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Le pays des fourrures.

Autore:
Curatore: Illustrée par [Jules] Férat & [Alfred Quesnay] de Beaurepaire.
Editore: J. Hetzel et Cie.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.18x27,5, pp.(4),412, doppio frontesp., figure e inciso, e 103 incisioni in nero nel testo , rilegatura coeva rossa in mezza pelle, piatti in percallina con angoli, dorso a 4 nervi con titolo in oro al II scomparto e nome dell'A. al Bibliothèque d'Education et de Récréation - Série "Les Voyages Extraordinaires". Lievi segni d'uso alla rilegatura; qualche fioritura nt.

CondizioniDa collezione, molto buono
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Paris, Hetzel s.d. cm. 12x18, pp.314, legatura ed.in tutta tela. testo in francese. Lievi mende al dorso.
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Pavia, Crescere Edizioni 2021, cm.13x20, pp.252, brossura cop.fig.a col. Collana La Biblioteca dei Ragazzi. Versione integrale. Londra, 1872. Il ricco inglese Phileas Fogg è solito frequentare il Reform Club. Un giorno si accende una discussione in merito ad un articolo riguardante la costruzione di una nuova linea ferroviaria in India. Il giornale dice che sarebbe possibile a quella velocità effettuare il giro del mondo in 80 giorni. Tutti mettono in dubbio la possibilità, ma il protagonista decide di scommettere 20.000 sterline: entro quel lasso di tempo Fogg ed il suo servo Passepartout dovranno essere di ritorno al club dopo aver girato il mondo. I due si mettono in viaggio verso Bombay. Giunti in India, scoprono che la linea ferroviaria in realtà non è ancora stata ultimata e ciò causa loro una grossa perdita di tempo. Con un ispettore di Scotland Yard (Fix) alle calcagna ed una bella ragazza indiana da salvare, Fogg fa prima tappa ad Hong Kong e poi in Giappone, alla volta della nave per San Francisco. Arrivati a New York, i protagonisti scoprono che l'imbarcazione per Liverpool è già partita. Allora Fogg sequestra una nave, attuando una sorta di azione piratesca per arrivare sulle coste inglesi. Lì Fix lo imprigionerà erroneamente, facendogli perdere del tempo prezioso. Sembra tutto perduto, ma Passepartout scopre che viaggiando sempre ad est, grazie ai fusi orari, i protagonisti hanno in realtà guadagnato un giorno, ore indispensabili per tornare al Reform in tempo e vincere la scommessa.

EAN: 9788883371981
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59 dessins par L.Benett et P.Philippoteaux, 58 fac-simile (d'après les documents anciens) et cartes par Dubail et Matthis. Montpellier, Max Chaleil, Editeur 1992, cm.17x24, pp.(10)-464, brossura cop.fig.con bandelle. Eccellente esempl.

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Versione integrale. Milano, Rizzoli Ed. 2000, cm.12,5x19, pp.336, brossura cop.fig.a col. Collana I Delfini. Un antico e misterioso documento scritto da uno scienziato e rinvenuto per caso; il sogno di giungere al centro della Terra; la lotta con un rivale privo di scrupoli; la spaventosa solitudine degli abissi; l'incontro con animali preistorici; un oceano immenso che condurrà i protagonisti al centro della Terra e a una soluzione imprevedibile. Un grande romanzo d'avventura che presenta numerose chiavi di lettura.

EAN: 9788817024488
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Book and 2x60 minutes cassettes. Interactive, clear, practical, complete. London, Routledge Ed. 1998, cm.13,5x22, pp.254, brossura cop.fig.a col.

EAN: 9780415126823
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Les Frères des Ecoles chrétiennes. Les Pères blancs. Les Missionnaires africains de Lyon. Les Missionnaires du Levant. Les Franciscains. Paris, Librairie Plon 1924, cm.12x19, pp.XIV-292, brossura intonso.
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Traduzione di Tilde Arcelli Riva. Milano, CDE su licenza Sperling & Kupfer Ed. 1984, cm.14x21, pp.392, legatura ed.cartonata.
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#278248 Arte Pittura
Pisa, Pacini Editore per Menarini 2019, cm.25,5x35,5, pp.272, illustrazioni a colori. legatura editoriale, sopraccoperta figurata a colori. Collana Arte o Architettura. Di Antonello si fa presto a sgombrare il campo da infelici illusioni: di lui non si sa praticamente niente. Ma non niente nel senso della trovata retorica per poi stupire i lettori con giochi pirotecnici; no, niente nel senso di (quasi) niente. Non conosciamo la sua data di nascita (1430? Forse), e neppure il giorno della sua morte. Sappiamo, da una notazione quasi marginale di un umanista, che fu a Napoli, ma non conosciamo quando vi arrivò e quanto vi stette. Le chiese napoletane non ci restituiscono opere di lui sicure, e gli archivi tacciono. Non conobbe mai, in vita e negli anni immediatamente successivi, il beneficio della biografia, e il plutarchismo cinquecentesco si fermò sostanzialmente al pur nobilissimo Vasari, che però, quando parlava di non toscani, sapete tutti come andava a finire: un poco di storia, un poco d'invenzione. Del resto per tutti, o quasi, Antonello sarà colui che porterà in Italia la tecnica della pittura ad olio, imparata nelle Fiandre da Jan van Eyck, e se questi morì troppo presto per insegnare alcunché al Nostro, il particolare parve del tutto ininfluente. Nelle Fiandre probabilmente non andò mai, e forse neppure nella Francia del sud, ma il fascino dell'enigma è intrigante, e in campo storiografico si tende spesso a far di tutto per far tornare tutto. Noi ci siamo accontentati di far finta di nulla. Poco prima di morire fece anche un fruttuoso viaggio a Venezia, dove secondo qualche tardo biografo si distinse anche per le sue robuste doti amatorie, ma anche in questo caso non sappiamo quando e come. Abbiamo solo un paio di testimonianze, e ce le teniamo strette, anche perché dovrebbero dirci che fece pure in tempo, prima di tornare a Messina, ad andare a Milano, da quel bel tipo di Galeazzo Maria Sforza, grande amante delle arti, ma anche dei modi spicci, talvolta molto spicci. Ma anche dei suoi soggiorni messinesi finiamo con non sapere molto. Sì, qualche documento esiste, e ci dice qualcosa sulla famiglia, e su quello che dipingeva, ma sono pochissime cose, e poi si tratta di freddi documenti notarili, senza palpiti né indugi sugli aspetti di colore che a noi tanto servirebbero. A causa del terribile terremoto di Messina del 1908, che tutto distrusse, non c'è poi neppure la speranza di saperne di più, e questo è tutto. Non fece affreschi, o almeno non ne esistono testimonianze. Fece in compenso molti ritratti, di qualità in genere strabiliante, ma se il dibattito sull'identità della Gioconda di Leonardo vi appassiona, è perché non avete mai fatto mente locale alle identità dei ritratti di Antonello. Sono uomini, di questo siam sicuri, ma non sappiamo chi fossero, e neppure quale professione svolgessero. A volte esiste almeno il sollievo di un data scritta di suo proprio pugno, accanto alla firma in latino. Poi basta. Non possediamo una lettera scritta da Antonello, neppure di banale notazione di vita...» (Stefano Renzoni)

EAN: 9788869956621
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