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Tragedie (La) à l’epoque d’Henri IV. Troisième Série. Vol. I (1589).

Curatore: Textes édités et présentés par Michele Mastroianni, Paola Martinuzzi, Daniele Speziari, Dario Cecchetti, Anna Bettoni.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 17 x 24, iv-606 pp., brossura Théâtre français de la Renaissance. Troisième Série,1. Testo in Francese.

Abstract: Ce volume réunit les textes des cinq tragédies de Roland Brisset, publiées à Tours en 1589. Il s’agit surtout d’imitations du théâtre de Sénèque inaugurées, comme dans la tradition humaniste, par l’Hercule Furieux, tragédie du furor qui est en même temps sous-tendue des tensions politiques de la période de conflits et de transition d’un règne l’autre que l’histoire était en train de vivre. Viennent ensuite Thyeste, tragédie de la vengeance, tempérée toutefois par le message chrétien de l’auteur; Agamemnon, miroir des passions publiques et privées de l’époque, et Octavie qui, dans son évocation des dérives de la tyrannie et de la noire splendeur de la cour de Néron, s’accorde fort bien, comme les autres pièces, avec le goût baroque. Le volume se termine par Baptiste, une adaptation du Baptistes, sive calumnia de Buchanan, où les tensions éthiques, religieuses et politiques s’incarnent dans la pureté des aspirations du Baptiste, héros et garant d’une nouvelle ère de renouvellement spirituel et moral. Les textes des cinq tragédies, éditées ici sous forme modernisée, sont accompagnés d’introductions et de notes historiques, philologiques et critiques par Michele Mastroianni, Paola Martinuzzi, Daniele Speziari, Dario Cecchetti, Anna Bettoni.

EAN: 9788822266859
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A cura e prefazione di Alessandro Zaccuri. Milano, Medusa Edizioni 2010, cm.11,5x20, pp.272, brossura, copertina figurata. Collana La Zattera,25. «A differenza di altri critici portati all'applicazione della giustizia sommaria in ambito letterario, Giuseppe Bonura non invocava mai la regola del "non l'ho letto e non mi piace". Leggeva tutto, al contrario, specialmente quello che prevedeva non gli sarebbe piaciuto. Leggeva nella speranza di essere smentito, di scoprire che un narratore era cresciuto oppure che un critico aveva meglio focalizzato interessi e metodo di lavoro. E leggeva nel timore di essersi sbagliato, di aver operato un'eccessiva apertura di credito nei confronti di un autore che, invece, si era affrettato a capitalizzare la propria reputazione in chiave commerciale. Di tutti i peccati che in letteratura si possano commettere, l'unico che Bonura non era disposto a perdonare era infatti l'asservimento (intenzionale o, peggio ancora, involontario) alle regole del mercato, l'omologazione a un modello di intrattenimento "aeroportuale", il ricorso peloso alla ruffianeria e al compiacimento. Gli articoli raccolti in questo libro apparecchiano un dossier vasto quanto sorprendente, nel quale, pur ricorrendo frequentemente la stroncatura - un'arte oggi assai poco praticata, che Bonura sapeva rendere con sferzante ironia - non mancano gli esercizi di ammirazione, né le ammissioni di lealtà e valore pur in un contesto di aperto dissenso. Una lezione di "critica militante" esemplare e rara in questa società dove, anche e più che mai fra scrittori, vige il "politicamente corretto"».

EAN: 9788876982019
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