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L'istruzione spiegata ai professori. Elogio dei saperi massificati nella scuola e nell'università.

Autore:
Editore: Ediz.ETS.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14x21, pp.145, brossura cop.fig.a col.

Abstract: C'era una volta la riforma (la Riforma?) della scuola - e insieme dell'università. In Italia, studenti, insegnanti e genitori, buona parte dell'opinione pubblica credevano che quel sistema formativo vecchio ormai di troppi anni andasse cambiato. Persino rivoluzionato, si diceva. C'era una volta, e oggi non c'è più. La società italiana, a partire dai suoi intellettuali, non sa più che cosa chiedere al mondo dell'educazione. Non lo capisce, ha perso il senso dei valori in gioco. Regresso e progresso, privilegi e democrazia, controriforme e riforme vere finiscono tutti nello stesso mazzo.Il libro di Paolo Giovannetti si chiede come sia stato possibile tutto ciò. Per quale ragione una serie di eventi, auspicabili e sintonizzati con le grandi tendenze mondiali, sono stati accolti in modo così ostile? Perché oggi una scuola sempre più classista e neo-liberista non indigna coloro che pochi anni fa si scagliarono contro la sua - reale - democratizzazione?Forse, per dare una risposta a queste domande bisogna anche chiedersi che cosa sia diventata la cultura oggi: quali le forme della sua crisi, quali le legittimazioni che ha perduto; e quali le rovine che ci ha lasciato in eredità. Rovine da cui, peraltro, è necessario ripartire: magari con la consapevolezza che una vera ricostruzione è ormai impossibile.

EAN: 9788846714733
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Venezia, Marsilio Ed. 1999, cm.15,5x21,5, pp.284, brossura, cop.fig. [stato di nuovo]. Collana Saggi, Critica.

EAN: 9788831771818
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Roma, Ediz.di Storia e Letteratura 1965, cm.14x22, pp.275, brossura intonso. Collana Biblioteca di Studi Americani,11.

EAN: 9788884985408
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#119983 Storia Medioevo
Firenze, Polistampa 2009, cm.17x24, pp.400, brossura copertina figurata. Biblioteca «Miscellanea Storica della Valdelsa», 23. Quando il 12 novembre 1445, con una bolla di papa Eugenio IV, si stabilì l’unione del monastero di San Michele Arcangelo di Marturi (Poggibonsi) con il monastero femminile di Santa Brigida (o del Paradiso) fuori le porte di Firenze, cominciava a concludersi la storia plurisecolare dell’abbazia valdelsana fondata alla fine del X secolo dal marchese Ugo di Toscana. Sembra che l’edificio della Badia abbia conservato la sua funzione di fortilizio fino alla fine del XV secolo quando, nel settembre del 1479, servì come ultima difesa ai soldati fiorentini attaccati da Alfonso di Aragona, alleato di papa Sisto IV nella guerra che lo opponeva a Firenze. Nonostante le preghiere che il Comune di Poggibonsi rivolse alla città di Firenze, durante il governo di Piero de’ Medici, perché provvedesse allo stato pietoso della Badia, aggravatosi ulteriormente dopo i bombardamenti delle truppe napoletane, non venne effettuato alcun miglioramento e la costruzione venne gradualmente ridotta a uso agricolo. L’ordine brigidiano fu sciolto il 15 maggio 1734 da Clemente XII che contemporaneamente sancì l’erezione in Firenze di un Conservatorio dei Poveri intitolato a San Giovanni Battista, in cui fece confluire le rendite di diversi luoghi pii, comprese quelle delle monache del Paradiso; fu così che pervennero al nuovo ente i beni e gli archivi dell’abbazia di San Michele. All’inizio del XIX secolo il complesso abbaziale fu venduto dall’ospedale di Bonifacio a un poggibonsese, Clemente Casini, che attraverso la costruzione di capanne, granai, cantine e frantoi lo trasformò definitivamente in struttura agricola. Nel 1886 quanto era rimasto passò nelle mani di Marcello Galli-Dunn che costruì sulle fondamenta dell’antica Badia un castello neo-gotico, ancora oggi esistente. L’istituzione del fondo Diplomatico nel 1778 comportò anche per l’Archivio di Marturi lo smembramento del contesto originario; così mentre la documentazione cartacea della Badia di Marturi insieme a quella del monastero di Santa Brigida e dell’ospedale di Bonifacio confluì nel 1785 nell’Archivio dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, i documenti in pergamena entrarono a far parte del Diplomatico con la denominazione ‘Bonifacio’. I 103 documenti pubblicati in questo volume rappresentano, per il periodo 971-1199, la quasi totalità del fondo, costituito in tutto da 1.296 pergamene. Sono stati esclusi un diploma imperiale di Ottone III concernente l’abbazia di Nonantola e i suoi possedimenti toscani e un instrumentum venditionis riguardante beni situati nel Mugello e nella Val di Sieve, territori in cui l’abbazia di Marturi non aveva interesse. Si sono invece presi i munimina e tutti quei documenti che, benché non evidentemente connessi con Marturi, si riferiscono a zone o a persone con cui il monastero aveva interessi e legami.

EAN: 9788859605225
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