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Papillon. Con il saggio "Paillon e la letteratura orale" di Jean-François Revel.

Autore:
Curatore: Prefazione di Jean-Pierre Castelnau. Traduzione di Danilo Montaldi.
Editore: Arnoldo Mondadori Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x21,5, pp.645, legatura editoriale sopraccoperta figurata a colori. Collana Omnibus.

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Récit présenté par Jean Pierre Castelnau. Milano, Robbert Laffont 1970, cm.14,5x21,5, pp.516, brochè. Collection Vecu.
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Note: Segni d'uso al dorso.
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Introduz. di Gavin Ewart. London, Only Poetry Publications 1992, cm.14x22, pp.28, brossura, Prima edizione.
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#337377 Angolo Antico
Venezia, Appresso Alessandro Vecchi 1609, in 12, cm.7x13,5, sesterni A-G, segnatura H mancante delle due carte bianche in fine, carte 94 totali. Legatura posteriore in marocchino rosso, dorso a 5 nervi, titolo in oro, dentelle interne, sguardie in carta marmorizzata, cerniere un po’ logore, nel complesso buona copia. Edizione originale assai rara, presente, secondo le nostre ricerche, solo 8 volte nelle biblioteche mondiali, in Italia solo alla Braidense. Più comune la seconda ed ultima edizione antica, stampata nel 1627. Opera prima e capolavoro del teatro comico italiano, la commedia “ridicolosa” Li diversi linguaggi utilizza ben 10 dialetti, il veneziano, il bergamasco, il romanesco, il siciliano, il bolognese, il napoletano, il perugino, l'italo-francese etc., utilizzati in maniera approssimativa ma funzionale, perché la loro finalità è il gioco linguistico, determinato a destrutturare la credibilità dell’asserzione dei personaggi e con essa la trama stessa, che difatti si ingolfa e crolla su se stessa, vera e propria asserzione della incomunicabilità umana. Verucci dunque propone col suo concetto di “ridiculoso” una profonda riflessione sul linguaggio, incapace di certificare l’esattezza della pulsione emotiva degli attanti che vedono pertanto vanificato ogni loro sforzo di costruire una realizzazione concreta, nel flusso degli esperiti avvenimenti, per gli obbiettivi sottesi alla loro pulsione emotiva ed alla loro sensibilità caratteriale. Infatti l’espressione linguistica dei personaggi è sempre affidata ad una forma incerta, sempre imprecisa, come se cercassero una comune comunicatività, vanificata dal loro sempre involontario approdo ad una finzione linguistica. Tale effetto di incertezza viene esaltato dalle peculiarità espressive, e. g., del pedante, che mescola con invariabili insicurezze, italiano aulico, latino e siciliano. Inoltre una mescidazione plurilinguistica caratterizza tutti i personaggi (cosa senza precedenti nella storia del teatro), a testimoniare la loro insicurezza espressiva. Per questo motivo Li diversi linguaggi anticipa, con insuperata grandiosità di concezione, la più celebre Illusion comique di Corneille, e si pone come l’inizio del teatro dell’assurdo, sulla scia di un altro classico senza tempo, l’Amphitruo plautino.
Usato, molto buono
Note: Lievemente rifilato in alto ma senza perdite, qualche rara lievissima macchiolina, strappettini alle ultimissime carte senza alcun danno allo specchio di stampa.
EUR 2,700.00
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