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#291505 Scienze

Macchina (La) da calcolo di Babbage a Torino.

Autore:
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, lxvi-172 pp. con 23 tavv. f.t., brossura Accademia delle Scienze di Torino. I Libri dell’Accademia,10.

Abstract: Charles Babbage (1791-1871), matematico e scienziato poliedrico, è considerato il progenitore del computer perché costruì la macchina analitica: una macchina da calcolo meccanica e ‘programmata’, cioè in grado di eseguire una sequenza predeterminata di calcoli. Nel 1840 la espose a Torino durante il Secondo Congresso degli Scienziati Italiani. A Torino era in stretto contatto con l’Accademia delle Scienze, nella cui biblioteca sono conservati i disegni esposti da Babbage in quel congresso e i manoscritti pubblicati in questo volume, riprodotti in numerose illustrazioni. Una selezione di testi tratti dalle opere di Babbage completa le notizie sulla sua invenzione. L’introduzione e la bibliografia di 150 titoli documentano i dibattiti dell’ultimo cinquantennio sui rapporti fra la macchina analitica di Babbage e il moderno computer.

EAN: 9788822263827
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#128101 Biografie
Introduzione di E.Amaldi. Traduz.di P.Camiz. Roma, Editori Riuniti 2005, cm.14,5x21,5, pp.436, brossura con bandelle e copertina figurata. Collana Il Milione.

EAN: 9788835956877
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#129635 Scienze
A cura di Rocco Sinisgalli. Roma, 9-11 Ottobre 2006. Cartei & Bianchi 2009, cm.17x24, immagini e grafici a col.e bn. brossura Il volume raccoglie gli Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma, Istituto Svizzero, 9 ottobre 2006; Urbino, Palazzo Ducale, 10 – 11 ottobre 2006) promosso dal Centro Internazionale di Studi Urbino e la prospettiva e finalizzato ad indagare sotto molteplici aspetti il rapporto tra le scienze matematiche e le arti, grazie al contributo di alcuni fra i più autorevoli esperti del settore. Il fulcro delle riflessioni emerse dal convegno sta nel riconoscimento del ruolo centrale rivestito nella storia della prospettiva dagli studi effettuati presso la corte rinascimentale dei Duchi di Urbino da personaggi quali Piero della Francesca, Bramante, Raffaello, Federigo Commandino e Guidobaldo del Monte. Dalla seconda metà del Quattrocento alla prima metà del Seicento, infatti, il ducato di Urbino fu sede di un vasto dibattito artistico, tecnico e scientifico, finalizzato a definire l’idea di prospettiva come sistema rigoroso di rappresentazione del reale fondato su basi matematiche, ed a chiarirne le possibili applicazioni in campo pittorico ed architettonico. Dopo gli studi empirici di Brunelleschi e Masaccio, nel 1435 Leon Battista Alberti (più volte ospite a Urbino del Duca Federico da Montefeltro) fornisce nel De Pictura una prima analisi sistematica dell’idea di prospettiva e del metodo prospettico – lineare. Il merito di aver portato lo studio della prospettiva alla codificazione scientifica, tuttavia, spetta a Piero della Francesca. Nel suo De Prospectiva Pingendi – del 1475 e dedicato al Duca Federico – sono infatti esposti per la prima volta in modo matematicamente rigoroso i fondamenti geometrici della scienza prospettica. L’effettivo distacco tra lo studio della prospettiva finalizzata alla pittura ed all’architettura e la sua formalizzazione puramente matematica va attribuito invece all’urbinate Federigo Commandino ed al suo geniale allievo Guidobaldo del Monte. Quest’ultimo pubblicò a Pesaro nel 1600 i Perspectivae libri sex, trattato pressoché esauriente dell’intera disciplina, che avrebbe aperto la strada a settori della matematica moderna quali la geometria descrittiva e quella proiettiva, oltre che ad un vasto insieme di applicazioni in meccanica, architettura, scenografia teatrale e computer graphics. Partendo da questi accenni, gli interventi analizzano con completezza la storia e le applicazioni della prospettiva nell’arte, nell’architettura e nella scienza dal Rinascimento al Seicento inoltrato, e riflettono sul ruolo della matematica nello studio e negli sviluppi più recenti della disciplina.

EAN: 9788895686158
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#291504 Architettura
Storiografia artistica, cultura antiquaria e letteraria nel cuore d'Europa tra Sette e Ottocento Atti del Convegno di Studi (Udine, 21-23 novembre 2018). A cura di Paolo Pastres. Firenze, Olschki Ed. 2020, cm 17 x 24, xii-294 pp. con 16 tavv. f.t., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,501. Per cinque anni, dal 1796 al 1801, l’abate Luigi Lanzi visse a Udine, costretto dagli eventi che avevano investito l’Europa. Nel corso di quel periodo il grande storico si impegnò soprattutto alla revisione della Storia pittorica, appena pubblicata, avviandone una nuova edizione, la definitiva, che apparirà solo nel 1809. Nel corso del lustro udinese Lanzi si dedicò anche a importanti scritti di carattere antiquario e spirituale. Il volume, attraverso un’ampia serie di interventi, si concentra sugli anni udinesi di Lanzi, finora poco indagati, ricostruendo le circostanze del soggiorno, la fitta rete di rapporti instaurati e offrendo molte novità sulla sua biografia e gli studi. Inoltre, viene affrontata la fortuna europea della Storia pittorica, la quale ha goduto di diverse traduzioni ed è stata a lungo un fondamentale modello storiografico. Si tratta, dunque, di un’opera di notevole rilievo e originalità nella pur ampia bibliografia dedicata a Lanzi, che consente di approfondirne il pensiero, specialmente come storico della pittura italiana, e cogliere l’interesse della sua residenza a Udine a cavallo tra Sette e Ottocento.

EAN: 9788822266972
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#299541 Architettura
Milano, Editoriale Domus 2001, cm.20x24, pp.256, 512 ill. 411 a col.nt. brossura con bandelle, cop.fig.a col. Collana Meridiani.

EAN: 9788872123430
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