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#13548 Arte Saggi

The life of Benvenuto Cellini.

Autore:
Editore: MacMillan and Co.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x21, pp.LIV-464, with mezzotint portrait and sixteen re legatura ed.in tutta tela,piatto ant.fig.in oro. V ediz.

CondizioniDa collezione, accettabile
Note: Ex Libris.1/4 con la foto di Cellini slegato, rottura alla cerniera della cop.
EUR 27.00
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#313702 Biografie
Based on Studies in the Archives of the Buonarroti Family at Florence. University of Pennsylvania Press 2002, 2 voll. cm.14,5x22,5, pp.470,448, The artistic genius of Michelangelo (1475-1564) is beyond question. One the most important figures in the history of art, his monumental paintings in the Sistine Chapel, his sculpture David in Florence, and his Pietà at St. Peter's Basilica in Rome are among the greatest human achievements of all time and remain the most visited and admired works of art in the world. Michelangelo's life has been the subject of many biographies over the centuries, but it was not until the appearance of John Addington Symonds's The Life of Michelangelo Buonarroti, in 1893, that a biographer had complete access to the artist's family archives. The Buonarroti archives were to be available to the public with the passing of the last family member, but even when that event occurred, in 1858, material from the archives remained closely guarded and only fragments emerged through the hands of family friends. The Italian government, predisposed to Symonds for his impeccable scholarship of Renaissance art, gave Symonds full access to the Buonarroti archives in the 1880s, the first independent scholar so honored. With the ability to consult the massive amount of material in the archives, Symonds produced the first documented, and considered by many still to be the best, biography of Michelangelo. Symonds's expertise as a historian and critic gives added depth to this biography, and it is here that the public first learned that translations of Michelangelo's poetry had been altered to opaque the artist's sexuality. Yet this great work, the last of Symonds's life, has largely been forgotten by students of Michelangelo. In this new edition, the first in more than fifty years, preeminent art historian Creighton E. Gilbert reintroduces Symonds's masterful study of Michelangelo to a new audience through a discussion of the historical context in which the biography appeared, a biographical sketch of Symonds, an openly gay man who worked rigorously to evaluate and promote the contributions of gay artists and scholars to mainstream life, and concludes with an appreciation of The Life of Michelangelo Buonarroti, for its scholarly and literary merits, as an account of the most brilliant painter and sculptor of the Italian Renaissance.

EAN: 9780812217612
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#127165 Arte Saggi
A cura di Stefano Gasparri e Paolo Cammarosano. Udine, Casamassima Ed. 1990, cm.25x32, pp.403, num.tavv.a col.nt. legatura ed.in tutta tela,soprac.fig.a col. Il volume Langobardia, nonostante la veste grafica monumentale, è fonte di sorpresa, sollievo e grande interesse. Sorpresa per l’impostazione del volume, anzitutto. Pur seguendo una struttura canonica, secondo lo schema inaugurato dal convegno di Roma del 1974 (i Longobardi nel bacino dell’Elba, in Pannonia, in Italia), la “questione” longobarda finalmente non è più analizzata nella prospettiva dei suoi riflessi politici e culturali da un punto di vista “patriottico”, considerando cioè soltanto gli effetti della migrazione sulla società in Italia. Obiettivo del volume è invece di esaminare il processo attraverso il quale si venne aformare l’identità culturale del popolo longobardo: sulla base del presupposto che “la conquista di Alboino rappresentò certo una cesura nella storia d’Italia - con la rottura dell’unità territoriale, l’insediamento di una dominazione politica antagonistica verso l’autorità imperiale di Bisanzio, il rivolgimento del sistema giuridico, amministrativo e fiscale - ma rappresentò anzitutto una cesura nella storia dei Longobardi” (dal “Cenno Introduttivo” di Paolo Cammarosano). Per la prima volta i Longobardi ricevono la dignità di soggetti della storia in quanto popolo con caratteristiche specifiche e mutabili nel tempo, e non come semplice fattore di disordine in un sistema precostituito. All’originalità dei presupposti fa riscontro la nuova rilevanza attribuita ai materiali archeologici, a cui viene concessa la dignità di autentica fonte di informazione. La netta scissione tra le competenze degli storici e quelle degli archeologi trova in questo volume un coraggioso tentativo di superamento. I reperti funerari - di cui si presenta una ricchissima campionatura e una esauriente bibliografia anche per le fasi preitaliane - sono esaminati nella loro distribuzione geografica e nella loro caratterizzazione morfologica come strumenti per risolvere problemi storiografici. Gli autori dei singoli saggi sono infatti altomedievalisti che, con grande sollievo per tutti, non hanno alle spalle un condizionante approccio classificatorio degli oggetti, con le conseguenti immaginarie ricostruzioni sociali. Gli insediamenti nel bacino dell’Elba e in Pannonia, che in genere compaiono come breve introduzione alla fase preitaliana, sono esaminati come periodi fondamentali nella costituzione dell’identità dei Longobardi. I periodi in cui maturò la strutturazione sociale dell’exercitus e si formò l’identità della figura regia, in rapporto ai contatti sia con gli altri popoli sia con le popolazioni di tradizione latina. La migrazione, usualmente interpretata come esodo di massa, viene qui scandita minuziosamente come processo di lunga durata che portò innanzitutto al confronto interno di gruppi di Longobardi stanziati in sedi diverse. Le necropoli non sono più lo specchio fedele di presunte strutturazioni sociali, ipotizzate attraverso le percentuali delle tombe con sax, spade, archi e frecce a cui siamo abituati, ma tappe di un viaggio condotto sulla scorta dell’Origo gens Longobardorum, che segue di passo in passo le modificazioni culturali che segnarono la lenta trasformazione dalla gens dei Winnili al popolo dei Longobardi. Jorg Jarnut e Manfred Menke, sulla scorta della fonte letteraria opportunamente analizzata e confrontata, permettono al lettore di considerare i Longobardi in Italia non più come i violenti invasori di ingenua e primordiale rozzezza, ma come popolo con una propria complessa tradizione che si confrontò con la cultura latina in modo non caotico, né passivo, né casuale, che strutturarono il loro rapporto con i latini secondo modalità già ampiamente sperimentate nei loro precedenti stanziamenti. Anche i contributi di Paolo Delogu, Lidia Capo e Stefano Gasparri, dedicati a delineare il ventaglio dei problemi del periodo longobardo in Italia, sono strutturati come revisioni integrali del materiale archeologico e documentario, sulla scorta di un’interpretazione dell’Historia Longobardorum come fonte stratificata in cui alla narrazione dei fatti si sovrappongono elementi tradizionali ed anacronistici. Sono così riesaminati alcuni nodi fondamentali della tradizione storiografica: la condizione di subalternità dei “vinti” e quindi la sorte dei possessori romani nel rinnovato contesto politico, il ruolo delle città nell’evoluzione del regno longobardo, il rapporto con la cultura classica e l’impero bizantino.

EAN: 9788890279621
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Note: lieve strappo alla sopracoperta.
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#157111 Arte Saggi
Ausstellung des Wallraf-Richartz-Museums in der Kunsthalle Köln 13. Januar bis 15. April1968. Koln, Rudolf Müller 1968, cm.26x20,5, pp.233, alcune centinaia di figg.bn.nt. brossura con bandelle, testo in tedesco.
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EUR 19.00
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