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#291650 Filosofia

Giuseppe Parini filosofo dell'educazione (1729-1799).

Curatore: A cura di Alessandro Di Chiara.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 15,5 x 21,5, viii-202 pp. con 7 figg. bn n.t. e 8 tavv. f.t. a colori, brossura

Abstract: L’Accademia di Belle Arti di Brera ha organizzato, il 15 aprile 2021, il Simposio Nazionale Giuseppe Parini filosofo dell'educazione per scandagliare negli aspetti meno ricercati dell'identità neoclassica dell'abate di Bosisio che porta seco una genuina e schietta vocazione filosofica e pedagogica. Questa ricerca pariniana sulle cause e sui ragionamenti primi del sapere s’evidenzia non solo nelle “Poesie” e in particolare “Le Odi” ma anche, e per certi versi soprattutto, nelle “Prose” che raccolgono, tra l’altro, il “Discordo sopra la poesia”, il “Dialogo sopra la nobiltà” e le paradigmatiche lezioni accademiche: “Dei principii generali e particolari delle belle lettere applicati alle belle arti” [1772-1775]. Le lezioni sono state descritte dall’allievo Francesco Reina con queste esemplari parole « Quindi i più ardui dettami della filosofia, i più fini sentimenti applicati alle Belle Arti e dimostrati da lui vestivano le più evidenti formi. Condiva egli sovente i propri insegnamenti col garbo socratico, dialogizzando, e mescolando la più leggiadra urbanità alla precisione della domanda».Da questa prospettiva scaturisce la necessità di soffermarsi a interpretare la pedagogia dell'arte pariniana come motivo ispiratore del pensiero estetico e morale, politico e civile che caratterizza l’insegnamento del poeta-filosofo. La silloge, che raccoglie una significativa Sezione Studi, vuole anche essere una sorta di riflessione su un possibile incontro tra il linguaggio pariniano e l'esperienza artistica attuale, come propongono alcuni professori e allievi dell’Accademia che hanno realizzato una video-mostra con opere di artisti di diversi periodi e formazione.

EAN: 9788822267931
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Traduz.di Massimo Ortelio. Vicenza, Neri Pozza Editore 2008, cm.13,5x21,3, pp.467,(13), brossura, cop.fig.a col.con bandelle. [copia non letta e in ottimo stato.] Collana I Narratori delle Tavole. È il 1859 a Londra e davanti alla legatoria Damage si è appena fermata una carrozza con le ruote di un rosso fiammante, i fanali dorati e uno stemma sulla portiera. Dalla carrozza è sceso un uomo alto, abbronzato, elegantissimo con la sua redingte nera, il foulard scarlatto, gli occhiali d'oro e il bastone da passeggio sormontato da un enorme rubino. È sir Jocelyn Knightloey che, con la sua cerchia di amici, aristocratici come lui, coltiva il sogno di liberare la società dalle "pastoie del ritegno" e della morale. Da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle, sir Knightley e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell'epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell'inferno: il Decamerone, il Satyricon di Petronio, l'Ars Amatoria di Ovidio…A rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è Dora Damage, la moglie di Peter Damage. L'artrite reumatica sta deformando e immobilizzando le mani del marito e, in barba a tutte le leggi della corporazione dei legatori che vietano il lavoro alle donne, Dora è stata costretta a prenderne il posto.Le sue originali rilegature, così morbide e seducenti, suscitano l'entusiasmo di sir Knightley e dei suoi amici, i "Sauvages Nobles". Dora comincia così a rilegare tutte le opere proibite e galanti del gruppo con l'aiuto di Jack, un giovane apprendista, e di Din, uno schiavo nero americano condotto nel laboratorio dalla filantropica e ambigua Lady Sylvia, la moglie di sir Knightley.Ma non finisce forse puntualmente nei guai chi entra in una "società del vizio"?Romanzo storico, che ci restituisce perfettamente i conflitti di sesso, razza e classe dell'età vittoriana, La rilegatrice dei libri proibiti ci offre, con Dora Damage, un'eroina moderna che non esita a infrangere le regole e i tabù della Londra del XIX secolo, la città più grande del mondo, in cui gli ideali più nobili si accompagnano alle miserie più sordide.","Londra, 1859: può una passione diventare ossessione? "La rilegatrice dei libri proibiti muove dall'immagine della Londra del XIX secolo, la città più grande del mondo, sommersa dal sudiciume prodotto da una popolazione tronfia… La politica e il potere, il lavoro e l'ozio, il conservatorismo e l'abolizionismo costituiscono lo sfondo di un romanzo che esplora i legami sociali, le restrizioni di sesso, classe, razza, ed esamina il prezzo da pagare per trasgredire o accettare le regole e i tabù della società".Belinda Starling"Il romanzo di Belinda Starling pone una questione non molto diversa da quella del Profumo di Süskind: può una passione diventare ossessione? […] Storia sui tanti tipi di amore, verso persone o cose, che possono rendere liberi oppure schiavi, il libro intreccia i temi della libertà sessuale, della condizione della donna e dell'abolizione della schiavitù, denudando la falsità morale dell'amore come volontà di possesso". (Nicola Manuppelli, D, la Repubblica delle Donne)

EAN: 9788854501515
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