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#176510 Filosofia

Quel che resta. L'importanza della memoria.

Autore:
Curatore: Traduz.di L.Cortese.
Editore: Marco Tropea Ed.
Data di pubbl.:
Collana: Coll.L'Atelier delle Idee.
Dettagli: cm.13,5x19, pp.125, brossura cop.fig.a col.con bandelle. Coll.L'Atelier delle Idee.

Abstract: Pierre Sansot - autore, fra l'altro, di "Sul buon uso della lentezza" - se ne è andato lasciando un'opera postuma dedicata al tema di "quel che resta". Se l'eliminazione di ciò che viene ritenuto inutile, il culto forsennato del nuovo sembrano essere le parole d'ordine del mondo di oggi, Sansot invita a riconoscere con più serenità la presenza di tutto il resto, di tutto ciò che è altro da noi. Una presenza talvolta rivelatrice di assenza, un pieno che allude a un vuoto, una decisione che si fa all'improvviso esitazione. In questo libro si parla di briciole, rifiuti, avanzi, scarti, ma anche di reliquie, ricordi e rimorsi, di imponderabili tracce e devastanti macerie. Restare vuol dire anche insistere e resistere, difendere nella memoria di chi sopravvive il ricordo di un'esistenza, salvaguardare la propria umanità opponendo al resto spregevole della morte il potere di un sorriso, confidando che, qui e ora, "la nostra società e la nostra terra sono più belle che mai". Questo volume è un'opera incompiuta: il tempo e la malattia hanno impedito a Sansot di effettuare un'ultima revisione. Ma paradossalmente è proprio questa incompiutezza a rendere la prosa lieve e meticolosa.

EAN: 9788855800020
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Milano, Edizioni Medusa 2014, cm.21x40,5, pp.224, brossura sopraccoperta. Collana Le Porpore, 78. Alle origini del termine "osceno", gli antichi romani mettevano la pratica divinatoria degli aruspici: vivisezionare la carne consente di formulare profezie sui destini della città. Ma è compito sacerdotale al quale l'occhio profano non deve mescolarsi. Il romanzo - genere impuro - pone a se stesso sempre questa domanda: "Che cosa è davvero osceno, dunque irrappresentabile?". Al centro di questo libro campeggiano tre grandi scrittori del Novecento italiano: il "laico" Alberto Moravia, il "socialista" Ottiero Ottieri, il "cattolico" Giovanni Testori. Come dire tre funzioni del romanzo nell'epoca della sua morte e della sua paradossale resurrezione: Moravia, l'ufficialità rifiutata in quanto occhio del vero; Ottieri, la marginalità autocoatta, in quanto refrattaria alla finzione; Testori, la devianza "sacra", in quanto intrasmissibile per il suo stesso eccesso. Che cosa cercano, parlando all'infinito dei propri solitari fantasmi? Ma a essere pornografica (per visione diretta, per cecità prediletta, per autocondanna allo strazio) è soprattutto la vita.

EAN: 9788876982941
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