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La vita quotidiana in Italia ai tempi di Machiavelli.

Autore:
Editore: Rizzoli.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.11x17,5, pp.314, brossura cop.fig.a col.

EAN: 9788817124799
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Paris, Université de la Sorbonne Nouvelle 1983, cm.16x24, pp.236, brossura [copia in ottimo stato] Collection du Centre Interuniversitaire de Recherche sur la Renaissance Italienne,11.
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Traduzione di Maura Pizzorno. Milano, Rizzoli 1983, cm.11x17,5, pp.222, con illustrazioni in bianco e nero. Brossura copertina figurata a colori. Collana BUR,L445.

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Roma, Salerno 2017, cm.16x25, pp.288, brossura sopraccoperta. Edizione Nazionale delle Opere di Niccolò Machiavelli. Al culmine di un lungo percorso di studi machiavelliani, Paul Larivaille ha voluto raccogliere in questo volume dieci saggi tra i numerosi da lui dedicati al Segretario fiorentino. I primi due riguardano l'esperienza politica di Machiavelli, ante res perditas, quando egli ricopriva la carica di Segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica fiorentina. Grazie all'apporto decisivo dei vari volumi delle Legazioni. Commissarie. Scritti di governo, Larivaille ricostruisce la maturazione politica di colui che divenne il fidato «mannerino» del gonfaloniere Piero Soderini. Con il ritorno dei Medici a Firenze e l'approdo dell'ormai ex-Segretario alla fase post res perditas della sua esistenza, si penetra nella zona da tempo meglio documentata e insieme più accanitamente dibattuta del pensiero politico e storico di Machiavelli. I saggi inerenti la seconda fase della sua vita riguardano perlopiù delle questioni tuttora in discussione: relative ai tempi di composizione del Principe, la crisi del principato civile, i destinatari delle opere politiche, le relazioni con i Medici e gli altn "potentati" dell'epoca. Dopo la scommessa repubblicana persa del Discursus florentinarum rerum post mortem iuniorìs Laurentii Medices, Niccolò s'impegnò a fondo nel lavoro per il quale era stato nel 1520 assunto dagli ufficiali dello Studio: la stesura delle istorie fiorentine, ultima delle sue grandi opere, in queste pagine fatta oggetto di articolate discussioni, che permettono tra l'altro di misurare la distanza che le separa dal Principe. Chiude la raccolta un saggio inedito, in cui l'autore ha voluto fare il punto, «palinodico, ma non troppo», della propria lunga e appassionata esperienza nel campo degli snidi su Machiavelli.

EAN: 9788884029775
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Disponibile
Traduzione di Maura Pizzorno. Milano, CDE su licenza Rizzoli 1983, cm.11x17,5, pp.222, con illustrazioni in bianco e nero. legatura editoriale in tutta tela, tassello a colori applicato al piatto anteriore, Collana La Vita Quotidiana.
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Bari, Editori Laterza 1969, cm.13,3x20,3, pp.615, legatura ed.in skivertex, titoli in oro al dorso, Collez.Scolastica. Nuova serie.
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Siena, Pacini Editore 2019, cm.16x24, pp.372, brossura copertina figurata a colori. Biblioteca della Miscellanea Storica della Valdelsa, 32. «Negli ultimi decenni la storiografia è stata oggetto di una profonda revisione interpretativa che ha fatto registrare importanti acquisizioni sotto il profilo della storia dei linguaggi, delle pratiche e delle istituzioni politiche e di governo. Merito di un dibattito sempre più articolato attorno ad un pluralismo di corpi e di soggetti e di una più generale riconsiderazione dei concetti di 'pubblico' e 'privato' indotta dal progressivo riesame del 'mito' storiografico dello Stato regionale. Negli anni Settanta dello scorso secolo alcuni studiosi italiani hanno cominciato a mettere in forte discussione il 'paradigma statalista' (elaborato dagli studi giuridici e politici europei di fine Ottocento) che vedeva nello Stato del Rinascimento il traguardo inevitabile di un'evoluzione istituzionale e politica imperniata sulla costruzione di un apparato di potere accentrato e razionale. Evidenziando la funzione unificatrice di quello che era andato sempre più identificandosi come il nuovo Stato Moderno infatti, questi studi erano andati definendo l'evoluzione delle formazioni politiche italiane del Quattrocento secondo i principi di sovranità, burocrazia, razionalità organizzativa ed istituzionale. In particolare, gli studi di Elena Fasano Guarini e di Giorgio Chittolini hanno avuto il merito di inserire un forte correttivo, sottolineando l'estrema complessità di un sistema politico basato sulla costante dialettica tra i poteri. Da qui l'immagine di uno stato 'pattizio' o contrattuale, scevro da ogni interpretazione evoluzionista basata sulla indivisibilità del potere, sulla sua personalità giuridica unitaria e sulla razionalità amministrativa. Queste tesi non hanno mancato di suscitare ampi consensi e la discussione ha finito per animare il dibattito storiografico degli anni Ottanta e Novanta del Novecento sino alla compiuta identificazione dello Stato del Rinascimento nel risultato di una complementarietà di poteri, pratiche e sistemi di mediazione, frequentemente indagati attraverso uno studio dei linguaggi, dei rapporti sociali e di rete. Nuove tematiche si sono imposte al centro del dibattito e gli approcci più innovativi della ricerca si sono caratterizzati per una crescente integrazione tra la storia istituzionale (particolarmente in voga durante gli anni Novanta) ed una rinnovata attenzione per un'analisi antropologica delle 'pratiche privatistiche' come quelle di patronato, clan, fazione, parentela. In quest'ottica gli assetti istituzionali dei vari stati non vivrebbero affatto una sorta di 'grado zero' della statualità, ma risulterebbero fortemente permeabili all'influenza dei soggetti politici di cui appaiono ogni volta diretti strumenti di espressione. La conoscenza dei molteplici meccanismi di interazione tra le pratiche politiche ed il funzionamento ordinario dei sistemi pubblici di governo sarebbe dunque in grado di evidenziare i peculiari organigrammi politici degli stati...»

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