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Italia della nostra gente. Città murate.

Autore:
Curatore: Intr.di Giulio Andreotti. Testo di Geno Pampaloni.
Editore: Amilcare Pizzi per.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.25,5x31, pp.214, 172 ill.bn.e col.anche a p.pag. legatura ed.soprac.fig.a col.

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Testi di Paolo Fraiese. Roma, Ed.Casse Rurali e Artigiane 1989, cm.25,5x32, pp.252, 272 ill.e tavv.bn.e col. legatura ed.in tutta tela,soprac.fig.a col. Collana L'Italia della Nostra Gente.
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Bergamo, Grafica e Arte per Credito Commerciale 1990, cm.25x34, pp.169, 113 tavv.a col.nt.alcune a doppia pag. legatura ed.in tutta tela,soprac.fig.a col.
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Bergamo, Grafica e Arte 1982, cm.40x34, pp.44, 95 figg.a col. in una sez. a parte n.n. legatura ed.tutta tela, soprac.fig.col. Cofanetto.

EAN: 9788872010754
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#154329 Fotografia
Presentaz.di Calogero Mannino. Roma, E.C.R.A.Ediz. 1988, cm.25x31,5, pp.185, 179 tavv.bn.e col.anche a doppia pag. legatura ed.in tutta tela, sopracop.fig.a col.
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Introd.di Angel Rama e a cura di Franco Mogni. Firenze, Vallecchi 1973, completo in 2 voll. cm.14,5x23, pp.X-538,545, legature editoriali in tutta tela, sopracc.
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#59708 Ebraica
Traduz.di A.Shomroni. Torino, Einaudi Ed. 2000, cm.12x19,5, pp.376, brossura con cop.fig.a col. Collana Tascabili. Letteratura,687. Nell'estate del 999 il ricco mercante ebreo Ben-Atar salpa da Tangeri alla volta di Parigi, sperduta cittadina nel cuore di un'Europa selvaggia, in fermento per l'approssimarsi dell'Anno Mille. Scopo del viaggio è ritrovare il nipote Raphael Abulafia, suo socio in affari, che fino a un paio di anni prima aveva venduto con profitto la merce dello zio in Francia. La loro collaborazione è stata troncata in seguito alle critiche rivolte alla bigamia del mercante sefardita dalla moglie di Abulafia. Compagni di viaggio di Ben-Atar sono il socio ismaelita Abu-Lufti, le due mogli e un rabbino andaluso, che ha il compito di convincere la devota moglie di Abulafia della legittimità della situazione famigliare di Ben-Atar.

EAN: 9788806153991
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Firenze, Museo Salvatore Ferragamo, Palazzo Spini Feroni, 26 giugno-30 settembre 2004. Ediz. italiana e inglese. Firenze, Polistampa 2004, cm.29x24, pp.224, num.figg.bn.nt. brossura con copertina figurata. Il volume è il catalogo della mostra "Off scene. Wim e Donata Wenders" (Firenze, Museo Salvatore Ferragamo, Palazzo Spini Feroni, 26 giugno-30 settembre 2004). L'evento si propone di celebrare il punto d'incontro tra arte, cinema e moda. È la prima antologica sull'opera artistica di Wim Wenders. Con più di 300 immagini scattate da Wenders insieme alla moglie Donata, l'esposizione rappresenta un vero e proprio diario che ripercorre la fervida ed eclettica esperienza artistica del regista tedesco. Il catalogo contiene l'opera fotografica e i testi di Wim e Donata Wenders ed è corredato da una biografia/filmografia aggiornata.

EAN: 9788883047640
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Prefazione di Roberto Peverelli. Milano, Medusa 2019, cm.14x22, pp.138, brossura con sopraccoperta figurata a colori. Collana Le Porpore,117. Guardando Charlot muoversi nel mondo, e guardando il mondo attraverso lo sguardo di Charlot, scoppiamo a ridere, oggi come ieri, sorpresi forse dalla perfezione comica che questo cinema ancora oggi sa incarnare. Il riso, e lo stesso vale per il genere comico, è un oggetto osservato con una certa diffidenza all'interno della nostra storia culturale, spesso relegato ai margini della cultura autentica, se non apertamente biasimato e condannato. Platone, gli Stoici, i Padri della Chiesa sono unanimi nell'indicare nel riso, soprattutto se smodato, ma non solo, un comportamento che deve essere evitato da coloro che assolvono il compito di guidare e indirizzare, anche nello stile di vita, le comunità. E invece, ridere, scoppiare a ridere, morire dal ridere è un gesto che rinnova il nostro sguardo sulle cose, la nostra capacità di pensare il mondo e noi stessi. «Il riso è una sospensione, lascia in sospeso colui che ride. [...] Non afferma niente, non tranquillizza niente». A essere sospesa, seguendo l'indicazione di Bataille, è la nostra altrimenti immediata adesione alla macchina del mondo, alla sua apparenza di stabilità e fondamento, di solidità. Sospesa è la cieca confidenza nella stabilità, rassicurante e opprimente, dell'io. Le giravolte e le cadute di Charlot, le incongruenze che si spalancano di fronte al suo sguardo, lungo il suo buffo peregrinare nel mondo ci fanno ridere, forse, perché ci svelano che la trama del reale non è mai riducibile definitivamente alle concatenazioni di nessi logici e causali, di volta in volta differenti, in cui pensiamo di averla definitivamente intrappolata - così come l'io non è mai condannato a una definitiva, sterile, ossessiva ripetizione di sé. Morendo dal ridere, lasciamo morire ogni identità costrittiva, statica, dell'io e delle cose, e torniamo per un istante ad aprirci alla possibilità di pensare diversamente il mondo, di diventare altro da quello che siamo. L'epifania del fondo instabile delle cose e di noi stessi, la rivelazione dolorosa della fragilità, della infondatezza delle nostre aspettative e certezze, grazie al riso, può sottrarsi al rischio di tradursi in mero rancore e risentimento; si fa invece liberazione, apertura, premessa alla costruzione di pensare e agire inediti. (Roberto Peverelli)

EAN: 9788876984129
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