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Catalogo del fondo musicale antico del Seminario Patriarcale di Venezia (titolo provvisorio).

Curatore: A cura di Franco Rossi.
Editore: Olschki Ed.
Dettagli: Historiae Musicae Cultores - Biblioteca, 130.

Abstract: La decorazione dell’anticamera Benintendi è qui studiata per la prima volta nel suo insieme. La realizzazione del ciclo, costituito da quattro pannelli dipinti da Pontormo, Franciabigio e Bachiacca, fu influenzata dell’elezione di papa Clemente VII nel 1523. L’unicità dell’iconografia pone la questione del riconoscimento del figlio da parte del padre e mette alla prova la nostra capacità di vedere, attraverso un percorso che mescola storia europea e fiorentina.Pour la première fois, le décor de l’antichambre Benintendi est étudié dans son ensemble. Constitué de quatre panneaux peints par Pontormo, Franciabigio et Bachiacca, la réalisation du cycle est conditionnée par l’élection du pape Médicis Clément VII en 1523. L’iconographie unique pose la question de la reconnaissance du fils et fait du décor un parcours qui mêle histoire Européenne et Florentine mettant à l’épreuve notre capacité à voir. / The decoration of the antechamber Benintendi is here studied as a whole for the first time. The carrying out of the cycle, consisting of four panels painted by Pontormo, Franciabigio, and Bachiacca, was influenced by the election of pope Clement VII in 1523. The unique iconography of the cycle poses the question of the recognition of the son by the father and challenges our ability to see, through a path that combines the history of Florence with that of Europe.Pour la première fois, le décor de l’antichambre Benintendi est étudié dans son ensemble. Constitué de quatre panneaux peints par Pontormo, Franciabigio et Bachiacca, la réalisation du cycle est conditionnée par l’élection du pape Médicis Clément VII en 1523. L’iconographie unique pose la question de la reconnaissance du fils et fait du décor un parcours qui mêle histoire Européenne et Florentine mettant à l’épreuve notre capacité à voir.

EAN: 9788822262844
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Firenze, Olschki Ed. 2014, cm 21,5 x 30, pp.XIV,168 con 48 tavv. a colori, con CD accluso. Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi - Inventario delle stampe, 4. Italiano Il volume ricostruisce le vicende del collezionismo grafico attraverso l’analisi delle diverse politiche di gestione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe in un periodo che vide mutare la stessa morfologia degli strumenti preposti alla tutela del patrimonio, e insieme a essi la mentalità del conservatore. In questo nuovo scenario della vita istituzionale del museo di Stato, assisteremo alla nascita e alla complessa strutturazione delle soprintendenze che misero in relazione il potere centrale con quello periferico. / The book reconstructs the history of this important collection of graphic art through the analysis of the management policies of the Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, in a time when the ways of protecting the heritage, and the mentality of the curators themselves were changing. In this new scenario, we will assist to the birth and complex development of the heritage protection departments that helped to connect local and central powers.

EAN: 9788822262417
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A cura di Antonio Ciaralli e Paolo Procaccioli e Claudia Catalano, Martina Pazzi, Danilo Romei. Roma, Salerno Editrice 2019, cm.17x24, pp.208, alcune tavole bn. brossura copertina figurata. Collana La Scrittura nel Cinquecento. I Materiali,2. Pubblicazioni del Centro Rajna. Anche molto tempo dopo l'avvento della stampa a caratteri mobili, la scrittura a mano ha continuato a conservare un suo fascino tutto particolare, fino a diventare una vera e propria arte, degna di essere descritta e codificata in appositi trattati. Fu in particolare nel Cinquecento italiano che, accanto al trionfo definitivo dell'editoria, il dibattito teorico sulla scrittura a mano fu più fecondo e serrato. E che a quel secolo appartenga la più gran parte della produzione libraria (anche manoscritta) intorno ai "modi" di scrivere e ai processi del loro apprendimento lo hanno ampiamente dimostrato le ricerche che dalla fine dell'Ottocento a oggi sono state condotte sia in Italia (Giacomo Manzoni, Emanuele Casamassima, Armando Petrucci), sia, soprattutto, nel mondo anglosassone (Stanley Morison, Alfred Fairbank). A questi approcci, di tipo tradizionale, questa Collana intende affiancare altre prospettive di approfondimento che, considerando le piú recenti acquisizioni storiografiche (per esempio i dibattiti intorno all'epistolografia e sulla figura del segretario, o le questioni sollevate dal lessico tecnico e specialistico), hanno come scopo la migliore penetrazione del dettato dei trattati di scrittura di quel secolo. Della stagione cioè nella quale il fenomeno divenne di portata europea. In quell'aureo secolo infatti alla scrittura, anzi al disegno dei caratteri dell'alfabeto, in ogni regione del continente dedicarono cure artisti, cartografi, umanisti, tipografi (tra gli altri Albrecht Dürer, Giovanni Mercatore, Geoffry Tory, Claude Garamond). Tutto era cominciato nel 1514 con la "Theorica et pratica de modo scribendi" dell'ingegnere ferrarese Sigismondo Fanti. Che era il punto d'avvio di una attività editoriale che per varietà di prodotti e particolarità di contenuti merita di essere considerata, minore quanto si vuole, un vero e proprio genere letterario.

EAN: 9788869733413
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