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Cisanello e le sue Tre Cappelle. Con disegni e piante.

Autore:
Curatore: Presentazione di Luigina Carratori Scolaro.
Editore: Ediz.ETS.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17x24, pp.176, brossura con cop.fig.

Abstract: Alla metà del secolo XX Cisanello era un centro prevalentemente agricolo, mentre adesso è uno dei sobborghi più popolosi di Pisa ancora in pieno sviluppo. Tra gli insediamenti di maggiore rilevanza si ricordano lo stabilimento ospedaliero, un centro commerciale e catene di negozi e supermercati. Nel presente libro si ripercorre la storia e l'evoluzione del sobborgo, a partire dalla più antica attestazione di Cisanello del secolo XI. Si presta un'attenzione particolare all'analisi del territorio e ai suoi mutamenti nel corso del tempo e si studiano le "Tre Cappelle" di San Biagio, San Giusto e San Pietro, come erano comunemente chiamate le sue tre chiese, testimoniate in documenti sin dal secolo XII. Di queste chiese ne sopravvivono ancora due: San Biagio e San Pietro, e si identifica nel libro il sito in cui sorgeva la chiesa di San Giusto documentando il legame tra quanto resta di questa e l'ospedale di Cisanello.

EAN: 9788846717191
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Presentazione di Roberto Bizzocchi. Pisa, Ediz.ETS 2003, cm.17x24, pp.134, brossura con cop.fig. Nel libro sono ricostruiti oltre cinque secoli di storia di una delle più importanti famiglie pisane dell'era moderna, quella dei Dal Borgo, che, «aromatari» di professione, dopo alterne fortune legate alle vicende delle due guerre con Firenze, si trasferirono dal borgo di S. Marco in città dove, nella prima metà del secolo XVI, riuscirono a mettersi in affari con mercanti fiorentini. Nella stessa epoca iniziò l’ascesa politica, finanziaria e sociale della famiglia che intanto, assunto il cognome Dal Borgo, accedeva alle cariche pubbliche cittadine. Nel secolo successivo i Dal Borgo, con la fondazione di due commende di padronato nell’Ordine di Santo Stefano, avviarono il loro processo di nobilitazione, che culminò a metà Settecento nel riconoscimento del patriziato pisano e volterrano. La storia dei Dal Borgo è emblematica e rappresenta bene anche quella di altre famiglie del ceto dirigente pisano, che fra età moderna e contemporanea seppero rapidamente adeguarsi al cambiamento dei tempi e della mentalità.

EAN: 9788846707963
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A cura di Andrea Mannocci. Pisa, Ediz.ETS 2008, cm.22x22, pp.92, num.figg.a col.nt. brossura con cop.fig.a col. Collana Architetture Biblioteca,3. A conclusione di questo anno 2008, caratterizzato da una intensa attività culturale nel territorio pisano: la seconda edizione di Level 4 architecture con la nascita di Rizoma, la biennale dei giovani architetti italiani; lo svolgimento dei convegni con la partecipazione di star internazionali dell’architettura e gli incontri negli studi degli architetti pisani illustrati in questo volume, possiamo riflettere su quanto abbiamo “raccolto” in termini culturali, cercando di capire, se possibile, quali sono le tematiche sulle quali si articola il linguaggio attuale dell’architettura e in quale rapporto stanno con quelle che animano la parte più avanzata e sensibile della società. Possiamo anche verificare come il fermento che sembra agitare le generazioni degli architetti della nostra provincia, abbia una reale corrispondenza a livello internazionale, o possa espandersi nel territorio, come indica il titolo di questa pubblicazione, suggerito da Andrea Mannocci: expanded field pisa. Crediamo infatti che quanto abbiamo visto ed ascoltato, pur non essendo una sintesi perfetta di tutti gli ambiti di operatività degli architetti, rappresenta comunque uno spaccato significativo sulla realtà della professione, che ci permette di azzardare alcune ipotesi sul nostro prossimo futuro. La sensazione, per la città di Pisa, è quella di un grande dinamismo, in proiezione presente e futura, grazie a una coscienza architettonica sempre crescente, soprattutto nelle amministrazioni, in un contesto culturale attento ai cambiamenti e alle innovazioni. L’evoluzione del linguaggio architettonico medio, seppur con le dovute differenziazioni, testimonia la capillarità di un messaggio estetico che è frutto di contaminazioni, condizionamenti, influenze che arrivano da altri settori del fare, che le comunicazioni e l’informazione globale attraverso internet e i media, ha reso immediate, adeguate in tempo reale. L’arte ed il cinema in primo luogo sono le pratiche che ci coinvolgono di più, ma anche la moda e la musica hanno una propria forte influenza. Non entriamo qui nello specifico, ma possiamo dire che i risultati sono straordinariamente diversi in termini informali, come è possibile verificare sfogliando le pagine di questo volume. Quello che invece accomuna tutti i progettisti sembra essere una strenua battaglia contro le storture del nostro “sistema edilizio”, battaglia che utilizza l’arma della qualità delle opere, ottenuta attraverso la pratica del rigore dei comportamenti e delle idee. C’è la volontà di affermazione dei principi e valori dell’identità architettonica attraverso la reinterpretazione del rapporto tra architettura e luogo. Si cerca un dialogo diretto con il paesaggio circostante che spesso non dipende dalla forma, ma deve avere anzitutto un approccio soft e con valenze ecologiche, interessare la sfera delle attività umane e delle idee, definire uno stile di vita ed escludere l’ambito delle macchine. È, come già detto un linguaggio globalizzato, prodotto da studi a generazione transnazionale, alimentato dalle tensioni e preoccupazioni sulle sorti del nostro mondo aggredito dall’inquinamento, ma che non trova ancora un sufficiente audio nel resto della nostra società. Urge in Italia una diffusione dei valori della qualità del progetto come finora abbiamo inteso. La diffusa cultura del progetto è uno dei segni distintivi delle grandi capitali europee e delle aree metropolitane più avanzate: il design per i Paesi nordici non è solo materia per l’industria è un approccio alla vita quotidiana, l’attenzione di progettisti e amministratori spagnoli per gli spazi pubblici non si è fermata ai viali della Ciudad Olimpica di Barcellona, la vitalità dei vecchi quartieri industriali inglesi, tedeschi e olandesi nasce da una spinta sociale di base e diventa economia diffusa. Una diffusa cultura del progetto non è solo l’antidoto ad una banalizzazione dell’architettura ed alla omologazione dei segni, è anche il presupposto per una comune consapevolezza della complessità delle trasformazioni, della innegabile valenza economica dei processi innescati dalla cultura contemporanea, della presa d’atto che gli interessi particolari devono cedere il passo rispetto a bisogni collettivi e della responsabilità che ogni città ha nei confronti di territori più vasti e del mondo intero: expanded field pisa.

EAN: 9788846722935
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