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La porta stretta.

Autore:
Curatore: Traduzione Irene Riboni. Seconda edizione.
Editore: Editoriale Romana.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.10,5x18, pp.186, brossura. Collana Grandi Scrittoti d'Ogni Tempo. Collezione Alfa,7.

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Traduz. di Franco Fortini. Milano, Longanesi & C. su licenza Einaudi 1969, cm.11,5x18, pp.301,(13), tascabile, cop. fig. a colori. Collana I Libri Pocket, 224. "Il libro è scritto in forma di diario e racconta il lungo viaggio di Gide e del suo compagno Marc Allegret, nel Congo francese, in un arco di tempo che va dal luglio 1925 al giugno 1926. Al ritorno Gide presentò un rapporto al Ministro delle Colonie Léon Perrier, come documento della missione ufficiale che gli era stata affidata. La pubblicazione dell’opera letteraria che ne seguì fece molto scalpore e suscitò infinite polemiche perché Gide non risparmiò di narrare al pubblico le azioni violente imposte dai francesi alla popolazione locale e, soprattutto, le nefandezze che le grosse Compagnie in concessione perpetravano localmente e sistematicamente, riducendo alla fame e alla miseria interi villaggi, o decimandoli in caso di rivolta. Viaggio al Congo è un libro di denuncia, suo malgrado; e infatti Gide non volle mai schierarsi politicamente perché riteneva che la letteratura non sopporti alcuna costrizione. Eppure è un libro estremamente politico, nel senso più alto: parla di quel malgoverno che porta un paese al dissanguamento e parla di quella mancanza di lungimiranza economico-amministrativa che rende povero un potenziale effettivo altissimo; se proprio non vogliamo raccogliere sotto la voce "politica" una certa sensibilità nei confronti dei diritti umani. Strano libro perché, allo stesso tempo, può essere la delizia di un etnologo e un mondo di sorprese per un naturalista, o addirittura un libro di cacce, dal momento che Gide coltiva la passione per l’entomologia, l’erboristeria e la caccia. Neppure la letteratura viene messa da parte perché, durante il viaggio, Gide legge e racconta quello che legge; anche se, immersi in quel mondo esotico e duro, quelle considerazioni letterarie suonano false e fuori luogo, e al lettore vien la voglia di saltarle pari pari per tornare subito alla foresta del Congo. Moliere in Congo? E le Affinità Elettive? In un paese dove il vocabolario locale non contempla la parola "grazie" e le signore francesi residenti ne deducono che i negri siano animali (e va be’; lo snobismo razziale ha larghe vie), ma anche senza riconoscenza?" (Antonella Beccari)
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Traduzione Emanuele Kanceff. Milano, Garzanti 1973, cm.11x18, pp.193, brossura con copertina figurata a colori. Collana I Grandi Libri.
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Testo decorato con 6 composizioni fuori testo e 12 composizioni nel testo, tutte a colori, nello stile delle miniature persiane, di Mirza Ali Ispahani. Le incisioni sono state colorate da Maurice Beaufumé. Paris, Éditions d'Ispahan / NRF 1932, cm.23x29, pp.68, brossura con sopraccoperta rimboccata, copertina illustrata. Edizione numerata , nostro esemplare n. 556/1060 facente parte del terzo stato su velin d'Arches. Testo in francese. Prima edizione.
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Note: eccellente esemplare.
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Paris, Gallimard 1954, 2 volumi. cm.11x17,5, pp.212,334, brossure.
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A cura di Giovanni Mariotti. Parma, Franco Maria Ricci Ed. agosto 1983, 2 voll. cm.12x22,5, pp.253,297, brossura con sopraccoperte Collana La Biblioteca Blu,15,16. E' il 1944 quando Gian Dàuli scrive Cabala bianca, uno dei libri piu inusuali della narrativa italiana del Novecento. Concepito come una scatola cinese, il romanzo racconta le giornate di un uomo qualunque che confonde la vita reale con il mondo dei sogni, senza rispettare il naturale alternarsi del sonno e della veglia, mescolando le proprie esperienze notturne e diurne. Tra i vari personaggi la moglie Clementina e l'amico Piero, che rivestono i ruoli di vittime o carnefici in maniera ambigua, ma anche figure dall'esistenza incerta, come l'amante Gabriella e il figlio Bernabo, che appaiono e scompaiono come impalpabili ombre e luci. Un libro raro, vero gioiello della nostra letteratura.
Usato, molto buono
EUR 27.00
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