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Baldassarre Castiglione diplomatico. La missione del cortegiano.

Autore:
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, xvi-154 pp., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,471.

Abstract: Nei primi tre decenni del Cinquecento, l’attività diplomatica di Baldassarre Castiglione attraversa la fase più acuta nella stagione delle «guerre d’Italia», le guerre tra le grandi monarchie continentali che fecero dell’Italia una preda ambita e il proprio campo di battaglia. Questa esperienza coincise con il maturare di un peculiare «stile» delle relazioni internazionali, quella diplomazia rinascimentale che trovava nella tradizione e nella cultura italiane un modello riconoscibile e autorevole. Castiglione appartenne a pieno titolo, con Machiavelli e Guicciardini, alla generazione delle volpi che vollero farsi signore dei leoni, e seppero a lungo conservare l’ambizione o almeno le strategie per costruire uno spazio politico italiano. La pubblicazione del Cortegiano, l’anno dopo il Sacco di Roma, sembra emblematicamente chiudere questa stagione: ma proprio la rilettura delle missioni di Castiglione (in Inghilterra, alla corte di Francia, presso la curia pontificia, e infine accanto all’imperatore Carlo V) getta nuova luce sulla trama politica del suo libro-capolavoro, permettendo di guardare oltre il fortunato manuale di comportamenti per un mondo consegnato al passato, fino a scorgervi il costituirsi del nuovo ceto dirigente nella società europea d’antico regime.

EAN: 9788822265135
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Firenze, Olschki Ed. 2021, cm 17 x 24, viii-232 pp. con 1 figg. bn. n.t., brossura Polinnia,33. Il libro propone un’interpretazione di Verga che mette in relazione il suo essere cristiano nel privato con la ‘verità’ dei suoi capolavori, da Nedda al Mastro-don Gesualdo e con al centro I Malavoglia. La netta e motivata opposizione alla dominante immagine di uno scrittore ateo e materialista si fonda su una rivisitazione di tutta l’opera, e sulla valorizzazione della religione della e nella famiglia consegnata alle lettere familiari. In queste Verga è il vero autore e protagonista di un secondo romanzo familiare, sotto forma di cronaca della sua famiglia, in cui – come qui viene dimostrato sul piano tematico e linguistico – risiede il nucleo genetico dei Malavoglia. Il riesame puntuale della teoria dell’impersonalità, soprattutto relativamente al pensiero e ai sentimenti dei personaggi malavoglieschi, conferma da una prospettiva critica inedita che lo scrittore si colloca sempre e soltanto dalla parte dei buoni, degli umili e dei vinti. Lo studio filologico della prefazione all’Amante di Gramigna svela una precisa tematica biblica soggiacente al «fiat creatore» che sta al cuore della poetica verghiana. Sottili ma sicure tracce della Genesi e di altri testi della Bibbia vengono messe in luce nell’analisi di Rosso Malpelo, in cui molti hanno visto il trionfo del pessimismo verghiano, mentre in realtà a questo fanciullo che lavora sottoterra Verga fa dire il suo sì alla vita (alla condizione di «vedere in faccia ogni cosa bella o brutta»), attribuendogli il ‘godimento’, la bellezza e la nostalgia della vita all’aria aperta, del cielo azzurro e del verde dei campi. Rosso sceglie di morire ma non muore, scompare. Il suo autore, il suo ‘confratello’ narratore, che per sé pensa di dovere «sparire nella sua opera immortale», gli riserva la gloria del sacrificio e della leggenda.

EAN: 9788822268020
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