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Hobbes e Galileo. Metodo, materia e scienza del moto.

Autore:
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xxiv-244 pp. con 9 figg. n.t., brossura Biblioteca di «Galilaeana»,6.

Abstract: Nel De motu, loco et tempore (1642-43), Thomas Hobbes descrive Galileo Galilei come “il più grande filosofo di tutti i secoli” e nel De Corpore (1655), lo scienziato viene presentato come colui che “ci ha aperto la porta di tutta quanta la fisica, cioè la natura del moto”. Il tema dell’influenza di Galileo sulla filosofia naturale di Hobbes viene qui trattato per la prima volta in modo ampio e approfondito, così come viene studiata l’importante funzione svolta da Marin Mersenne come diffusore delle idee galileiane e interlocutore del filosofo inglese. Del rapporto con Galileo l’autore mette in luce i molteplici aspetti: gli elementi metodologici ed epistemologici, ma anche le profonde analogie concettuali e lessicali nel campo della fisica, per giungere a un confronto ravvicinato sul tema della struttura della materia, dal quale emerge una comune concezione meccanicista dell’universo. Si tratta di un universo infinito che si sostituisce al cosmo aristotelico ed è popolato da due soli elementi: materia e movimento.

EAN: 9788822264930
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Il carteggio tra gli Champollion e Costanzo Gazzera. A cura di Silvia Einaudi. Con la collaborazione di Karine Madrigal. Presentazione di Alessandro Roccati. Firenze, Olschki Ed. 2019, cm 17 x 24, xvi-242 pp., brossura Accademia delle Scienze di Torino. I Libri dell’Accademia,16. Il volume comprende 101 lettere facenti parte degli scambi epistolari intrattenuti da Costanzo Gazzera (1779-1859), segretario dell’Accademia delle Scienze di Torino, con tre membri della famiglia Champollion: il “Decifratore” dei geroglifici Jean-François (1790-1832), suo fratello Jacques-Joseph (1778-1867) e uno dei figli di quest’ultimo, Aimé (1812-1894). Le lettere, che nella loro totalità coprono un arco di tempo che va dal 1824 al 1858, sono conservate in parte all’Accademia delle Scienze di Torino, in parte presso gli Archivi dipartimentali dell’Isère a Grenoble. Dall’analisi di questi carteggi privati emerge il clima culturale estremamente vivace, dinamico e a tratti polemico nel quale la scienza egittologica muoveva proprio in quegli anni i suoi primi passi. In tale contesto la città di Torino si rivela essere, insieme a Parigi, uno dei centri nevralgici delle ricerche che iniziavano a svelare al mondo l’antica civiltà egizia.

EAN: 9788822266569
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