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Il restauro della vetrata di Giovanni di Bonino della Galleria Nazionale dell'Umbria.

Autore:
Curatore: A cura di A.Cicinelli, B.Corà, G.Funaro, R.Rivelli, D.A.Valentino. Contrib.di M.Cordaro, M.Marabelli, P.Santopadre, M.Verità.
Editore: Ediart Ed.
Data di pubbl.:
Dettagli: cm.17x24, pp.61, 40 ill.bn.nt. brossura cop.fig.a col. Collana Arte e Restauro,4.

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#213890 Filosofia
Milan, Marzorati Editeur 1964, cm.17x24,5, pp.XI,(1),818,(2); XI,(1),821-1576,(4) (numeraz. consecutiva), legature editoriali in tutta tela, titoli in oro ai piatti ant. e ai dorsi. Collana Les Grands Courants de la Pensée Mondiale Contemporaine.
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Note: Lievi mende alle copertine.
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Prefazione di Lucio D'Angelo. Pisa, Pacini Editore 2016, cm.15x21, pp.291, brossura con bandelle e copertina figurata a colori. Collana Le Ragioni di Clio,3. Nel secondo Ottocento, sulla scorta dello sviluppo internazionale del movimento pacifista, in Italia sorsero diverse Società per la pace di ispirazione democratica e liberale, che si prodigarono per diffondere la propaganda contro la guerra presso la società civile e gli ambienti governativi. Attraverso lo spoglio della pubblicistica pacifista e l'analisi di documenti inediti, il libro traccia un profilo del pacifismo democratico italiano nel periodo a cavallo tra XIX e XX secolo, dai congressi internazionali e nazionali che determinarono la nascita del movimento fino alla sua crisi, avvenuta in concomitanza con la spedizione libica e con lo scoppio del primo conflitto mondiale. Oltre a delineare l'impegno assunto da personalità differenti (tra cui Ernesto Moneta, Premio Nobel per la pace nel 1907, Ruggero Bonghi, Edoardo Giretti, Guglielmo Ferrero), il lavoro si propone soprattutto di mettere in evidenza le matrici culturali e politiche del movimento per la pace, che affondava le radici nelle correnti della democrazia risorgimentale, nella scienza positivista, nello sviluppo del diritto internazionale, nelle teorie liberiste e, più in generale, nelle pieghe della mentalità ottocentesca. Prefazione di Lucio D'Angelo.

