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#281492 Biografie

Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un'epoca.

Autore:
Editore: Mondadori Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x22,5, pp.372, legatura editoriale sopraccoperta figurata a colori. Collana Le Scie.

Abstract: Questo libro è la biografia di un "sopravvissuto" un po' speciale: due guerre mondiali, sette papi, monarchia, fascismo, prima e seconda Repubblica, e ben sei processi per mafia. È la storia delle due vite (una precedente e una successiva ai clamorosi processi che lo hanno visto imputato per un decennio) di un ex potente, che solo a fatica può definirsi ex, dato che ancora oggi continua a far sentire la propria influenza in Italia. Ma, soprattutto, questo libro è la storia di un pezzo del nostro Novecento, visto attraverso le miserie e la nobiltà della classe dirigente cattolica: nel passaggio traumatico dalle cronache politiche a quelle giudiziarie, si coglie la perdita d'identità non solo di una nomenklatura, ma di un pezzo dell'Italia moderata.

EAN: 9788804581505
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Milano, Sugar Ed. 1973,1974, cm.12x21,5, pp.560, legatura editoriale con sopraccoperta figurata a colori.
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#310774 Dantesca
A cura di Andrea Mazzucchi. Bertoncello 2016, cm.18x24, pp.XXIV,936, legatura editoriale in tutta tela, sopraccoperta figurata. "Per beneficio e concordia di studio" è una formula dantesca che condensa gli aspetti decisivi di questo volume, concepito come omaggio per festeggiare gli ottant'anni di Enrico Malato, ma soprattutto come testimonianza di gratitudine, stima e affetto per un illustre studioso, che, accanto alla rigorosa ricerca scientifica, si è adoperato e si adopera caparbiamente, senza mai arretrare di fronte alle difficoltà, per favorire la promozione e la più vasta diffusione degli studia humanitatis, e che coltiva con autentica, contagiosa passione iniziative e progetti scientifici ed editoriali, intorno ai quali si coagulano e si confrontano differenti generazioni di studiosi. I saggi raccolti sono infatti opera di colleghi, allievi, amici, sodali, provenienti da settori e metodi disciplinari molteplici, dalla storia alla filosofia, dalla letteratura, non solo italiana, alla storia della lingua, alle varie filologie. Essi hanno tutti, come oggetto privilegiato di indagine, l'universo poetico e ideologico di Dante Alighieri e le versatili declinazioni del suo mito: un ambito dominante, nell'ultimo trentennio, una "felice ossessione" degli interessi e dell'attività critica del festeggiato.

EAN: 9788886868389
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Ritratto ,di un uomo , di un' epoca e di un paese. Solferino Editore per Corriere della Sera 2019, cm.14x22, pp.490, brossura. È sopravvissuto a due guerre mondiali, sette papi, la monarchia, il fascismo, la Prima Repub­blica e la Seconda. E a sei processi per mafia e omicidio. Giulio Andreotti è stato un esemplare unico del potere in Italia per longevità, sopravvi­venza agli scandali, dimestichezza con gli appa­rati dello Stato e del Vaticano, consuetudine con le classi dirigenti mondiali del passato. È stato unico perfino nell’aspetto fisico, che ha nutrito generazioni di vignettisti. A cento anni dalla nascita, il 14 gennaio del 1919, ripercorrere la sua vita e la sua epoca significa fare i conti con la distanza siderale tra la sua Italia e quella di oggi. Dopo essere stato incombente per mezzo secolo come uomo di governo e come enigma dell’Italia democristiana, Andreotti non c’è più. E non solo perché è morto, il 6 maggio del 2013. Non esistono più la sua politica, la sua cultura, il suo Vaticano. Rimane solo l’eco lonta­na e controversa del «processo del secolo», che doveva chiarire le sue responsabilità e che inve­ce si è concluso nel modo più andreottiano: con una verità sfuggente. Nel suo libro, ampiamente rivisto e aggiornato per questa nuova edizione, Massimo Franco racconta e analizza Andreotti e il suo mondo: gli alleati, i nemici, il suo alone intatto di mistero, ma anche la famiglia invisibile per decenni, e sorprenden­te nella sua stranissima normalità. Attraverso la silhouette curva del «Divo Giulio», aiuta a capire che cosa siamo stati e non siamo più. In un’Italia che cambiava o fingeva di cambiare, Andreotti ri­mase sempre se stesso: nel bene e nel male. Emblema e garante dello status quo nell’era della guerra fredda, ha rappresentato l’«uomo del Pur­gatorio» per antonomasia, in una nazione in bilico tra Paradiso occidentale e Inferno comunista. Ha permesso a un’Italia di specchiarsi per mezzo se­colo in lui, di sentirsi migliore, o forse solo di auto­assolversi. Le ha fornito la bussola: un pessimismo di fondo sulla natura umana, alleviato dall’ironia.
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Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore 2001, cm.14x21, pp.112, brossura. Collana Serie Bianca, 52. In questo confronto con Gianfranco Bettin, Massimo Cacciari sostiene che la transizione italiana deve finire. La sinistra e il centosinistra sono alle prese con le sfide più importanti della loro storia: perdere può significare la smobilitazione. Ma si può vincere se si definiscono i percorsi del cambiamento in un senso radicalmente riformista, resistendo alle tendenze più selvagge e alle inerzie che segnano le società contemporanee. Cacciari affronta e sviluppa alcune domande cruciali: è possibile pensare la cittadinanza in termini diversi? Quale può essere lo spazio di pensiero e di azione politica nell'epoca più drammatica dell'allarme ambientale? E in Italia come arrivano gli schieramenti alle elezioni politiche di primavera?

EAN: 9788807170522
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