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Aldo Furlan 1905-1971. I. Scultura in Friuli Venezia Giulia. Figure del Novecento. II. Artisti e amici romani. Opere 1930-1945. III. Lo scultore e le passioni del suo tempo.

Curatore: A cura di Alessandro Del Puppo, Giancarlo Pauletto, Flavio Fergonzi.
Editore: Silvana Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: 3 voll. cm.23x28, pp.175,111,159, num.ill.e tavv.bn.e a col.nt. brossura con bandelle, copp.figg.a col.in cofanetto con piatti figg.a col.

Abstract: Il centenario della nascita dello scultore Ado Furlan (1905-1971) è stato celebrato a Pordenone, sua città natale, con un'esposizione dislocata in tre sedi che ha presentato al pubblico la sua opera e l'ha contestualizzata nell'arte friulana e italiana del suo tempo. Rileggere la personalità di Ado Furlan è diventata anche un'occasione per riflettere sui linguaggi, le tipologie e le tecniche della scultura moderna. Le tre mostre sono state accopagnate da tre diversi cataloghi raccolti in un cofanetto. Il primo, «Lo scultore e le passioni del suo tempo», curato da Flavio Fergonzi dell'Università di Udine, presenta una retrospettiva del lavoro dello scultore. Attraverso una cinquantina di opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, viene tracciata la parabola stilistica dell'artista, grazie anche al confronto con il lavoro di altri scultori, a lui affiancati per ragioni sia biografiche che stilistiche. Fra questi Eugenio Bellotto, Pericle Fazzini, Arturo Martini, Auguste Rodin, Adolfo Wildt e Francesco Messina. Il secondo volume, curato da Alessandro Del Puppo dell'Università di Udine, ha accompagnato la mostra «Scultura in Friuli Venezia Giulia. Figure del Novecento», e si propone di ricostruire la tradizione scultorea del Novecento in Friuli Venezia Giulia da Luigi De Paoli, passando per i fratelli Basaldella fino alle ricerche degli anni cinquanta, esperienze che hanno accompagnato, e spesso si sono intrecciate, con il lavoro di Ado Furlan. Il terzo volume, «Artisti e amici romani. Opere 1930-1945», curato da Giancarlo Pauletto, documenta in maniera analitica i contatti che Furlan ebbe negli anni del cruciale soggiorno romano (1938-1943) quando frequentò assiduamente importanti artisti operanti nella capitale, da Cagli a Fazzini, da Guzzi a Montanarini, esponendo insieme a loro ed elaborando uno stile particolare e sofisticatamente classicheggiante.

EAN: 9788836606238
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Fotografie di Carlo Cantini. Firenze, Polistampa 2006, cm.23x28, pp.112, numerose figg.a col.nt., legatura ed. soopraccop.fig.a col. Il complesso edilizio di Santa Lucia a Ligliano, oggi conosciuto come 'Villa Licia', vanta un'origine molto antica (già nel 1014 si trovano memorie riconducibili a quest'area). Nel corso dei secoli il borgo ha subito numerose trasformazioni, fino a quando l'attuale proprietario, che ha acquistato il complesso nel 2000, ha avviato un insieme di sistematiche opere, tra le quali il totale riassetto dei giardini, oggetto di questa pubblicazione. Gli architetti hanno steso un progetto grandioso che rispondeva a istanze di rinnovamento e ingentilimento ma si confrontava con la realtà storica dei luoghi. Sfruttando la naturale conformazione del terreno, hanno creato un arioso parterre scandito in aiuole contornate da basse siepi di bosso e caratterizzato da una precisa simmetria (la regola fondamentale di tutto il progetto). L'acqua, la pietra e il marmo sono i materiali scelti per disegnare con carattere classico e armonioso i contorni delle aiuole e per arredare gli spazi, facendo risaltare la luce naturale che nelle ore diurne disegna ombre e contrasti che variano la cromaticità degli elementi costruttivi e le loro forme. Per sua natura e posizione il nuovo giardino è un vero e proprio giardino segreto che si apre agli occhi del visitatore solo se questo si avvicina alla terrazza della villa. Il volume è interamente illustrato a colori.

EAN: 9788859601463
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Premessa di Aulo Greco. Roma, Bonacci Editore 1984, cm.15,5x20,5, pp.215, brossura Esempl.allo stato di nuovo. Collana L'Ippogrifo,32. In questo volume Corinne Lucas analizza e illustra con acume e chiarezza l'evoluzione teorica e operativa di Giambattista Giraldi Cinzio, il drammaturgo di Ferrara (1504-1573), che con paradosso del tutto apparente, partendo dall'esaltazione dell'orrore senechiano ha teorizzato lo scioglimento a lieto fine della favola tragica, inserendosi così nel secolo XVI nelle polemiche intorno al teatro tragico e nel quadro storico delle tensioni politiche e religiose della Corte di Ferrara.

EAN: 9788875731380
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A cura di Gabriella Pomaro. Pisa, Pacini Ed. 2014, cm.17x24, pp.XIII,273, alcune figg.a col.nt. legatura ed.soprac.fig.a col. Col.Stroria. Il progetto regionale Codex - Inventario dei manoscritti medievali della Regione Toscana, avviato nel 1992 e dal 1998 affidato alla SISMEL, è giunto alla conclusione dopo aver catalogato quasi cinquemila manoscritti. In questo volume sono raccolti s sei contributi che, pur nella loro totale differenza, trovano la loro comune ragione in questo momento specifico di catalogazione generale: occasione per scoprire l'ignorato ma non insignificante manoscritto di una raccolta privata (Alessandro Boccia, Una raccolta di poesia volgare del secondo Quattrocento dall'Archivio Simonetta); per seguire provenienze specifiche con nuova completezza rispetto agli studi precedenti (Rossella De Pierro, Lo scriptorium di San Bernardino nel Convento dell'Osservanza a Siena; Patrizia Stoppacci, Libri e copisti nel convento di Santa Margherita di Cortona); per restituire la ricchezza di un territorio indagato chiesa per chiesa (Francesca Mazzanti, Religiosità diffusa: manoscritti liturgici tra Bagno a Ripoli e Pontassieve); per diffondere strumenti indispensabili per la catalogazione in corso ma utili anche per gli studiosi (Maria Luisa Tanganelli, Il 'Catalogo de' testi a penna di lingua italiana dei sec. XIII XIV e XV di Luigi de Angelis) o per offrire la descrizione di un manoscritto talmente importante per vetustà, per significato, per complessità da risultare più citato che studiato (Gabriella Pomaro, Materiali per il manoscritto Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 490).

EAN: 9788863155327
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#64561 Dantesca
credo di Dante". Il "Compendio della Comedìa" di Cecco degli Ugurgieri. Il "Capitolo" di Jacopo Alighieri. Vengono qui proposti un commento inedito ancora trecentesco ai primi sedici canti dell'Inferno, ricco di notazioni moraleggianti e allegorizzanti, e tre testi esplicativi e apologetici in rima che ruotano intorno alla figura e all'opera del poeta fiorentino: il cosiddetto "Credo di Dante", probabile opera di Antonio da Ferrara, il "Compendio della Comedìa" del senese Cecco degli Ugurgieri, e il "Capitolo" composto da uno dei figli dell'Alighieri, Jacopo. Firenze, FirenzeLibri Ed. - Ediz. Libreria Chiari 2004, cm.13x20, pp.84, brossura Collana Dantesca, 2.

EAN: 9788887774443
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