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#344576 Angolo Antico

L’albergo, favole tratte dal vero.

Autore:
Editore: GiovanPietro Spinelli.
Data di pubbl.:
Dettagli: In 12, cm.7,5x14, pagine 538, una carta contenente l’errata corrige (le ultimissime carta con un restauro nella parte laterale alta che non danneggia il testo). Legatura (dorso staccato) coeva in mezza pergamena con punte e piatti marmorizzati, un po’ sbiadita e consunta, dorso con titolo in inchiostro nero in bella calligrafia. Prima edizione della prima opera di narrativa dell’autore, a carattere novellistico, cui segue l’anno successivo un secondo volume. Libro oltremodo interessante per le tematiche e per l’esemplarità dei virtuosismi barocchi. Raro.

Abstract: Quanto alle sue "favole tratte dal vero", ai suoi racconti, ai suoi melodrammi, una certa argutezza o vivacità o anche schiettezza di vena popolare emerge in alcuni passi, pregevoli anche per scorrevole limpidità o facilità di composizione. Essa è unita a trovate originalmente fantasiose, frammischiate ad una girandola di elementi buffoneschi e licenziosi e ad un lusso sfarzoso di inventiva e di orpelli retorici, in conformità al gusto corrente dell'epoca. Zeppe di episodi amorosi galanti o scollacciati, di tumultuose vicende e strabilianti avventure di viaggio, di truci fatti di sangue, le novelle si informano tutte comunque (pur se non mancano puntuali tirate di retorica moraleggiante) ad un genere di letteratura fra il picaresco e il libertino, con forse maggior propensione per quest'ultima tendenza. Inoltre il Bisaccioni fu buon conoscitore della letteratura francese secentesca e in strette relazioni con gli ambienti culturali d'oltralpe, traducendo non senza eleganza vari romanzi della de Scudéry e di altri précieux come il Desmarets, il La Calprenède, il d'Audiguier. L’albergo funge da cornice dove vari avventori raccontano le più disparate novelle, ed il libro è preziosa documentazione per l’apparecchiatura delle tavole e per i cibi, e riuscendo pertanto anche di interesse gastronomico. Il Bisaccioni inoltre, come spesso i libertini dell’epoca, sembra si interessò di cabala e di negromanzia, e fu un avventuriero dedito anche a maneggi e spionaggio.

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A cura di Edoardo Taddeo. Firenze, Olschki Ed. 1992, cm.17x24, pp.LXXII,256 pp. con 4 tavv. ft., brossura. Collana Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria» - Serie Studi, 122.

EAN: 9788822239495
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#344492 Angolo Antico
Venezia, Giovan Battista Ciotti 1602, In 8, cm.9,5x14,5, una carta bianca, 8 carte non numerate, pagine numerate 256 (in realtà 254 perché è saltata la numerazione delle pagine 96-7). Legatura coeva in piena pergamena molle con lacci (assenti), dorso (piccole mancanze di pergamena) con titolo in inchiostro marrone. A parte i difetti descritti, splendida copia fresca e marginosa. Seconda ed ultima edizione, vivente l’autore (una edizione ridotta comparve nel 1809 contenente le sole novelle), in gran parte originale. Infatti essa, rispetto alla prima stampata in Bergamo nel 1598, risulta notevolmente accresciuta. Composta o iniziata nel 1596 (vi si parla infatti del Tasso come morto nell'anno precedente), l'opera si sviluppa come un dialogo tra il Borgogni e un personaggio di nome Andronico, che svolge sostanzialmente il ruolo di ascoltatore ammirato (evidente anticipazione, anche a fini meramente pubblicistici, dello stupor barocco, in modo da invogliare ad acquistare il libro che sostanzialmente presenta come grande novità la rielaborazione in italiano di un prodotto d’Oltralpe, come vedremo): nella prima parte il Borgogni narra dieci novelle, che afferma essergli state narrate; nella seconda parte sono riproposti in ordine cronologico tutti i componimenti che il Borgogni aveva recitato nell'Accademia degli Inquieti. Questa opera contiene utili notizie, riguardanti la biografia di alcuni scrittori contemporanei (compreso il Tasso), nonché la storia degli Inquieti. Non si tratta dunque di una vera e propria raccolta novellistica d’autore (tranne forse la prima novella), ma una piccola antologia costruita con pezzi di altri novellieri, composta secondo un criterio di selezione consueto al Borgogni. Come per le sue numerose raccolte di lirica contemporanea, anche qui l’autore cerca di selezionare i testi offrendo un prodotto editoriale di moda, dove appare più che evidente il proposito di lanciare sul mercato italiano un prodotto novellistico inedito, l’Heptaméron di Margherita di Navarra. Rara raccolta, forse l’ultima del 500, di questo interessante e curioso esperimento editoriale.
Da collezione, buono
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