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#331305 Regione Veneto

Villa della Torre. In Fumane di Valpolicella.

Curatore: A cura di Pierpaolo Brugnoli.
Editore: Antiga Edizioni.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.25x33, pp.180, illustrazioni a colori, tavole a colori. legatura editoriale in tela, sopraccoperta figurata a colori. Testo Inglese.

Abstract: Il volume si avvale dei contributi di numerosi studiosi che lavorano e si sono formati in particolare entro l'Università di Verona e il Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella, tutti accomunati da un approccio caratterizzato da un serrato confronto tra i dati materiali e documentari. Con le introduzioni di Loredana Olivato, docente e studiosa di arte e architettura del Cinquecento veneto, e di Adriano Prosperi, massimo studioso dei movimenti politico-religiosi e della cultura del Cinquecento italiano, il volume è integrato da alcuni saggi esemplificativi delle possibili letture offerte dal complesso e da un'ultima sezione dedicata al contesto agrario e alla cultura gastronomica del periodo di massimo splendore di villa Della Torre.

EAN: 9788897784319
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Padova, Forum Ediz. 2002, cm.17x23,5, pp.360, brossura copertina figurata a colori. Collana Fonti e Testi. Il volume è articolato in profili di singoli personaggi della più diversa estrazione sociale, che in Venezia hanno trovato il modo di esprimere la propria passione di raccoglitori e di committenti di opere d'arte. L'idea è quella di disegnare una sorta di geografia del collezionismo basata sulla provenienza territoriale, sociale, culturale degli interpreti delle microstorie narrate in queste pagine, sullo sfondo della piazza veneziana. Non solo dunque nobili della Serenissima come Gabriele Vendramin e Alvise Pisani o il celebre medico Benedetto Rini, ma anche ricchi mercanti di vino come Cristoforo Orsetti, o ancora finanziatori del re di Spagna, quale il negoziante Giovanni Andrea Lumaga. Ad essi si affiancano collezionisti della statura di Vincenzo Gonzaga IV duca di Mantova, la cui corte tra lo scadere del Cinquecento e l'alba del Seicento godeva di un prestigio altissimo, o altri meno intraprendenti, come il granduca Cosimo III de' Medici, oscurato dalla fama del celebre zio, il cardinal Leopoldo.
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