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Due.

Autore:
Curatore: Traduzione di Laura Frausin Guarino.
Editore: Adelphi.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x22, pp.237, brossura con bandelle e copertina figurata. Collana Biblioteca,555.

Abstract: «Chi meglio della signora Némirovsky, e con un’arma più affilata, ha saputo scrutare l’anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?» scrisse, all’uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando «il lato sordido della vita», soffocando quella «parte d’ombra» che ciascuno si porta dentro. Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda che ne costituirà il filo conduttore: «Come avveniva, nell’unione coniugale, il passaggio dall’amore all’amicizia? Quando si cessava di tormentarsi l’un l’altro per volersi finalmente bene?». Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta sicurezza dell’amore coniugale. A volte, certo, alcuni di loro rimpiangeranno «l’ebbrezza triste e folle dell’amore», e a quasi tutti accadrà di inoltrarsi, almeno per un po’, nelle vie perigliose dell’adulterio; ma il tempo riserverà loro una sorprendente rivelazione: che quell’«essere due» che del matrimonio costituisce l’essenza e «il flusso discontinuo, lento e possente dell’amore coniugale» conferiscono alla coppia una sorta di invincibilità.

EAN: 9788845924729
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Traduz.di Graziella Cillario. Milano, Adelphi Ed. 2007, cm.10,5x18, pp.99, brossura con bandelle. Collana Piccola Bibblioteca,562. È lei, Tat'jana Ivanovna, la vecchia nutrice, a preparare i bagagli di Jurij e di Kirill, i ragazzi che partono per la guerra; ed è lei a tracciare il segno della croce sopra la slitta che li porterà via nella notte gelata. Sarà ancora lei a rimanere di guardia alla grande tenuta dei Karin allorché la famiglia dovrà, come tanti, rifugiarsi a Odessa e ad accogliere Jurij quando tornerà, sfinito, braccato. Né si perderà d'animo, la vecchia nutrice, quando dovrà camminare tre mesi per raggiungere i padroni e consegnare loro i diamanti che ha cucito a uno a uno nell'orlo della gonna. Grazie a quelli potranno pagarsi il viaggio fino a Marsiglia, e proseguire poi per Parigi. Nel piccolo appartamento buio che hanno preso in affitto Tat'jana vede i Karin girare in tondo, dalla mattina alla sera, come fanno le mosche in autunno. Lei, che è stata testimone del loro splendore, che li ha visti crescere, che li ha curati e amati per due generazioni con fedeltà inesausta, li vedrà adesso vendere le posate, i pizzi, perfino le icone che hanno portato con sé. Sembra che nessuno di loro voglia ricordare ciò che è stato; solo lei, Tat'jana Ivanovna, ricorda: così una notte, quella della vigilia di Natale, mentre tutti sono fuori a festeggiare, si avvia da sola, avvolta nel suo scialle, verso la Senna.

EAN: 9788845922077
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A cura di Denise Epstein e Olivier Rubinstein. Postfazione di Myriam Anissimov. Traduzione di Laura Frausin Guarino. Milano, Adelphi Ed. 2011, cm.14x22, pp.415, brossura con con sopraccoperta figurata. Collana Biblioteca Adelphi,482. Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.

EAN: 9788845920165
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Note: copetina scolorita.
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Traduzione di Laura Frausin Guarino. Milano, Adelphi Ed. 2011, cm.14x22, pp.245, brossura con con sopraccoperta figurata. Collana Biblioteca,569. Una volta bevuto, “Il vino della solitudine” ha un sapore diverso per ogni persona. Ma chiunque sarebbe in grado di riconoscerlo, tra i molti vini possibili. Il romanzo di Irène Némirovsky, questo vino cerca di farcelo assaggiare direttamente dal suo bicchiere, facendoci ubriacare con il suo linguaggio perfetto e profondo come un buco nero, emozionante come una storia che non dimenticheremo perché abbiamo vissuto, in altri modi e altre epoche, anche noi. Crudele come la fuga e dolce come l’amore. In questo libro, la protagonista Hélène è una bambina che assomiglia tantissimo alla stessa Irène Némirovsky. Questa bambina è figlia di un’agiata famiglia borghese , che dovrebbe avere quasi tutto ciò che serve per essere felici, e forse ce l’ha, ma non lo trova. L’amore di una madre attenta è una delle cose che mancano. L’amore di una madre distratta, c’è, ma è una forma d’amore che non va bene alla protagonista, che pretende di più di una madre che a pranzo sfoglia riviste parigine di moda, e le parla solo per riprenderla per come è seduta, gobba, sconveniente e poco composta. Ché si deve vestire bene e apparire bene sempre. Con una madre così bella, non si può farle fare brutta figura comportandosi male, né farle perdere tempo con stupide e inutili sciocchezze da bambina. Ci sono cose più importanti da imparare persino nelle riviste di moda francesi, appunto. Piuttosto, il giovane amante è un’ottima e piacevole perdita di tempo per una madre così bella e frivola. Sicuramente più divertente di una figlia noiosa e pesante, difficile da amare e che non sta al gioco. Per fortuna la governante è l’esatto opposto della madre, ed è l’unico appiglio di Hélène nell’aridità d’amore in cui vive, in cui le emozioni e le attenzioni materne, non solo non sono più contemplate, ma perdono di qualsiasi attrattiva anche per la figlia stessa. Costretta dalle buone maniere e dal buon costume a baciarne le guance, trattenendo a stento la potente voglia di morsicarle, graffiarle, farle sanguinare, come punizione da farle scontare per non saperla amare, per trattarla male, e per farla stare sempre peggio. Sempre più sola. Ma “Il Vino Della Solitudine”, di una sempre eccezionale scrittrice come Irène Némirovsky, ci racconta che da grandi, la solitudine può essere una salvezza reale e pratica, per distanziarsi dagli atteggiamenti materni che si sono sempre odiati e che sembra prendano piede inconsciamente con il passare degli anni, anche in Hélène. Figlia come tutte.

EAN: 9788845925665
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Traduz.di Alessandra Berello. Con una nota di Oliver Philipponnat e Patrick Lienhardt. Milano, Adelphi Ed. 2010, cm.10,5x18, pp.155, brossura con bandelle. Collana Piccola Bibblioteca,576.

EAN: 9788845923128
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