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I fogli della Sibilla. Retorica e medievalismo in Gerard Manley Hopkins.

Autore:
Editore: Casa Ed.D'Anna.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x22,5, pp.326, brossura sopracop.fig. Collana Biblioteca di Cultura Contemporanea.

EAN: 9788883211751
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Roma, Salerno Ed. 2013, cm.14,5x21, pp.300, brossura copertina figurata a colori. Collana Sestante,26. Nell'ultimo cinquantennio Joyce è stato oggetto di voghe critiche momentanee che hanno enfatizzato aspetti secondari o marginali dell'arte dello scrittore, a scapito di altri più sostanziali, perciò stesso deformando e decentrando la realtà della sua scrittura. "Joyce" di Franco Marucci vuole rappresentare un sano ed equilibrato "ritorno alla critica". Dopo avere reinserito Joyce nel suo contesto di origine - la tradizione del Rinascimento civile, politico e soprattutto culturale e letterario di fine Ottocento in Irlanda -nei capitoli centrali e finali Marucci ripercorre il tirocinio poetico e delle "epifanie" e affronta meticolosamente le quattro unità narrative del "corpus" joyciano (più una quinta, drammatica), sia come creazioni estetiche autonome sia come tappe di un'escalation poliglotta e polistilistica che culmina nel "banchetto dei linguaggi" di "Finnegans Wake". Tra i linguaggi partecipanti a questo "banchetto" uno dei primi commensali, dopo l'inglese, è l'italiano, perché quelle cinque opere germinarono, furono scritte o chiuse durante il determinante soggiorno decennale dell'autore a Trieste, dove la sua arte e la sua lingua letteraria si arricchirono e riorientarono. Marucci dedica perciò nuove e più approfondite ispezioni preliminari agli "scritti italiani", critici e giornalistici, e alle traduzioni e alle autotraduzioni joyciane, tra le quali primeggia quella di "Anna Livia Plurabelle" da "Finnegans Wake".

EAN: 9788884028266
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#92725 Arte Scultura
Palazzo Piccolomini, 23 giugno - 8 ottobre 2006. A cura di Giovanni Bulian e Giuseppe Giorgianni. Colle Valdelsa, Protagon Ed. 2006, cm.19x25, pp.112, num.figg.a col.nt. brossura copertina figurata a colori. Collana Pio II, la città e le arti. Donatello e il Vecchietta a Siena per la mostra dedicata a Enea Silvio Piccolomini.A Palazzo Squarcialupi un'esposizione con le opere commissionate da Pio II e realizzate dagli artisti dell'epoca.Nella seconda metà del Quattrocento si apre a Siena una nuova stagione artistica che vede nella figura di Pio II uno dei più appassionati promotori: si affermano concezioni urbanistiche e tipologie architettoniche innovative, si recupera l'interesse per la statuaria antica, si sperimentano nuove forme delle pale d'altare. In questa occasione si è voluto creare un evento che privilegia l'aspetto conservativo delle opere d'arte che vengono presentate in questa mostra per la prima volta, dopo un accurato restauro. Tra le opere restaurate, saranno oggetto dell'esposizione capolavori di Donatello che, già presente in città negli anni '20, inviò successivamente suoi lavori a Siena e vi soggiornò tra il 1457 e i primi anni Sessanta per assolvere incarichi di primo piano per la Cattedrale, come la marmorea Madonna del perdono, il bronzeo San Giovanni Battista e il Sepolcro terragno del vescovo Pecci. Figura centrale dell'esposizione quella del grande pittore, orafo e scultore Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, che per primo tradusse ed interpretò le dirompenti novità tecniche ed espressive di Donatello.E' presente nella mostra con la statua marmorea di San Pietro eseguita per la Loggia di Mercanzia (1458-59), il monumento pubblico di grande interesse al centro della città, sulla cui facciata furono poste cinque sculture a tutto tondo, le prime che manifestano la "rinascita" della statuaria all'antica. Alla fase più matura dell'attività di questo artista appartiene il gigantesco Ciborio dell'altare maggiore del Duomo di Siena (1467-1472), capolavoro stupefacente di architettura, scultura e oreficeria che è stato smontato e restaurato e che, grazie alla mostra, sarà possibile osservare da vicino. Di Antonio Federighi, artista prediletto da Pio II e prescelto per importanti commissioni architettoniche e scultoree (la Loggia del Papa, il monumento funebre dei genitori in S.Francesco), si potranno vedere opere quali il marmoreo San Vittore della Loggia di Mercanzia e i clipei a conchiglia con le effigi di Silvio Piccolomini e Vittoria Forteguerri provenienti dalla chiesa di San Francesco, sculture che rivelano la forte impronta anticheggiante e il "classicismo" pieno di pathos, quasi alternativo alla scultura d'impronta donatelliana.

EAN: 9788880241638
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Année 1957 (nn.1-24, 1er Janvier- 15 Décembre 1857). . A Paris, Rue de Grenelle-Saint-Germain, n°39 1857, cm.16x24, pp.672, alcune incisioni nt., rilegatura coeva in tutta tela, titoli e filetti in oro al dorso. (consueti segni d'uso alla rilegatura.)
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