EAN: 9788863159745
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Relazione descrittiva e scientifica pubblicata da Enrico Hillyer Giglioli ; con una introduzione etnologica di Paolo Mantegazza. Il volume presenta 18 carte e tavole così descritte dall'analisi del Nostro esemplare. Le tavole sono fuori testo e indichiamo la pagina ove adiacente è presente la tavola corrispondente: pp.XXIV. Tavola. Saggio di Etnologia. pp. XXXVIII. Quadro genealogico delle razze umane. pp.14 Carta geografica ripiegata:Oceano Atlantico Boreale. pp.34. Carta geografica ripiegata: "Atlantico e Pacifico Australi" pp.40. Urucu. Indigeni del Mucury, tavola fotografica applicata. pp.98. Carta geografica ripiegata: "Atlauntico Australe e Oceano Indiano". pp.120. Carta geografica ripiegata:" Oceano Indiano. pp.122. Tavola " Una Ravenala del Madagascar a Batavia" pp.123. Una Ravenala del Madagascar a Batavia. pp.258. Carta geografica ripiegata:"Mari di Giava, della Cina e del Giappone". pp.348. Tavola riproducente 2 incisioni giapponesi " Koti- Sau, pensiero alle ossa dopo la cremazione. Bo sau , pensiero alla tomba dopo la sepoltura. Riti funebri giapponesi disegni estratti dal Dai Kiyo Go-Aku Tzu-Ye". pp.456. Tavola Fotografica applicata. "Giappone. Il Dai Butsu Buddha colossale di bronzo presso Camakura. pp.624. Tavola a doppia pagina. "La coltivazione, preparazione e spedizione del Té- Illustrate in dodici disegni da pittore cantonese You Qua. pp.728. Tavola Fotografica applicata. "Veduta sul Chai Dani, Murara Tangeran". pp.736. Carta geografica ripiegata: "Mari d'Australasia" pp.843 Pacifico australe. pp.886 anticaglie peruviane, scavate da huaca. Fotografica. pp.938 Carta geografica ripiegata: "Costa occidentale della Patagonia". pp.982. Tavola Fotografica: "L'ultimo giorno sulla Magenta". Milano, V.Maisner e Compagnia Editori 1875, cm.23x29, pp.XXXVIII, 1031, frontespizio inciso. Capilettera incisi. Rilegatura recente in mezza tela , tassello in pelle al dorso. Piatti fasciati in carta francese. A pagina 462 risulta un errore di stampa nel nostro esemplare , non sappiamo se presente anche in altri esemplari , dove c'è una finestra di cm.2,5x7 non stampata probabilmente dovuta ad un pezzo di carta che ha fatto da schermo all'impressione della stampa. Ovviamente ne consegue una perdita di testo di circa 20 parole "ll giro del mondo in 870 giorni" potrebbe essere il sottotitolo del "Viaggio intorno al globo della Regia pirocorvetta Magenta", opera monumentale composta nel 1875, che abbraccia più settori, dalla zoologia all'etnologia, alla fitogeografia. Autore del volume è Enrico Hillyer Giglioli, nato a Londra nel 1845, laureato in Scienze Naturali a Pisa, sostenitore entusiasta della teoria darwiniana. Il suo talento scientifico fu apprezzato da Filippo De Filippi, che lo volle accanto a sé, appena ventenne, nel primo viaggio di circumnavigazione del mondo a bordo della Magenta. Nel 1857 era stata l'Austria a riuscire con successo nell'impresa. Nel caso della nave della Real Marina Italiana, invece, le difficoltà iniziarono ancora prima della partenza e il viaggio, programmato per il 1864, fu sospeso per motivi politici. Quando il progetto poté finalmente realizzarsi, la nave, ormai entrata in disarmo, era stata inviata a Montevideo: così Giglioli e De Filippi dovettero raggiungerla a bordo della Regina, che salpò da Napoli l'8 novembre 1865, mentre il colera stava imperversando. La Magenta, con un equipaggio di 297 persone, al comando dell'ammiraglio savoiardo Arminjon, prese il mare il 2 febbraio 1866, diretta all'isola di Giava. Giunta a Saigon, De Filippi si ammalò di febbre, al punto da dover interrompere la navigazione: Giglioli si ritrovò così a dover gestire da solo raccolta, campionatura e studio di reperti zoologici, botanici, etnologici e antropologici. La nave proseguì dunque verso Giappone e Cina, dove furono stipulati importanti trattati commerciali; quindi toccò l'Australia, attraversò il Pacifico, attraccò a Callao in Perù, proseguì lungo il Cile e la Patagonia, fino a passare lo stretto di Magellano, per ritornare a Montevideo nel dicembre del 1867. Il 28 marzo 1868 fece ritorno a Napoli, accolta purtroppo con gelida indifferenza: tre giorni dopo fu messa in disarmo e sette anni dopo alienata. Triste epilogo, questo, per un'impresa che aveva raggiunto risultati più che ragguardevoli, nonostante le numerose circostanze sfavorevoli, non ultima la guerra del '66. La missione fu infatti condotta brillantemente sia nei suoi obiettivi diplomatici che in quelli scientifici e, nonostante lo stanziamento finanziario fosse di appena 2.000 lire, si concluse con un bilancio positivo. Oltre alle numerose osservazioni sulla fauna pelagica, la Magenta riportò importanti raccolte etnologiche, paleontologiche e mineralogiche e riportò 5.986 spoglie di animali appartenenti ad oltre 2.000 specie, che andarono a costituire la collezione centrale dei vertebrati italiani presso il Museo Zoologico "La Specola" di Firenze, di cui Giglioli fu direttore fino alla morte, nel 1909.
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Note: bruniture nel testo, ultime 2 pagine con restauri agli angoli.
EUR 750.00
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