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Les Fleurs du Mal.

Autore:
Curatore: Edition intégrale revue sur les textes originaux, préfacée et annotée par Ernest Raynaud.
Editore: Librairie Garnier Frères.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.11,5x18, pp.(6),LIV,332,(4), legatura ed. in tutta pelle, titoli e fregi in oro al dorso, taglio sup. in oro, sopraccoperta. Collection Minerve.

CondizioniDa collezione, molto buono
Note: Strappetti alla sopraccoperta.
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Paris, Aubry 1946, cm.14x20,5, pp.452, brossora, fascetta editoriale originale.
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I relitti, poesie diverse, amenità belghe, frammaenti. Testo francese a fronte. Varese, Crescere Edizioni 2014, cm.13x20, pp.384, brossura con cop.fig.a col.con bandelle. Collana Grandi Classici. Edito nel 1857, il capolavoro poetico di Baudelaire venne immediatamente sequestrato dalla censura francese per oltraggio alla morale. Nei "fiori malaticci" del più grande simbolista dell'800 coesistono l'anelito verso la bellezza e la degradazione fisica e morale della vita metropolitana parigina, nel tentativo di superare attraverso l'arte il senso di solitudine e di spossatezza del poeta stesso. Lo spleen, il tedio esistenziale, viene esacerbato dal consumo di oppio e vino, ma permette al poeta di dipingere percorsi di suggestione sensoriale e visiva unici nel panorama letterario europeo. La ricerca dell'appagamento erotico sa farsi in Baudelaire anche slancio lirico verso l'infinito, in un'estasi antiretorica di corpi e anime. Allo stesso modo la ricerca del divino coesiste con l'accettazione e la fascinazione del diabolico. Opera ispiratrice per generazioni di bohémien e ribelli, "I fiori del male" è presentato qui nella sua versione integrale, corredata da un ricco apparato di note. Nella presente edizione è raccolta inoltre l'opera poetica completa di Baudelaire: "I fiori del male", "I relitti", "Poesie diverse", "Amenità belghe", "Frammenti".

EAN: 9788883377501
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Traduzione di Jacques De La Verre. Massa, Edizioni Clandestine 2015, cm.13x20, pp.92, brossura con copertina figurata a colori. In questo testo provocatorio e rivoluzionario, pubblicato sul "Messager de l'Assemblée" nel 1851, Baudelaire mette a confronto vino e hashish, enumerando di entrambi gli effetti, la moltiplicazione della personalità e ricreando, nello stile poetico che lo contraddistingue, le immagini di persone alterate dalle sensazioni immaginifiche e artificiali da essi prodotte. Pur condannandone l'abuso, Baudelaire considera l'ebrezza indotta da alcool e droghe una via privilegiata per fecondare il processo creativo, addentrandosi in un'esperienza estetica difficilmente concessa a coloro che mantengono il pieno controllo delle proprie facoltà. Tra i due, Baudelaire privilegia il vino quale strumento che l'uomo usa per esaltare la sua personalità e la sua grandezza, per ravvivare speranze ed elevarsi all'infinito, arrivando a mettere in guardia chi non ne ha mai fatto uso. Al contrario, pur non respingendola totalmente, l'autore giunge alla condanna dell'hashish quale "sostanza del diavolo", che porta sì all'estasi, ma corrode la volontà umana, divenendo talvolta una vera e propria arma per aspiranti suicidi.

EAN: 9788865965528
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Prefazione di Giovanni Macchia. Traduzione di Luca Merlini. Firenze, Passigli Editore 1983, cm.11,5x19,5, pp.112, brossura con copertina figurata a colori. Collana Le Lettere,4.

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#176671 Economia
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