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#291662 Religioni

Lettera (La) di San Paolo ai Romani. Tradotta ed esposta da Lodovico Castelvetro.

Curatore: A cura di Andrea Barbieri.
Editore: Olschki Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm 15 x 21, xii-160 pp., brossura Piccola Biblioteca Umanistica,7.

Abstract: La pubblicazione della Lettera di san Paolo ai Romani è solo un campione di quei Vangeli volgarizzati da Lodovico Castelvetro che si credevano irrimediabilmente perduti, ma dei quali diverse testimonianze, di cui una autografa, affermavano l'esistenza. L'autore, già da un decennio nell'occhio dell'Inquisizione, non poteva pubblicarli in Italia e a proprio nome, quindi ricorse allo strumento di un'opera collettiva realizzata in ambiente veneto e attribuita a un prestanome. L'ipotesi che qui si presenta implica una sostanziale rivisitazione dell'intero panorama della Riforma in Italia. Non solo autorizza ad affermare l'esistenza di una Riforma italiana col proprio testo di riferimento in lingua volgare, ma colloca il Modenese Castelvetro in posizione di primissimo piano fra gli interpreti e i diffusori del pensiero riformato. Il seguito della vicenda è noto: la condanna del Sant'Uffizio come eretico “fuggitivo e impenitente” lo obbligò all'espatrio. Si spostò fra Chiavenna, Lione, Ginevra e Vienna, dove diede alle stampe, con dedica dell’imperatore, la Poetica di Aristotele vulgarizzata e sposta, la sua opera più conosciuta, il testo della quale è strutturato esattamente come quello della Lettera di san Paolo ai Romani che qui si presenta.

EAN: 9788822268044
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Alessandria, Ediz.dell'Orso 1993, cm.17x24, pp.186, brossura con cop.fig. Collana Contributi e Proposte. Il nodo segretario e principe è il filo conduttore del volume, non solo nel taglio cronologico dal secondo Quattrocento a tutto il Cinquecento, ma per l'interesse metodologico e la prospettiva particolare in cui vengono letti testi notissimi come le Stanze e l'Orfeo del Poliziano e testi meno noti di autori a lungo dimenticati come il Capra, il Beaziano, lo stesso Guazzo, l'Ingegneri. Uno scavo approfondito di generi esemplari, institutio e laudatio, si accompagna a una ferma attenzione ad aspetti tra i più rilevanti della letteratura di corte:la “formazione”, le “maniere”, il comportamento dell'ambasciatore e del segretario; il discorso sulla donna; l'""arte delle imprese"", nuova grammatica generale dell'immagine e dei suoi statuti teorico-linguistici e luogo di incrocio e di scontro del dibattito su ""parola"" e ""segno""; il rapporto fra retorica e politica; l'""idea"" e l'""arte del dialogo""; la conversazione che la corte comunica all'accademia e la rappresentazione che prelude alla visione figurativa e scenica del Barocco.

EAN: 9788876941177
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