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Io sono vivo, voi siete morti. Philip K.Dick 1928- 1982. Una biografia.

Autore:
Curatore: A cura di Simone Bedetti. Traduzione di Eva Raguzzoni.
Editore: Hobby & Work.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.13,7x20,5, pp.330, brossura copertina figurata a colori.

Abstract: Philip Kendred Dick non è stato soltanto un geniale scrittore di fantascienza, autore di capolavori che il cinema ha reso immortali come "Blade Runner" o "Minority Report", è stato soprattutto una delle figure centrali del mondo contemporaneo. Pochi altri scrittori del Novecento hanno saputo tramutare le proprie nevrosi e ossessioni in un universo letterario così complesso e affascinante, tanto da poter affermare che la vita stessa di Philip Dick è stata il suo capolavoro assoluto, costellata da una continua, ossessiva ricerca dei confini della coscienza, esasperata dall'uso di droghe, in particolare dell'LSD.

EAN: 9788878517363
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#205510 Sociologia
Firenze, Olschki Ed. 2008, cm 17 x 24, 310 pp. Pensiero Politico (Il) - Biblioteca, 30. Esiste una teoria della classe dominante nella dottrina dello Stato tedesca tra Ottocento e Novecento? E quale ruolo specifico vi occupa l’aristocrazia politico-culturale dei Gelehrte? Partendo da Meinecke, l’A. affronta tale complessa problematica – singolarmente trascurata nella storiografia specializzata internazionale – raffrontando le concezioni di Gneist e Treitschke, di Schmoller e Cohn, di Kautsky e di Mosca, di Bernstein e di Naumann, e ponendole in rapporto con gli scrittori politici della generazione successiva, da Weber a Michels, a Hintze, a Kelsen. / Is there a theory of the ruling class in the German doctrine of the State between the 19th and the 20th centuries? And what specific role does the political and cultural elite, the Gelehrte, play in it? Starting with Meinecke, the author tackles this complex issue – strangely neglected by specialized international historiography – comparing the ideas of Gneist and Treitschke, Schmoller and Cohn, Kautsky and Mosca, Bernstein and Naumann, and relating them to political writers of the following generation, from Weber to Michels, Hintze, Kelsen.

EAN: 9788822258021
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#328329 Regione Sicilia
Palermo, Remo Sandron 1920, cm.15,5x21,5, pp.XIII,352, brossura.
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Traduz.di Isabella Farinelli. Milano, Garzanti 2011, cm.13x21, pp.127, brossura copertina illustrazioni a a colori con bandelle. Collana Saggi. Il nostro rapporto con la verità è quello della ricerca. Seguendo la folgorante metafora di George Steiner, ci sentiamo costretti ad aprire, una dopo l'altra, tutte le porte del Castello di Barbablù: lo facciamo perché ce le troviamo di fronte, e perché ognuna di esse conduce alla successiva. Lasciare chiusa una di quelle porte significherebbe tradire l'atteggiamento indagatore, avido di sapere, che contraddistingue la nostra specie. Questa convinzione è profondamente radicata nel carattere occidentale, almeno dai tempi di Atene: la mente umana deve procedere incessantemente nella sua ricerca, lungo un progresso in sé naturale e meritorio. Tuttavia questo atteggiamento, che sta al cuore della nostra idea di cultura e della nostra civiltà, attraversa da tempo una crisi profonda, segnato dal tramonto dell'ottimismo illuminista (malgrado i successi innegabili di scienza e tecnologia), dai genocidi dell'ultimo secolo di storia, ma anche dalle minacce dell'inquinamento. "Nel castello di Barbablù" coglie con profetica lucidità le ragioni di questa crisi, e ci aiuta a capire le nostre prospettive nell'epoca della "post-cultura".

EAN: 9788811601272
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Milano, Vita e Pensiero 1999, cm.16x22, pp.X,418, brossura. Collana Università/Ricerche/Scienze linguistiche e letterature straniere. Se l'opera narrativa di Péladan è stata recentemente riscoperta dalla critica, il teatro è stato fino a oggi quasi del tutto ignorato. Eppure è nel teatro che Péladan ha mostrato di avere colto al meglio le direttive della rivoluzione culturale simbolista: la drammaturgia simbolista teorizzò infatti l'abbandono dell'imitazione del reale, della mimesi psicologica del personaggio, della coerenza spazio-temporale del dramma, preconizzando quella che sarà la rivoluzione novecentesca del teatro dell'assurdo. Péladan partecipò a pieno titolo con i suoi drammi a quella 'rivoluzione' estetica: sette pièces edite, di cui solo tre rappresentate durante la sua vita, costituiscono un capitolo importante della cultura simbolista e mostrano una consapevolezza teorica e un'elaborazione stilistica degne di essere rivalutate.

EAN: 9788834300633
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