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«Il Demetrio Moscovita». Istoria tragica.

Autore:
Curatore: A cura di Edoardo Taddeo.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17x24, pp.LXXII,256 pp. con 4 tavv. ft., brossura. Collana Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria» - Serie Studi, 122.

EAN: 9788822239495
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#344576 Angolo Antico
Venezia, GiovanPietro Spinelli 1637, In 12, cm.7,5x14, pagine 538, una carta contenente l’errata corrige (le ultimissime carta con un restauro nella parte laterale alta che non danneggia il testo). Legatura (dorso staccato) coeva in mezza pergamena con punte e piatti marmorizzati, un po’ sbiadita e consunta, dorso con titolo in inchiostro nero in bella calligrafia. Prima edizione della prima opera di narrativa dell’autore, a carattere novellistico, cui segue l’anno successivo un secondo volume. Libro oltremodo interessante per le tematiche e per l’esemplarità dei virtuosismi barocchi. Raro. Quanto alle sue "favole tratte dal vero", ai suoi racconti, ai suoi melodrammi, una certa argutezza o vivacità o anche schiettezza di vena popolare emerge in alcuni passi, pregevoli anche per scorrevole limpidità o facilità di composizione. Essa è unita a trovate originalmente fantasiose, frammischiate ad una girandola di elementi buffoneschi e licenziosi e ad un lusso sfarzoso di inventiva e di orpelli retorici, in conformità al gusto corrente dell'epoca. Zeppe di episodi amorosi galanti o scollacciati, di tumultuose vicende e strabilianti avventure di viaggio, di truci fatti di sangue, le novelle si informano tutte comunque (pur se non mancano puntuali tirate di retorica moraleggiante) ad un genere di letteratura fra il picaresco e il libertino, con forse maggior propensione per quest'ultima tendenza. Inoltre il Bisaccioni fu buon conoscitore della letteratura francese secentesca e in strette relazioni con gli ambienti culturali d'oltralpe, traducendo non senza eleganza vari romanzi della de Scudéry e di altri précieux come il Desmarets, il La Calprenède, il d'Audiguier. L’albergo funge da cornice dove vari avventori raccontano le più disparate novelle, ed il libro è preziosa documentazione per l’apparecchiatura delle tavole e per i cibi, e riuscendo pertanto anche di interesse gastronomico. Il Bisaccioni inoltre, come spesso i libertini dell’epoca, sembra si interessò di cabala e di negromanzia, e fu un avventuriero dedito anche a maneggi e spionaggio.
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#8810 Firenze
Milano, Electa 1987, cm.22x21, pp.204, 183 ill.bn.e col.nt.alcune a p.pag. legatura ed.soprac.ill.a col.
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#123923 Angolo Antico
Amsterdam, s.E. 1762, cm.11x18,5, pp.248, legatura cart.coeva-
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Ouvrage illustré de 14 Chromolitographies, 15 grandes gravures hors texte et d'environ 200 dessin dans le texte d'après les originaux de l'époque. Paris, Georges Hurtrel Artiste Editeur 1882, cm.19x28, pp.IV,(2),644, rilegatura in mz.pelle, 5 nervi,titoli e fregi in oro al dorso. (cop.ant.parzialmente staccata, legatura lenta il tomo è in ottimo stato).
EUR 184.00
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#338307 Arte Pittura
A cura di Banzato D., Pellegrini F. e Soragni U. Milano, Skira 2010, cm.24x28, pp.160, 100 illustrazioni in bianco e nero, 60 illustrazioni a colori. brossura copertina figurata a colori. Collana Arte Antica. Cataloghi. Quali furono i rapporti tra Giorgione e Padova? Quali le relazioni, i contatti, le citazioni, i richiami allusivi alla città del Santo nelle sue opere? La Tempesta di Giorgione, l'opera-icona dell'affascinante artista di cui quest'anno si celebrano i 500 anni dalla morte, non finisce di dar vita a mille differenti letture e interpretazioni, di svelare storie o assecondare ricostruzioni di personaggi, luoghi o eventi. E dunque, se il "paese" su cui si scatena l'inatteso fulmine - rivoluzionario nella storia della pittura per il suo spiazzante protagonismo - fosse nientemeno che la città di Padova? Da un lato i fossati della cittadella con il Castello potrebbero ricordare quelli della città antoniana del tempo e gli edifici immortalati dall'artista di Castelfranco trovano corrispondenze nel ponte San Tomaso, nella cupola del Carmine con la torre di Ezzelino, nella Porta di Ponte Molino. E c'è anche chi intravede allusioni alla fondazione leggendaria della città da parte di Antenore, in particolare nella figura del guerriero. "Giorgione e Padova. L'enigma del carro" - ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta da "Zorzi" nel suo capolavoro, presente in mostra - partendo dall'interpretazione in chiave padovana di alcune opere del Maestro, ricostruisce rapporti, evidenzia affinità culturali, suggerisce riferimenti iconografici e influenze reciproche tra Giorgione e l'ambiente culturale, artistico e letterario della città, tra il XV e il XVI secolo.

EAN: 9788857207711
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