Il Calmo non ebbe come mecenate un uomo come il protettore del Ruzante, Alvise Cornaro, che coinvolse variamente l'attore-autore nella propria attività economica; né la sua parentela e le sue amicizie furono nemmeno lontanamente paragonabili con la vasta rete di conoscenti e di affini che avvolse, lasciando ampie tracce nelle carte d'archivio, la vita di Angelo Beolco. Seconda opera: Le Egloghe hanno una chiara struttura teatrale e utilizzano la medesima mesci-dazione linguistica delle Pescatorie. Inoltre esse sembrano anticipare taluni caratteri del barocco. Infatti il linguaggio sostanzia della propria inventiva una pronunciata apertura al fantastico, che viene finalizzato alla ricerca di effetti realistici, costruendo uno stralunato effetto dove l’imagery e l’inventiva popolaresca costruiscono la magia di un linguaggio che descrive la materialità, carnale ed emotiva, del mondo pastorale. La pluralità degli idiomi immessi nella commedia, con l'aggiunta degli eloqui creati artificialmente, è sfruttata quasi esclusivamente sul piano dell'elaborazione verbale, a volte senza un preciso legame con lo stato sociale del personaggio. Questo procedimento è portato alle estreme conseguenze nelle egloghe, dove sono introdotti a mero scopo buffonesco dei pastori che declamano i loro versi in bergamasco e in veneziano, una maga che recita le sue formule in greco-veneto, un ciarlatano che dice la sua tirata in dalmatino, e così via. Terza opera: All’interno della produzione teatrale del Calmo, la Fiorina e la Pozione possono essere accomunate perché entrambe sono rifacimenti di due testi notissimi, la prima della omonima commedia del Ruzante e la seconda della Mandragola del Machiavelli. Diversamente da Ruzante, per Calmo il testo non è più vincolato alla sua autorialità come definitiva fissazione dello sguardo culturale sulla realtà descritta; il testo invece è invenzione buffonesca che si ricrea e si sostanzia da sola nella illimitata inventiva linguistica del popolo minuto. Da qui il legame profondo del Calmo con quei teatri veneziani popolari, stabili o itineranti, che esprimevano uno spazio di evasione nella risata che era deputata alla creatività estemporanea dell’attore. Per questo il Calmo anticipa la Commedia dell’arte e ne è in qualche modo il fondatore, e dai suoi personaggi scaturiranno alcune maschere tipiche della Commedia dell’arte, come, ad esempio, Pantalone. Pertanto la genialità del Calmo, anche come commediografo, consiste nella sua vitalissima creatività linguistica, strumento precipuo del suo riso carnevalesco, per dirla alla Bachtin, che se ne infischia delle linearità, della logicità e del valore culturale della trama. Acrobazia linguistica e acrobazia gestuale del mimo sono gli ingredienti dello spettacolo. Si tratta di un ritorno alle radici antropologiche della messinscena teatrale, sulle orme di Plauto e del suo attore principale, il servus currens, vero motore dell’inventiva rocambolesca.
Da collezione, buono
EUR 3,800.00
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#344432 Angolo Antico
Contiene componimenti poetici di vari autori, alcuni dei quali preceduti da propri occhietti Occhietto a carta A2r, illustrazione calcografica a tutta pagina a carta A3r, frontespizio a carta A4r Sul frontespizio stemmi calcografici dei due sposi. Iniziali e finalini calcografici. In Milano, nella stamperia di Giuseppe Marelli 1754, cm.21x28, pp.240, rilegatura in mezza pelle con punte, tassello in pelle , titoli e fregi al dorso. Edizione stampata su carta forte. Esemplare in stato molto fresco. I componimenti contenuti nel volume: --Soresi, Pier Domenico. Il globo di Venere poemetto epico del signor abate Pier-Domenico Soresi alle illustrissime signore d. Marianna e d. Carlotta Cristiani. --Salandri, Pellegrino. Le nozze secondo i riti degli antichi di Pellegrino Salandri. --Salandri, Pellegrino. Le nozze secondo i riti della Chiesa romana di Pellegrino Salandri. Poemetto di Diodoro Delfico P.A.
Usato, molto buono
EUR 270.00
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#344428 Angolo Antico
In Bologna, per Carlo Zenero 1645, cm.7x13, edizione estremamente rara, ma esemplare molto compromesso. La legatura e assente, rimanente solamente le sguardie cartacee e dorso sottostante la legatura. Il volume è mancante anche di diverse pagine all'inizio e alla fine. Descrivo l'esemplare con pp. (16), 1004. Dal confronto con la scheda bibliografica opac si evince la mancanza di pp.32 all'inzio e 7 alla fine. Copia da studio.
Usato, accettabile
EUR 70.00
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#344305 Angolo Antico
Livorno, Dai Torchi di Glauco Masi 1831, 6 volumi in 3 tomi. cm.11x18, pp.1640, in appendice pp.75 di indici. legatura in mezza pelle, titoli e fregi in oro su tasselli in pelle ai dorsi, 5 nervi. Scelta Biblioteca di Storici italiani. Edizione completa.
Usato, molto buono
EUR 120.00
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