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Graticola di Bologna. Gli edifici e le opere d'arte della città nel 1560.

Autore:
Curatore: A cura di Giancarlo Roversi, con un saggio introduttivo di Ferdinando Rodriquez.
Editore: Atesa Editrice.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17,5x24,5 pp.80, 5 tavole b.n. fuori testo, legatura editoriale in tutta tela blu, titolo in oro al dorso. Sotto tiratura per il Lions Club Bologna - S. Lazzaro. Ristampa anastatica dell'ed. di Bologna, 1844, esemplare intonso.

Abstract: Opera che rappresenta uno dei pochi punti di riferimento precisi per la connotazione cronologica e attributiva degli edifici e delle opere d'arte della città fino alla metà del Cinquecento. È, in sostanza, la prima vera guida del centro storico di Bologna, che viene radiografato nella realtà ambientale, culturale e, di riflesso, anche socio-economica del secolo XVI.

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A cura di Giancarlo Roversi, con un saggio introduttivo di Ferdinando Rodriquez. Bologna, Atesa Editrice 1976, cm.17,5x25, pp.80, 5 tavole b.n. fuori testo, brossura a bandelle. Ristampa anastatica dell'ed. di Bologna, 1844, esemplare intonso. Opera che rappresenta uno dei pochi punti di riferimento precisi per la connotazione cronologica e attributiva degli edifici e delle opere d'arte della città fino alla metà del Cinquecento. È, in sostanza, la prima vera guida del centro storico di Bologna, che viene radiografato nella realtà ambientale, culturale e, di riflesso, anche socio-economica del secolo XVI.

EAN: 9788876225499
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Note: Fioriture alla copertina.
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Milano, Excelsior 1881, 2008, cm.13x19,5, pp.179, legatura ed.cop.ill. Collana Ars Vivendi,6. Vittoria Ottolenghi è la numero uno dei critici italiani di danza, ma non solo: è la sola a non essere una "ballerina mancata". Alla danza infatti è arrivata per caso, inventando la prima Maratona di Danza al Festival di Spoleto di Giancarlo Menotti e riuscendo poi a portarla anche in televisione insieme a centinaia di spettacoli, festival, rassegne, e alla memorabile serie di trasmissioni 'C'è musica e musica', con Luciano Bario. Molte etoiles devono a lei la loro fortuna e l'hanno onorata della loro amicizia (Carla Fracci e Rudolf Nureyev su tutti) e la sua vita è così straordinaria che merita di essere raccontata. Così, oggi, fresca ottantaquattrenne, racconta la "sua" storia della danza in Italia a Rita Tripodi, dal 1979 giornalista della sezione cultura de l'Espresso, che da lei, al pari di tanti lettori e telespettatori, ha imparato ad amare l'arte più effimera e preziosa del mondo.

EAN: 9788861580862
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