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#192793 Filosofia

Per una filosofia della libertà e del conflitto. Saggi sulla politica, l'estetica e la metafisica.

Autore:
Curatore: Traduz.e cura di Annamaria Lossi.
Editore: Edizioni ETS.
Data di pubbl.:
Collana: Coll.Filosofia. Nuova Serie,94.
Dettagli: cm.14x22, pp.178, brossura, cop.fig.con bandelle. Coll.Filosofia. Nuova Serie,94.

Abstract: In che modo si dà la relazione tra libertà e conflitto? Come si manifesta la loro coappartenenza? I saggi raccolti in questo libro intendono illustrarla alla luce di una dialettica interna al pensiero, al testo, al mondo. Forse non ha molto senso parlare di conciliazione o separazione, quanto piuttosto della necessità di rintracciare il filo che segue il loro stesso sviluppo. Se la libertà è l'apertura fondamentale dell’uomo e del mondo, e il conflitto è, con le parole di Eraclito, il padre di tutte le cose, ecco che la domanda sulla loro comunanza esige più di una semplice risposta: esorta ad interrogare più a fondo il loro spazio d'azione. In questi saggi Günter Figal ne esplora i significati attraverso le parole dei grandi interpreti del pensiero. Passando per Benjamin e Schmitt, Hegel e Heidegger, Kierkegaard e Jünger, Nietzsche ed Adorno, Figal interpreta la libertà e la sua inconciliabilità produttiva con il conflitto, mostrando "ciò che non deve essere deciso, né negato, ma che rende possibile le molteplici forme e figure della vita stessa".

EAN: 9788846717252
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#224826 Filosofia
Traduzione di Carlo Gentili. Bologna, Il Mulino 2000, cm.12,5x20,5, pp.140, brossura con copertina figurata a colori. Coll.Universale Paperbacks,380.

EAN: 9788815072924
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Edizione a cura di Veronica Gobbato; saggio storico di Luca Vendrame; presentazione di Eugenio Burgio. Roma, Padova, Editrice Antenore 2006, cm.16x24, pp. LXXXII,126, brossura Coll.Biblioteca Veneta,25. Francesco Priuli (1570-1610) è uno di quei patrizi che l’élite veneziana offriva alla diplomazia della Serenissima; fu in Spagna, in Savoia (1601-1603), a Praga presso Rodolfo II. La diplomazia nella Venezia del ’600. Una legge del 1425 imponeva agli ambasciatori rientrati in Venezia dalla loro missione di dar-ne entro pochi giorni informazione alle istituzioni della Serenissima. Secondo una pratica che di-venne consuetudinaria, la scrittura degli amba-sciatori da pura e semplice esposizione dell’attività del referente si estese sino a divenire un ampio affresco della condizione di uno Stato, periodicamente aggiornato nella situazione economica, politica, sociale e militare. Dopo la lettura pubblica in Senato il testo della relazione era depositato nella Cancelleria Segreta del Se-nato e ne veniva vietata la diffusione. Divieto peraltro frequentemente aggirato da uomini politici, nobili (come i Chigi e i Barberini), potenti, Principi della Chiesa e persino eruditi.

EAN: 9788884556080
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