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Sonata in... quattro tempi! a) Allegro... non troppo; b) Scherzo; c) Largo - Tema con variazioni; d) Finale. (Memoriale).

Autore:
Editore: Stabilimento Tipografico "Littorio".
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.12x18,5, pp.145, rilegatura coeva in mz.tela con angoli ai piatti stondati, dorso muto. (lacune del rivestimento dei piatti ai labbri inf. e tracce di umidità in cop.)

CondizioniDa collezione, buono
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Milano, Mondadori 2006, cm.15x23, pp.143, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori. Collana Le Scie. A Budapest il 23 ottobre del 1956 studenti e operai scendono in piazza reclamando riforme che garantiscano la completa destalinizzazione del paese. Le autorità sovietiche designano un nuovo primo ministro, Imre Nagy, e un nuovo ministro degli esteri, Janos Kadar, nel tentativo di calmare gli animi di quelli che definiscono "hooligans". Viene poi liberato il cardinale Mindszenty, la più autorevole voce antisovietica, ma il 31 la situazione precipita. Nagy annuncia il ritiro dell'Ungheria dal Patto di Varsavia, Kadar prende le parti dei sovietici che il 4 novembre intervengono con estrema brutalità per reprimere le manifestazioni. Centinaia di carri armati invadono le vie di Budapest, i morti sono più di 10.000, i feriti, i deportati e i dispersi sono forse altrettanti e più di 200.000 riparano in Occidente. Bettiza rievoca quegli eventi e ne ricostruisce i drammatici effetti sui partiti di sinistra occidentali, mentre si sofferma a descrivere i due maggiori protagonisti della tragedia: Nagy che non cedette ai ricatti dei sovietici, e Kadar che tradì il proprio popolo consegnandolo agli aggressori di Mosca.

EAN: 9788804558682
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Milano, Longanesi 2011, cm.14,5x21,5, pp.508, legatura editoriale cartonata sopracoperta figurata a colori. Collana Il Cammeo, 534. Nei primi anni Trenta, dopo il crollo di Wall Street del 1929 e la grave crisi economica che ne seguì, centinaia di americani, spinti più da necessità materiali che da motivazioni ideologiche, partirono per l'Unione Sovietica attratti dalle lusinghe di un regime che prometteva lavoro e felicità per tutti. Portavano con sé il baseball e il jazz. Dopo un inizio che lasciava presagire un buon inserimento nella realtà, umana e industriale, della nuova patria, poco alla volta si resero conto che quello non era il decantato paradiso dei lavoratori. Dapprima fu loro confiscato il passaporto e dovettero assumere la cittadinanza sovietica, cosa che rendeva assai difficile il loro ritorno a casa. Poi, quando il Terrore staliniano strinse nella sua morsa milioni di persone, furono i primi a cadere, privi di qualsiasi aiuto da parte dell'ambasciata americana appena aperta e restia a proteggere chi aveva lasciato gli Stati Uniti. Seguendo le alterne vicissitudini di due giocatori di baseball (e di molti altri americani) deportati nei gulag della Kolyma e di Burepolom, il libro racconta una storia di illusioni perdute che dalle purghe staliniane giunge fino ai nostri giorni. I due protagonisti, insieme a qualche altro sopravvissuto, dopo quasi mezzo secolo riuscirono a tornare. Ai più la loro straordinaria vicenda umana parve quasi una bizzarra curiosità riemersa come per incanto dal passato: come un'anomalia della Storia.

EAN: 9788830426627
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