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#296632 Arte Pittura

Italian painting. Vo.I.The creators of the Renaissance.

Autore:
Curatore: Historical surveys by R.Skira-Venturi. Translated by S.Gibert.
Editore: Skira Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.25x35, pp.206, num.tavv.con figg.a col.applicate. legatura ed.sopraccoperta figurata a colori. Testo in lingua inglese.

CondizioniUsato, molto buono
Note: sopracoperta con mende.
EUR 25.00
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Da collezione, molto buono
Note: Mende alla sopraccoperta.
EUR 30.00
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#9917 Arte Pittura
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Usato, buono
Note: Mancante della sopracoperta.
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Introduzione di Nello Ponente. Torino, Einaudi 1977, cm.15,5x21,5, pp. XXXV,(1),327,(11), 201 illustrazioni in 116 tavole in bn. fuori testo , legatura editoriale copertina telata. Collana Saggi,467.

EAN: 9788806094232
Usato, molto buono
EUR 24.00
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Milano, Il Sole 24 Ore 2007, cm.23x29, pp.310, ill.colori. brossura copertina figurat a colori. Collana I Grandi Maestri dell'Arte. L'artista e il Suo Tempo. Il Salon d'Automne di Parigi del 1905 tenne a battesimo l'esordio ufficiale di un piccolo gruppo di giovani artisti accomunati da un percorso formativo analogo, dall'amore per la luce calda e le ombre lunghe del Midi, dal costante riferimento alla ricerca pittorica di Cézanne. Riuniti in un'unica sala, i loro paesaggi, ritratti e idilli domestici abbagliarono visitatori e recensori. Per definirne l'eccentricità formale e denotarne la carica eversiva, il critico Louis Vauxcelles coniò una delle formule più celebri della storia dell'arte novecentesca: "fauves", selvaggi della moderna scena parigina. Spietata fedeltà alla percezione retinica, traduzione del dato visivo in termini di toni e timbri cromatici, composizioni sghembe furono interpretate da Matisse, Derain, Braque, Friesz, Camoin, Marquet, Van Dongen, Dufy come l'antidoto necessario alle derive di fine secolo: al facile realismo, da un lato, e alla dogmatica scienza del colore divisionista, dall'altro. Ma in assenza di un programma o di una base teorica, il gruppo si disperse a brevissimo giro in ricerche differenti, talora contraddittorie. Derain, dopo un fortunato sodalizio con Matisse, scopri al British Museum di Londra l'arte primitiva e ne sposò eleganze e monumentatila, in un percorso di progressivo avvicinamento all'esperienza coeva di Picasso. Braque accentuò, insieme a Friesz, la cifra accattivante dei suoi paesaggi portuali, per poi tornare decisamente sui suoi passi e approdare alla solidità e al cromatismo ribassato del cubismo, di cui sarà, con Picasso, tra i protagonisti riconosciuti. Camoin, Dufy e Marquet adottarono per i loro intimi quadretti bagnati dalla luce mediterranea formule garbate, di immediata presa sul collezionismo internazionale, in particolare russo. Van Dongen piegò le accensioni di colore tipiche dei fauve a un repertorio affollato di personaggi circensi, scene mondane, nudi, secondo una cifra aggressiva, quasi pre-espressionista, che ne avrebbe dettato la fortuna soprattutto in Germania. Solo Matisse, nel corso di tutta la sua carriera, tornò a più riprese a interrogare l'esperienza fauve, per discuterne i presupposti e rileggerne le acquisizioni. Ripercorrere le sue opere principali, da Luxe, calme et volupté (1904) fino alla cappella di Vence (1948-52), attraverso le serie degli anni Trenta, la decorazione Barnes e i papiers découpés, significa in questo senso confrontarsi con un percorso di ostinata, inattaccabile fedeltà al colore, e all'irrisolta tensione tra colore e disegno: perché "il colore - avrebbe detto Matisse verso la fine della vita - è una liberazione".
Usato, come nuovo
EUR 19.00
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