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Figure della diligenza. Costanti e varienti del Tasso lirico nel canzoniere chigiano L VIII 302.

Autore:
Editore: Editrice Antenore.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.14,5x22, pp.XIII,263, brossura a fogli chiusi. Copertina figurata a colori. Collana Miscellanea Erudita,LXXIX. Intonso.

Abstract: Dalle "rime sparse" al canzoniere amoroso, uno studio sulla lingua lirica del Tasso negli anni della reclusione. Negli anni di reclusione ferrarese a Sant'Anna, Torquato Tasso lavora assiduamente, come mai in altre stagioni della sua vita, al progetto di sistemare in maniera organica parte della sua sparsa produzione di rime. Il presente studio offre un'analisi linguistica e stilistica a largo raggio del frutto più notevole di questa rielaborazione, il canzoniere amoroso raccolto nel manoscritto autografo Chigiano L VIII 302, dove Tasso viene trascegliendo e correggendo componimenti editi seriandoli con altri scritti per l'occasione. Dall'indagine si ricava un quadro della lingua lirica tassiana tanto nelle sue costanti formali quanto nelle varianti, d'ordine specialmente sintattico e metrico, cui è sottoposta negli anni della maturità.

EAN: 9788884556615
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Introduz.di Achille Tartaro. Cronologia a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Catalogo testi di Concetta Baldassarro. Napoli, Gaetano Macchiaroli Ed. 1990, 2 voll. cm.23x25, pp.411,121, brossura

EAN: 9788885823075
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A cura di Carla Riccardi. Roma, Salerno Ed. 2008, cm.15x22,5, pp.LII,287, brossura con sopraccoperta intonso. Collana Testi e Documenti di Letteratura e di Lingua,XXVII. La Lettre à M. Chauvet pubblicata da Manzoni nel 1823 è il primo testo italiano moderno di teoria della letteratura. Una lunga riflessione sul teatro tragico, nata in margine alla stesura del Carmagnola (1816-1819), sviluppa e approfondisce i materiali stesi nell'occasione, gli appunti denominati Materiali Estetici e la prefazione alla prima tragedia. L'oggetto è anzitutto la grande letteratura teatrale europea: le opere di Shakespeare, la tragedia classica francese da Corneille a Racine, fino alla tragedia storica romantica, senza dimenticare i grandi modelli dei tragici greci. La Lettre, pensata inizialmente come risposta alla recensione dell'accademico francese Chauvet, travalica questi limiti e diventa il testo teorico fondante non solo del dramma, ma anche del romanzo storico. L'introduzione e le note ripercorrono la storia del testo, evidenziando l'itinerario della riflessione dello scrittore in reazione a quelle fonti teoriche (da Aristotele a Schlegel) finora non esaurientemente messe in luce.

EAN: 9788884026071
Lingua: Francese
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Firenze, Olschki Ed. 2020, cm 17 x 24, x-260 pp., brossura Biblioteca dell''«Archivum Romanicum». Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia,507. Raffaele Urraro ha ricostruito un complesso “romanzo familiare” al centro del quale si colloca la figura di Pierfrancesco Leopardi, il fratello più giovane di Giacomo, che “fu il solo che diede proseguimento alla famiglia”, come si afferma nella prefazione del libro. La sua personalità, piuttosto complessa, la sua vita agitata e spesso controversa, e il ruolo esercitato in seno alla famiglia, hanno spinto l’autore a dedicargli una ricerca che contribuisce a una migliore conoscenza di tutti gli altri componenti di Casa Leopardi (i genitori e i fratelli Giacomo, Carlo e Paolina) e di alcuni aspetti dei codici comportamentali in essa vigenti. Ma, ovviamente, al centro dell’indagine sono collocati Pierfrancesco e i componenti della sua famiglia: la moglie, Cleofe Ferretti, vero e proprio personaggio tragico, colta dall’autore nel suo difficile e drammatico rapporto con la suocera Adelaide Antici, e i figli, in modo particolare Giacomo, che si occupò con grandissimo impegno del recupero e della conservazione dei manoscritti dello zio. Ma la figura del Poeta sembra comunque vegliare sulle vicende dei protagonisti ricostruite dall’autore servendosi di tutta la documentazione allo stato disponibile.

EAN: 9788822267207
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Roma, Salerno Editrice 2020, cm.15,5x22,5, pp.288, brossura con copertina figurata. Troppo disorganici per essere un trattato politico, troppo frammentari per essere un'opera storica, i Discorsi mettono da sempre a disagio chi voglia inquadrarne il genere. Inoltre, l'impossibilità di risalire al manoscritto di Livio presente sullo scrittoio di Machiavelli ha reso piú complicata la definizione di un puntuale confronto tra i due, spesso risolto in piú generali riflessioni su Machiavelli e la storia antica. Le decadi liviane non sono, però, una fonte tra le altre dell'elaborazione machiavelliana, ma rappresentano il terreno decisivo per la definizione di un metodo che tiene costantemente insieme politica e storia («lunga esperienza delle cose moderne» e «continua lezione delle antiche»). Con questa convinzione, il presente studio ricostruisce le vicende che ? nel solco dell'Umanesimo ? avevano imposto la canonizzazione degli Ab urbe condita, cosí da restituire l'orizzonte entro il quale era maturata la lettura di Machiavelli, fornendo poi di questa un'analisi tipologica attraverso l'esame di citazioni, traduzioni e riscritture. Le puntuali indagini sul testo consentono di mettere a fuoco gli strumenti con cui l'autore dei Discorsi, inserendosi in una tradizione consolidata (quella che faceva di Roma la misura di ogni tempo storico), prova a fare i conti con la radicale, tragica novità rappresentata dalle Guerre d'Italia. Se la frattura con il passato è irrisarcibile, non basta piú conoscere la storia antica per capire quella contemporanea: Machiavelli, dunque, forza i testi che legge perché rispondano alle sollecitazioni imposte dalle urgenze del presente, tramite quello che qui si propone di chiamare "uso politico delle fonti".

EAN: 9788869735417
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